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Con lo
sguardo fisso sul mistero dell'incarnazione, nella notte di
Natale 1999 il Papa varcherà la soglia della porta santa nella basilica
di San Pietro in Vaticano, dando inizio al grande Giubileo del 2000 che si
concluderà il giorno dell'Epifania del 2001.
"Come successore di Pietro, scrive il Papa, chiedo che in questo anno di misericordia la Chiesa, forte della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi dinanzi a Dio ed implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi figli. Tutti hanno peccato e nessuno può dirsi giusto dinanzi a Dio".
Parole che rammentano a chi ne dubitasse, o lo avesse dimenticato, il vero senso del cammino della Chiesa verso la svolta epocale del terzo millennio. Cammino di gioia, di penitenza, di perdono, di riconciliazione, di conversione, di esame di coscienza. Cammino di solidarietà. Ce n'è bisogno!
Ai tre elementi "costitutivi" di ogni Giubileo, il pellegrinaggio, il passaggio attraverso la porta santa, l'acquisto dell'indulgenza, il Papa ne aggiunge altri tre come "segni" di riconoscimento per coloro che cercano lo spirito dell'Anno Santo che celebrerà il bimillenario della nascita di Cristo.
. La "purificazione della memoria", innanzitutto. Un esame collettivo e individuale, storico e personale, su tutte le "controtestimonianze nei confronti del cristianesimo", portando anche "il peso degli errori e delle colpe di chi ci ha preceduto". I cristiani sono dunque chiamati a farsi carico, dinanzi a Dio e agli uomini, delle mancanze commesse. "Senza nulla chiedere in cambio".
. La carità. Essa da sempre è simbolo e corollario di conversione. Il Papa ora la inserisce come secondo segno giubilare, recependo la "nuova cultura di solidarietà e di cooperazione internazionali" e coinvolgendo nell'evento Giubileo anche le strutture e i paesi, non più solo i singoli. La cancellazione del debito delle nazioni più povere diventa cosi un obiettivo immediato e comune.
. La "memoria dei martiri", "numerosissimi" del secolo che volge al termine. Martiri del nazismo, del comunismo, delle lotte razziali o tribali. Autentici "campioni" della fede di ogni età, lingua, nazionalità. Una testimonianza da seguire "qualora le circostanze lo richiedessero".
Accanto a queste novità ce ne sono altre legate alla solennità della "scadenza bimillenaria del mistero centrale della fede cristiana", l'incarnazione ed il passaggio dal secondo al terzo millennio.
La prima è il carattere "ecumenico" dell'imminente Giubileo che andrà vissuto come "cammino di riconciliazione e di genuina speranza" per tutti i cristiani. Un'altra novità riguarda l'invito a "gioire della nostra gioia" rivolto anche ai "seguaci delle altre religioni, come pure a quanti sono lontani dalla fede in Dio". L'ultima è il bipolarismo della celebrazione a Roma e in Terra Santa", con pari dignità ed importanza".
Da sempre il Giubileo invita il fedele ad opere di carità come andare a trovare i carcerati, gli infermi, gli anziani. Ora la Bolla d'indizione indica altre iniziative "che attuano in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come l'anima del Giubileo". Dopo quelle tradizionali compare Aiutare gli immigrati bisognosi. Devolvere una somma proporzionata ai poveri. Dedicare una 'congrua parte' del tempo libero ad attività "che rivestono interesse per la comunità. Astenersi "almeno per un giorno" da "consumi superflui" come il fumo e l'alcol. Si scende al concreto, nel cuore della civiltà odierna.