OSSERVATORIO

Benno Beneš

 

DON BOSCO IN ICONA

 

I salesiani hanno un nuovo ritratto di Don Bosco, si tratta di una pittura/icona che viene dalla Bulgaria, opera dell’artista Cvetomira Cvetkova, di religione ortodossa, nota pittrice di icone. Il titolo è emblematico: “S. Giovanni Bosco, Padre e Maestro della gioventù”.

 

L’ icona è il risultato di un dialogo tra i salesiani e l’Est ortodosso. Paragonato agli altri ritratti di Don Bosco, questo mette a fuoco il mondo interiore del santo, ne cattura l’anima invisibile. E’ il primo di quattro dipinti, tre ancora da realizzare, e rappresenta l’aspetto peculiare di Don Bosco, il suo amore per i giovani. Il simbolismo usato può servire a meditare in modi nuovi la sua vita. Le dimensioni della figura sono intenzionalmente “fuori proporzione”: nello stato di gloria il santo è simile a Dio, quindi non può essere visto nei suoi tratti umani esatti. La pittrice esprime un ritratto spirituale del santo, dipinge il suo mondo interno, il suo modo di vivere in Dio.

 

? La figura allungata esprime la dignità regale, l’ascesa alla perfezione spirituale. Il santo è stato liberato dalle leggi della natura che perciò non ha potere su di lui, perché si è dato totalmente al servizio del Bene, a Dio. L’icona non può essere guardata come qualsiasi altro dipinto, è l’espressione di una fede profonda sia del pittore che del soggetto rappresentato.Il fondo dorato dice che il lavoro di Don Bosco fu “lavoro di Dio”. L’oro che forma l’orizzonte nel quale si sviluppa la vita del santo è simbolo della luce e della onnipresenza di Dio. Ma la posizione dominante è quella della Madonna per esprimere la convinzione di Don Bosco che “tutto viene da Lei”. Anche Gesù è dipinto in modo non abituale: non abbraccia la Madre, ma le sue braccia sono aperte come nella ritrattistica occidentale. Vengono superati i limiti del canone ortodosso anche nel colore del manto, nelle aureole delle figure.

 

Sotto la Madonna sette ragazzi e, a destra, Don Bosco che svetta su tutti, stringendo il Vangelo. Il sette simboleggia la “pienezza” dell’impegno per i giovani. Domenico Savio attraverso la sue mani e Laura Vicuña attraverso il crocifisso sembrano trasmettere quanto hanno ricevuto. L’iscrizione greca accanto al crocifisso dice: Gesù Cristo trionfatore, e si riferisce all’Eucaristia, eredità della pedagogia di Don Bosco. Cinque giovani rappresentano i cinque continenti. Le rose ai loro piedi vogliono riferirsi alla presenza dei missionari salesiani nella valle bulgara delle Rose, e anche al famoso sogno del pergolato. Sopra la figura di Maria è scritto il nome dell’icona nell’antica lingua slavonica. Le figure sotto la Madre di Dio sono raggiunte dai raggi della grazia divina. Don Bosco, Domenico Savio e Laura hanno ricevuto tanta grazia che hanno l’aureola attorno al capo. I raggi provengono da Gesù e brillano nello spazio del mondo. Tocca alla gente accettarli, rifiutarli o ignorarli.Con la mano destra Gesù indica il versetto di Matteo, in bulgaro: “Chiunque accoglie un bambino come questo nel mio nome accoglie me”. Con la sinistra, indica Don Bosco che accettò la sfida di questo messaggio.