OSSERVATORIO

Redazionale

C’è qualcosa di nuovo a Nogales, nello stato di Sonora (Messico): sono arrivati i salesiani.

UNA LUCE PER NOGALES

  1. Nogales, 320 mila abitanti, edifici e baracche. Molte baracche. Città di operai delle maquilladoras (assemblaggi) e di disperati in attesa di un’occasione per attraversare il confine ed entrare clandestinamente in Arizona. Città dai mille problemi: stupri, uccisioni, rapine, alluvioni, inquinamento…
  2. Non c’è ancora alcuna struttura, ma ci sono già due salesiani, don Osvaldo Gorzegno e don Francisco Muratalla, nella foto con i coniugi Patrizia e Marco Antonio Martínez (ai due lati) che hanno aperto il cammino ai salesiani verso la nuova opera…
  3. … che sarà composta di parrocchia, oratorio di servizi e centro di animazione pastorale. Preparerà animatori per tutte le parrocchie e oratori della città. Si completa dunque il quadro degli oratori di frontiera dopo quelli di Ciudad Juarez, Tijuana, Mexicali. A Nogales li attendono gli stessi problemi.
  4. Sono le 5 del mattino. Don Osvaldo sul campanile (un semplice arco) della parrocchia di Cristo Re che domina la città, e che lo ospita temporaneamente, suona l’alba della nuova presenza: “Don Bosco llega a Nogales!”, Don Bosco arriva a Nogales!
  5. L’incontro con Consuelo Dabdub, figlia di un exallievo dell’Istituto salesiano di Betlemme. E’ lei che ha fatto costruire a Nogales una chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice. Già esisteva in città anche un “Oratorio Domingo Savio”. La strada, insomma, era tracciata da un pezzo per i figli di Don Bosco.