CARTA Dl COMUNIONE
Articolo 24: "Lavoro e temperanza".
Il lavoro come impegno fisico e mentale, come assistenza e vicinanza ai giovani, come perdere tempo e stare con loro, perdersi e dimenticarsi per loro. è lo spazio ascetico concreto nella vita del salesiano, della FMA, e del laico e rende significativa la giornata. Don Bosco è un lavorare assiduo e non conosce o non permette a se stesso spazi di ozio.
Ma il lavoro salesiano è impregnato di preghiera, di offerta; la preghiera lo finalizza, lo sublima. Per Don Bosco il lavoro quotidiano così affrontato è strumento di santificazione: tutto l'impegno di vita per i giovani e con i giovani è azione apostolica, è nella dimensione della testimonianza, è annuncio dell'Amor di Dio che il salesiano trasmette.
Allora, dice Don Bosco, non c'è bisogno di penitenze straordinarie, di sacrifici autotassanti, perché la fedeltà quotidiana al servizio di Dio e dei giovani è essa stessa fonte di santità. Don Bosco lavora sodo, giorno e notte, quasi non conosce la stanchezza, ma non solo perché il lavoro è tanto, bensì perché il lavoro è mezzo di purificazione, è pratica costante e continua donazione, è orientare il cuore e la mente nel servizio apostolico.
La spiritualità salesiana porta questa connotazione pratica: lo stare con i giovani è il primo impegno dei salesiani, delle suore, dei laici che ad essa si rifanno. A cui si aggiunge la connotazione ascetica che dà il tono: lo stare con gioia, con coraggio, con pazienza, dediti totalmente alla loro salvezza. Soprattutto in una gratuità d'amore che è il vero e genuino tocco di classe che don Bosco ci ha trasmesso.