OSSERVATORIO
Redazionale
C’è qualcosa di nuovo a Nogales, nello stato di Sonora (Messico):
sono arrivati i salesiani.
UNA LUCE PER NOGALES
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Nogales, 320 mila abitanti, edifici e baracche. Molte baracche.
Città di operai delle maquilladoras (assemblaggi) e di disperati in
attesa di un’occasione per attraversare il confine ed entrare clandestinamente
in Arizona. Città dai mille problemi: stupri, uccisioni, rapine, alluvioni,
inquinamento…
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Non c’è ancora alcuna struttura, ma ci sono già due salesiani, don Osvaldo
Gorzegno e don Francisco Muratalla, nella foto con i coniugi Patrizia e Marco
Antonio Martínez (ai due lati) che hanno aperto il cammino ai salesiani verso
la nuova opera…
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… che sarà composta di parrocchia, oratorio di servizi e centro di
animazione pastorale. Preparerà animatori per tutte le parrocchie e
oratori della città. Si completa dunque il quadro degli oratori di frontiera
dopo quelli di Ciudad Juarez, Tijuana, Mexicali. A Nogales
li attendono gli stessi problemi.
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Sono le 5 del mattino. Don Osvaldo sul campanile (un semplice arco) della
parrocchia di Cristo Re che domina la città, e che lo ospita temporaneamente,
suona l’alba della nuova presenza: “Don Bosco llega a Nogales!”, Don
Bosco arriva a Nogales!
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L’incontro con Consuelo Dabdub, figlia di un exallievo dell’Istituto salesiano
di Betlemme. E’ lei che ha fatto costruire a Nogales una chiesa dedicata a
Maria Ausiliatrice. Già esisteva in città anche un “Oratorio Domingo Savio”. La
strada, insomma, era tracciata da un pezzo per i figli di Don Bosco.