STORIA GIOVANE I giovani. sono il problema di oggi, di domani e di sempre. La ricerca di nuove strade di approccio
La lunga strada che ha condotto a
questo avvenimento era iniziata da due anni, quando salesiani e Figlie di Maria
Ausiliatrice, in un momento di verifica, si erano convinti della
necessità improrogabile di ripartire dai giovani, affidando loro
più spazio e maggiori responsabilità. Si stava verificando,
infatti, che la Spiritualità Giovanile Salesiana, pur rappresentando una
attraente proposta di vita cristiana, sembrava esaurirsi, sommersa da una serie
di iniziative belle e lontane dagli interessi dei destinatari! Appariva sempre
più improcrastinabile l'urgenza di mettersi in ascolto dei loro bisogni
e delle loro aspettative, ma anche e soprattutto di decidere con loro, in piena
corresponsabilità, quali percorsi intraprendere che fossero in sintonia
con la loro sensibilità, e da essi fossero sentiti come propri.
Obbedendo all'imperativo "conoscere per cambiare", il primo passo è stato quello di fotografare la realtà giovanile, sia interna (scuole, oratori, parrocchie salesiane) che esterna: tendenze, mode, inclinazioni, aspirazioni, percorsi sociopolitici e religiosi. Gruppi di ascolto e indagini guidate hanno permesso di accumulare materiali utili per l'indagine e l'approfondimento successivi. Nei gruppi di ascolto i giovani hanno incontrato i loro coetanei per ascoltarne i pareri a proposito di temi come i giovani, la fede, la Chiesa.
La prima delle due ricerche programmate, coordinata dal sociologo Franco Garelli, ha lavorato sugli "esterni" interessandosi della situazione giovanile generale; la seconda ha sondato l'opinione di chi frequenta gli oratori e le scuole salesiane. Altre iniziative "leggere" hanno curato l'aspetto aggregativo, e l'appartenenza, punti deboli del frammentato quadro sociale della odierna generazione giovanile. La mensa, il gioco, la festa hanno permesso lo scambio di pareri con i frequentatori abituali della piazza, del bar, del muretto. In ogni città della Toscana e della Liguria dove sono presenti realtà salesiane sono stati programmati e realizzati incontri aperti a tutti i giovani del territorio: la musica ha fatto da collante, la gioia dello stare insieme ha fatto il resto. Le preziose testimonianze raccolte sono risultate decisive per la fase ulteriore.
Il secondo anno è stato impegnato soprattutto nella elaborazione dei documenti da sottoporre alla assemblea capitolare. In ogni oratorio, scuola o parrocchia i giovani si sono incontrati per dare il loro apporto al documento-base, dal quale avrebbe preso avvio la vivace e partecipata discussione del Capitolo Giò. Anche questa fase ha visto una grande mobilitazione. A La Spezia un gruppo di oratoriani si è prodigato per avvicinare i loro coetanei marginali, frequentatori abituali della periferia della Stazione; a Varazze si sono mossi i giovani cooperatori, ottenendo in una TV locale uno spazio dove tutti i giovani potessero liberamente esprimersi; a Firenze la stessa iniziativa è stata accolta e sponsorizzata da radio Monteserra; a Figline Valdarno ha preso il via e funzionato un punto di ascolto.
Due lunghi anni non sempre facili. Spesso il timore del fallimento e il dubbio che tutto si sarebbe potuto risolvere nella confezione della solita, bella scatola vuota, ha inquietato i sonni dei più sensibili.
I più però ci hanno creduto. Tante istanze, nuove e significative, che si andavano man mano consolidando, non potevano essere buttate al vento.
Infine Alassio. 110 giovani ed una quarantina tra salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice si sono confrontati con franchezza per individuare e definire le linee di pastorale giovanile del 2000. Cinque intense giornate per tre tematiche: "L'universo giovanile", "Come comunicare Dio ai giovani", "Protagonismo e corresponsabilità dei giovani nel Movimento Giovanile Salesiano". Il confronto è avvenuto attraverso tavole rotonde animate da esperti, lavori di gruppo e discussioni assembleari, fino a giungere al documento finale.
Quattro le priorità da attuare fin da subito: la realizzazione in ogni centro e opera salesiana di un organismo di partecipazione, una consulta locale per portare alla ribalta le esigenze e le priorità giovanili; lo sforzo di garantire la formazione a tutti giovani ed in particolare agli animatori; lo studio sulla condizione giovanile locale, per l'elaborazione di un progetto percorribile; la richiesta di una maggiore fiducia nei giovani, che apra gli spazi della partecipazione e della responsabilità diretta nel lavoro educativo. Indubbiamente il Capitolo Giò più che una meta è un punto di partenza. Ora viene il difficile!