IN ITALIA E NEL MONDO


MEDELLIN COLOMBIA

VACCINAZIONE CONTRO LA VIOLENZA

La "Ciudad Don Bosco" di Medellin ha organizzato la "Giornata di vaccinazione contro la violenza" tra i 600 ragazzi di età compresa fra i 10 e i 18 anni che frequentano la scuola. La giornata è consistita nel simulare le campagne di vaccinazione orale fatte per sradicare le malattie infantili. Salesiani e professori hanno installato vari tavoli nel cortile e con contagocce in mano somministravano l'antidoto (nient'altro che succo d'arancia) a tutti quelli che volevano farsi vaccinare. I più piccoli, accorsi in massa, hanno preso la cosa come divertimento, i più grandi l'hanno invece fatto con grande serietà. Molti giorni dopo, quando qualcuno perdeva le staffe si sentiva dire: "A costui il vaccino non ha fatto effetto!". E' stata un magnifica iniziativa e una seria riflessione per tutti.

 

LA OROTAVA SPAGNA

FILATELIA SALESIANA

Il gruppo filatelico "Las Pintaderas" ha organizzato nel dicembre scorso la sua "V^ EXPOFIL", mostra filatelica su temi religiosi e salesiani, presso la sala di esposizione del collegio salesiano "S. Isidro" di La Orotava. L'Amministrazione comunale ha provveduto a installare presso la mostra uno Sportello Postale Ufficiale con il timbro commemorativo (Cfr. foto) che coincide con il logotipo del 50° di presenza salesiana nella Valle di La Orotava. Nove gli espositori. Tre le collezioni particolarmente interessanti, che avevano per tema "Don Bosco nel Mondo" , "I viaggi di Giovanni Paolo II" , "Don Bosco e la sua opera nella filatelia mondiale". Nel corso della manifestazione è stato messo in evidenza come Don Bosco sia in assoluto il santo più. filatelico, nessuno ha avuto tante emissioni quanto lui.

 

FIGLINE VALDARNO

100 ANNI DI BENE

Figline ha celebrato i cento anni di ininterrotta presenza salesiana. Anche Don Bosco vi si fermò, ospite del sindaco Giuseppe Righi, imprenditore (possedeva diverse miniere di lignite). Don Bosco dovette far colpo, come sempre, se riuscì a guadagnarsi ben due vagoni di lignite per l'oratorio di Valdocco. Nella foto il vecchio oratorio, ora "Piazza don Bosco" e il nuovo, durante la celebrazione centenaria. Un particolare interessante: sull'altare della concelebrazione campeggiava il grande stendardo dipinto proprio a Figline in occasione della beatificazione di Don Bosco. La grande torta commemorativa raffigurava il vecchio e il nuovo oratorio!

 

ROMA "PIO XI"

NUOVO LABORATORIO GRAFICO

Il dicembre scorso è stato inaugurato il nuovo laboratorio grafico (1500 mq!) del CFP "Pio XI", il grande istituto salesiano ubicato nel quartiere Appio-Tuscolano. Ha presenziato don Luc Van Looy in rappresentanza del Rettor Magigore, alla presenza di funzionari civili e dei massimi esponenti del mondo industriale grafico coi quali il Centro è a stretto contatto collaborativo: Assografici, Federgraf, Confederazione Nazionale Artigiani, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Banca d'Italia, Tipografie di Camera e Senato, ecc. Hanno dato lo loro adesione il Governatore della Banca d'Italia Fazio e il Sindaco Rutelli. Il Pio XI è una scuola di prestigio: visite, stages aziendali, corsi di qualificazione e riqualificazione per il personale, offerta di spazi per hopen houses e cento altre iniziative l'hanno portata più volte alla ribalta.

 

CATANIA

PRIMA ASSEMBLEA NAZIONALE MGS

In Sicilia, a Catania, dove il MGS è nato 25 anni fa, si è tenuta la Prima Assemblea Nazionale del movimento giovanile salesiano, cui hanno partecipato circa 150 associati, in rappresentanza di tutte le realtà salesiane italiane. Triplice lo scopo, commemorativo da una parte (nato 25 anni fa in Sicilia, è divenuto nazionale 10 anni fa, nel 1988, anno centenario della morte di Don Bosco); organizzativo dall'altra (la preparazione all'importante Confronto Europeo che si terrà dal 1 al 7 agosto prossimo sul tema: "Cittadini d'Europa cittadini del Mondo). Il terzo aspetto del Convegno è stato quello della verifica apostolica e operativa del movimento in vista del grande Giubileo ormai alle porte. Identità, soggetti, ambiti, mete sono stati oggetto di riflessione e approfondimento attraverso dibattiti assembleari e gruppi di lavoro, per la riscoperta della spiritualità del movimento, la spiritualità giovanile salesiana.

 

TIRANA ALBANIA

OLTRE I LUOGHI COMUNI

"Quando si parla di ragazze albanesi viene subito in mente il traffico e lo sfruttamento della prostituzione. Di questo siamo coscienti. Apprendiamo il dramma dalla viva voce di tante ragazze che incontriamo quotidianamente. Per questo ci chiediamo cosa si può fare.". Le FMA di Tirana hanno trovato una risposta bussando alla porta del direttore di un convitto statale, situato non lontano dal Centro Don Bosco. Qui sono ospitati 170 ragazzi e 25 ragazze, dai 15 ai 18 anni, che frequentano una scuola elettronica pubblica. Il direttore ha lasicato gli ambienti aperti alla iniziativa delle suore. Si è rivelata una realtà incredibile: umidità, freddo, mancanza di strutture igieniche, ragazzi sottochiave e senza punti di riferimento educativo. Le suore hanno iniziato corsi di lingue, di recupero scolastico, attività di ricamo e di artigianato locale che può aiutare le giovani a pagare la pensione, troppo alta per le loro possibilità. .. La via della formazione professionale resta la carta vincente.

 

100 anni fa

Illustrato dalla figura seguente, il BS dell'aprile 1899 presenta la visita al "Collegio-Convitto e Colonia-Agricola D. Bosco" di Cachoeira do Campo, Brasile, nella regione "Minas Geraes".

La strada, che ci conduce al Collegio, serpeggia su di una vetta spiccando fra l'erba sempre verde; già lontano, a' pie' di un monticello oscuro, spicca il villaggio di Cachoeira do Campo come per dar vita al superbo panorama. Discendiamo quasi insensibilmente, e circondando le radici di un monte, ad un tratto sbuchiamo in faccia ad una stretta gola fra due montagne, che ci permette di vedere campi e colline, una delle quali ci lascia scorger in parte il bianco edifizio del Collegio "Don Bosco"; lo diresti una bianca cicogna, adagiata fra le erbe, specchiandosi nel torrente che serpeggia grazioso nel fondo della valle.

S'ode un frastuono a dritta; in profondo burrone, in mezzo a folta foresta si precipita il torrente, formando una bella cascata di più di 25 metri a piombo.

Lasciamo per ora questa meraviglia e continuiamo il viaggio fra i campi; si attraverso su di un ponte, si circonda una collina e quasi d'improvviso spicca l'imponente edifizio fra le verdi aiuole della Colonia Agricola.

Portati dalla brezza già si odono gli accordi di una banda istrumentale in un col passerìo di voci infantili, , come pulsazioni della vita ed allegria che regna fra quel recinto dall'aspetto austero.

L'edifizio è un gran quadrilatero a due piani, sorto sulle solide mura che anticamente componevano il quartiere d'inverno pei soldati portoghesi qua stazionati per trattenere sotto guanto di ferro queste popolazioni. Nel centro dell'antica facciata ancor si vede lo stemma dell'antica autorità locale colla data del 1779, sovrastato dalla corona di Portogallo. Semplice ma elegante è la sala di ingresso, da cui penetriamo nel gran cortile. Duecentocinquanta vispi giovinetti, divisi per età, si trastullano spensieratamente coll'allegria in volto, specchio di coscienza tranquilla.

 

MENO 9

1725. Sulla busta commemorativa delle poste vaticane è rappresentato papa Benedetto XIII, il domenicano cardinale Pierfrancesco Orsini, pugliese, che aveva retto successivamente le diocesi di Manfredonia, Cesena, Benevento. Eletto alla vigilia del Giubileo, lo celebrò con solenne sobrietà.

IL GIUBILEO DEGLI SCHIAVI

Quadro generale:

Il papa volle dare all'anno santo un andamento di rigorosa austerità penitenziale: così proibì il carnevale e tutti gli addobbi, i festini che venivano organizzati per i pellegrini nel corso dell'anno, abolì anche il gioco del Lotto, allora molto in voga. Ogni sfarzo venne eliminato: vietò per esempio ai sacerdoti di indossare le parrucche, e limitò le grandi luminarie dei passati giubilei. Ai commercianti impose di non alzare i prezzi dei generi alimentari.

Egli stesso percorse le strade della città su modeste carrozze, salmodiando con devozione durante il tragitto, partecipando di persona alle grandi processioni penitenziali, visitando i carcerati, servendo gli infermi, ascoltando le confessioni.

Due gli avvenimenti clou di quell'anno memorabile: l'apertura della meravigliosa scalinata di Trinità dei Monti e, soprattutto, il riscatto da parte dei padri Redentoristi di 370 schiavi a Tunisi; condotti a Roma e battezzati con ogni solennità, furono poi lasciati liberi di stabilirsi nella città o di essere rimpatriati nei rispettivi paesi d'origine.

Molte le visite di personaggi illustri: re Edoardo III con la regina Clementina; la regina Maria Stuart. Molte anche le canonizzazioni: santa Agnese di Montepulciano, sant'Alfonso di Mongrovejo, san Giovanni della Croce, san Luigi Gonzaga, san Stanislao Kostka, santa Margherita di Cortona, san Giovanni Nepomuceno, il servita san Pellegrino Laziosi.