LA GRANDE VIGILIA
La preghiera di Gesù ha molto da vedere con la sua missione. Ne segna i momenti importanti. Durante la preghiera ha luogo la sua presentazione pubblica, quasi l'investitura per la missione : "Mentre Gesù, ricevuto anche Lui il battesimo stava in preghiera, il cielo si aprì . vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio, che io amo. Io ti ho mandato" (Lc.3, 21-22). Un lungo periodo di preghiera nel deserto gli dà il senso di tale missione e la forza per resistere alle tentazioni, di orientarla in forma diversa da quello che il Padre vuole. Non si lascerà piegare dal potere, dal desiderio della propria affermazione né dall'apparente efficacia dei mezzi temporali. Quando tra i discepoli deve scegliere gli apostoli, affida al Padre la decisione: "Gesù andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno radunò i suoi discepoli e ne scelse dodici e diede loro il nome di apostoli" (Lc.6, 12-13).
Molti miracoli sono accompagnati da un gesto di invocazione o ringraziamento. Nella moltiplicazione dei pani "alzò gli occhi al cielo e disse la preghiera di benedizione" (Lc.9, 16). Simili gesti vengono ricordati nella guarigione del cieco nato, nelle liberazioni dai demoni, nella risurrezione di Lazzaro. "Spostarono la pietra. Gesù alzò lo sguardo al cielo e disse : "Padre ti ringrazio perché mi hai ascoltato. Lo sapevo che mi ascolti sempre" (Gv.11,41).
La grande preghiera di Gesù, quella dopo l'ultima Cena, è un testamento, uno sguardo sulla sua esistenza: raccoglie i motivi della sua vita e della sua morte, pronuncia la sua critica al mondo, dichiara la sua totale disponibilità al disegno del Padre, conferma l'amore ai suoi, prega per l'unità e la perseveranza di tutti coloro che parteciperanno alla sua opera di salvezza.
La preghiera nell'orto e sulla croce è l'accettazione di avvenimenti, apparentemente avversi, come venuti dalla volontà di Dio piuttosto che dalla malizia degli uomini. Con essa consegna la vita nelle mani del Padre. La preghiera di Gesù appare così come un atteggiamento costante, interno, che si manifesta in espressioni spontanee di gioia, di ringraziamento, di invocazione, di disponibilità, di riflessione. Sullo sfondo di tutte c'è un'unica parola, Padre: "Ti benedico, Padre".
Per il Padre ci sono anche tempi e luoghi adatti ad una conversazione tranquilla: i monti, il deserto, la notte, i luoghi solitari, la compagnia di pochi amici. La sua preghiera completa però è la vita che si snoda secondo la volontà del Padre e a servizio degli uomini. Perciò trasmetterà la sua esperienza e i suoi insegnamenti con molti esempi, alcune parabole e poche raccomandazioni fondamentali: pregate sempre senza interruzione, fatelo in spirito e verità, non dite però molte parole, la vostra preghiera sia la vita che si snoda sotto lo sguardo di Dio: comprenda quindi atteggiamenti intimi, parole, azioni, rapporti, imprese, vita quotidiana; alla radice e alla sorgente di tutto ci sia un'unica parola : "Padre nostro".
E' il cammino che indica a noi per vivere e crescere come figli di Dio. Oggi si deplora una certa incomunicabilità tra genitori e figli: si parlano ma non comunicano. I figli non raccontano i problemi e le preoccupazioni. I genitori non riescono a trasmettere valori e orientamenti di vita. Si tiene conversazione su cose banali per non dover affrontare un conflitto. Nel nostro rapporto con Dio c'è a volte dimenticanza e mancanza di attenzione. Ci può essere anche "un parlare" senza contenuto di vita: non la includiamo nella nostra preghiera; non ascoltiamo quello che il Padre ci vuol comunicare per renderla più piena. Signore insegnaci a pregare!