SCHEDA UNO
di Fabio Sandroni
La paternità attraverso il Cinema:
relazioni umane come frammenti riflessi di un legame divino
Facendo seguito all’articolo apparso sul BS di marzo, presentiamo la prima parte di un rapido excursus su alcune pellicole che possono essere utilizzate per avviare una riflessione sul tema del Padre. Sicuramente i film interessanti non sono tutti qui. Il criterio seguito per la selezione si basa sulla reperibilità e sulla necessità di evitare proposte troppo datate.
FILM DRAMMATICI
SHINEdi Scott Hicks (96)
Il padre opprimente ed ingombrante di una famiglia ebrea emigrata in Australia dopo l’esperienza dell’Olocausto, che ne ha distrutto i legami di parentela, condiziona totalmente la vita, le aspirazioni e le pulsioni del giovanissimo figlio musicista, fino alla follia. Il recupero passerà attraverso la liberazione dalla figura paterna, e grazie all’aiuto di vari personaggi femminili.
KOLJA di Jan Sverak (96)
Ultimi anni di occupazione sovietica dell’Ungheria. Un musicista in bolletta sposa per procura una russa per permetterle di avere la cittadinanza ungherese. Quando questa fugge in Germania, l’uomo dovrà occuparsi del figlio di lei (che parla solo la propria lingua), affrontare i sospetti del regime e fare i conti con la freddezza dei “patrioti” ostili al bimbo perché russo. Singolare sia la crescita dell’uomo, che scopre il senso della paternità sullo sfondo di importanti vicende storiche contemporanee, che la sua capacità di “ricondurre” il piccolo alla legittima madre.
PADRE PADRONE di Paolo e Vittorio Taviani (77)
La storia autobiografica dello scrittore sardo Gavino Ledda, costretto dal padre a fare il pastore, separato dal mondo dall’assenza di istruzione e di relazioni e dalla stessa lingua sarda. La paternità come potere, trasmesso per tradizione, contro cui dover lottare per liberarsi, ma senza ripudiare le proprie radici.
PINOCCHIOdi Hamilton Luske e Sharpsteen (40)
La parabola del buon Pastore e la figura di Geppetto, che lascia tutto per ritrovare il suo piccolo, accettandolo anche con le orecchie d’asino.
MRS. DOUBTFIRE - MAMMO PER SEMPRE di Chris Columbus (93)
Daniel, attore disoccupato, ama i figli ma è un “irresponsabile”; perciò la moglie lo costringe al divorzio, ottenendo anche l’affido dei piccoli. Per poterli rivedere sarà disposto a travestirsi da governante facendosi assumere dalla propria ex-famiglia. Il film tenta di acquisire spessore nel finale, con un discutibile apologo della famiglia in chiave troppo melensa.
TRE SCAPOLI E UNA BIMBA di Emile Ardolino (90)
Commedia brillante - remake del francese “tre uomini e una culla” (1985) - su come una bimba in fasce possa rivoluzionare l’esistenza di tre scapoloni impenitenti insegnando loro, per il solo fatto di esserci, ad essere responsabili.
PER AMORE SOLO PER AMORE di Giovanni Veronesi (93)
Tratto dall’omonimo romanzo di Festa Campanile, il film narra, in modo molto discutibile, la storia di Giuseppe, padre “putativo” di Gesù. A tratti suggestivo, se non lo si guarda come storia sacra, ma come vicenda di un padre che accetta “l’impossibile” solo per amore.
(Continua)