Annuale festa popolare a Sulmona, nella parrocchia dei salesiani; c'era don Benzi.
COSì RIDUCONO LE DONNE DI CUI SI SERVONO
di Manieri
Giancarlo
Fine estate... Alcune realtà parrocchiali organizzano la festa popolare, quasi a chiudere il vecchio anno pastorale per iniziare con rinnovata energia il nuovo. Molte non organizzano solo la sagra paesana a base di folklore, giochi, spettacoli e abbuffate, ma cercano di dare un senso a questo ritrovarsi. Così ha fatto la parrocchia salesiana di Sulmona. Oltre me, il tema della festa 2001, e iI personaggio chiave per rifletterci è stato don Oreste Benzi, "prete delle prostitute". L'abbiamo intervistato.
D. Benzi, perché e che cosa l'ha spinta a pensare a una organizzazione come quella intitolata a Papa Giovanni?
Non
ho pensato a nessuna organizzazione. Ho incontrato i poveri, e i poveri mi
hanno fatto ri/comprendere il Signore. La comunità Papa Giovanni è stata
fondata dai poveri, non da me. Io ho cercato di non perdere la coincidenza con
Lui che veniva attraverso loro, e ho cominciato a camminare con loro, e così è
venuto fuori quel che è venuto fuori.
Quando le è venuta l'idea?
Ero
assistente della Gioventù Cattolica a Rimini e padre spirituale in seminario.
Proprio incontrando i più giovani ho capito che erano terra di nessuno, e di
chi per primo la occupava. D'altra parte l'adolescenza, se per molti è il
momento della nascita alla vita adulta, per altri, molti anche questi ahimè, è
il momento della loro morte: muoiono prima di nascere, perché non trovano
motivi validi per tirar fuori da sé tutte le immense potenzialità di grazia che
non sanno di avere. Manca per questi figlioli una comunità nella quale ci siano
spazi che permettano di esprimere la loro realtà migliore. Sono abbandonati a
se stessi, sbandati, senza padre, madre, patria, gruppo, e perfino banda&
orfani della peggiore orfanezza. Io ho fatto come uno che per strada s'imbatte
in un incidente: il codice ti obbliga a fermarti per portare soccorso. Così ho
fatto, ben sapendo che nei giovani di 13&16, 18 anni i valori o i disvalori
diventano pressoché definitivi, come ci ricorda la Bibbia in Proverbi 22:
"L'adolescente dalla strada che avrà intrapreso in gioventù non si scosterà
nemmeno nella vecchiaia". Io sapevo e so che sulla strada un giovane incontra
di tutto, eccetto Cristo, allora ho sentito il dovere di rispondere al loro
diritto, facendo in modo che sulla strada incontrassero anche Cristo.
E com'è nata invece l'attività a favore delle prostitute?
Era
il 1989. Mi trovavo come al solito alla stazione di Rimini accanto ai barboni,
per attaccare bottone, farmeli amici, e convincerli a frequentare qualche
centro. A un certo punto mi si avvicina una donna. Aveva l'aria sfatta e il
portamento da vecchia: "Padre, stasera& nessuno! Manco 10.000 lire!". Poi
aggiunge: "Però, voglio bene alla Madonna!". Apre un impresentabile
portafoglio: non aveva un soldo, però mi ha mostrato un'immagine bellissima e
ben tenuta della Madonna. "Gli voglio bene alla Madonna!", ripeté. Le ho
detto: "Beh, stasera ti do io 20 mila lire. Però fai la brava!". Aveva
quarant'anni e sembrava ne avesse settanta... Così gli uomini riducono le donne
di cui si servono! E' il dramma non tanto delle prostitute quanto di
tutti quelli che tacciono su queste tragedie. Luther King diceva: "Non ho paura
della cattiveria dei malvagi, ho paura del silenzio degli onesti!". Questo è
stato il mio primo incontro con una prostituta.
Ha incontrato anche ragazze?
A
Modena alla Bruciata dove tra un mare di prostitute mi sono trovato di colpo
davanti una nigeriana giovanissima che mi fissava. La fisso a mia volta e lei
sussurra: "Padre, benedicimi, benedicimi!". Ho pensato tra me e me: attaccherà
questa benedizione? Poi mi sono detto che il fatto che una benedizione attacchi
o no, non era affar mio... "semmai è tuo, Signore! Io a questa qui gliela do la
benedizione. Pensaci tu!". Adesso lei quando m'incontra mi dice: "Io sono la
tua prima figlia!".
In questo suo viaggio verso la terra della sventura umana, ha trovato dei compagni?
Sì,
tanti. Siamo ormai 1500, una associazione internazionale di diritto pontificio
formata da laici, sposati, laici con voti, sacerdoti. ecc.
Può raccontarci una storia tra le più disgraziate o commoventi che ha vissuto?
Quella di Eveline, per esempio, una ragazza di Senigallia, incontrata sulla strada che mi diceva di non voler più continuare. "Allora vieni via!". "Non posso - mi ha risposto piangendo - i miei protettori si sfogherebbero sui miei genitori, e io gli voglio bene ai miei due vecchietti. Non posso". Poi è scomparsa. È stata ritrovata al Cesano sette giorni dopo: sette giorni di tortura, per due giorni bruciata a fuoco lento, e poi portata lì sul posto dove era costretta a prostituirsi. C'ho pianto. Ho detto durante il funerale che non sapevamo materialemte chi l'aveva uccisa, ma certamente i killer erano tutti i clienti che la sfruttavano a pagamento.