IL PUNTO GIOVANI
Si prefigura una lunga stagione nella quale le persone anziane in larga parte
dei paesi del mondo saranno più dei ragazzi con meno di 15 anni di
età.
Una condizione impensabile se non ci fosse un generale e progressivo
allungamento della vita media di uomini e donne. Ma l'allungamento della vita
è un fatto positivo e non una colpa. Può preoccupare il segnale
simbolico che accompagna l'invecchiamento della vita.
E' come se l'umanità, nonostante i prodigi della scienza bioetica, sia
paradossalmente stanca e con le pile della speranza scariche.
L'anno che verrà, dal nome Duemila, farà svegliare i giovani non
solo in un tempo anagraficamente nuovo, ma diverso per la condizione che
inaugura.
Dalla scontata certezza che il futuro è dei giovani, si entra in una
lunga stagione nella quale si potrà a ragione dire che il futuro conta
se non sei giovane.
Ai giovani si chiede di abituarsi a una "coscienza rovesciata".
Se i giovani non l'acquisteranno diventando protagonisti positivi di una svolta
graduale, per la terra potrebbe affrettarsi la fine della vita umana.
Resterebbe dimora dei topi.
I giovani d'ora in poi non potranno più essere soltanto eredi degli
anziani. L'allungamento della vita con il conseguente ritardo nell'ingresso nel
mondo produttivo, pone problemi inediti al modo tradizionale di essere uomini e
donne e di fare società.
Cambia radicalmente la condizione giovanile che sta trasformandosi sotto le
conquiste della scienza e le leggi del mercato.
Se prevarrà la contrapposizione tra giovani e anziani, la terra rischierà la disintegrazione prima sociale e poi ambientale. E si potrà avverare l'immagine evocata da Gunter Grass di una terra diventata appunto il regno dei topi, eredi di una umanità agonizzante ed estinta.
La spartizione delle risorse vitali tra le generazioni, come le antiche lotte
per la sopravvivenza, potrebbe innescare una spirale di violenza
incontrollabile.
Riflessioni lungimiranti hanno cominciato da tempo a parlare di
solidarietà intergenerazionale per un riequilibrio delle risorse
disponibili.
La cultura della rapina dell'ambiente e dell'accumulo di un immenso superfluo
di beni di consumo, finora dominante, ostacola il futuro.
Ai giovani resta un compito nel quale i grandi finora hanno faticato o fallito:
dare vita sul nostro pianeta a uno sviluppo sostenibile, con tutte le
conseguenze.
E' certamente una scelta più difficile che rifugiarsi nelle avventure
spaziali.