CASA NOSTRA
di Giovanni Eriman
Don Franco Parachini è un salesiano che vive e lavora presso la
Pontificia Università Salesiana ed è un artista. Ai suoi messaggi “cromatici”
dedichiamo una riflessione. 
La tecnica che usa è l’acquerello, i colori sono tenui, ma luminosi. In quasi tutti i quadri domina il giallo in diverse sfumature che donano luce, grazia e delicatezza alle composizioni, si può dire che le timbri, le firmi… E’ come se personaggi e paesaggi fossero catturati dal Sole che tutto avvolge e su tutti imprime il suo sigillo. Una composizione Luce del mondo svela chi è questo Sole dell’Universo. Spira nelle composizioni un’aura di tranquilla spiritualità, un clima di appagante dolcezza, quasi una nostalgia di cielo, di pace, di fraternità cercata e pregata.
Essenziali i tratti che nulla tuttavia tolgono alla comprensione compiuta del quadro, alla chiarezza profonda del messaggio.
Carichi di pathos i personaggi. Molte volte bastano linee curve intersecatesi come in Sale della terra o Sale della terra e luce del mondo a dare movimento, a indicare la strada, a esortare alla meta.
Don Franco non è un virgulto artistico spuntato per caso. Si può invece affermare che sia un figlio d’arte. Un giro veloce nei percorsi della sua famiglia e troviamo Pietro (1860-1931) decoratore di garbata finezza che ha lasciato la sua impronta su chiese nel milanese, in alcune palazzine di Torino (Wild, Bocca, Abegg) e nella Villa Agnelli a Villar Perosa. Alfredo (1884-1964), Achille (1888-1970), Lidia e altri ancora gli artisti di casa.
L’artista dipinge per il piacere interiore di esprimere la sua fede, la sua visione della vita, il suo desiderio di dimorare in un mondo redento, di fare cielo sulla terra.
Ma don Franco dipinge anche per rispondere alla sua vocazione di prete e salesiano. Egli sa bene che tutto è buono per far del bene, che i talenti avuti in dono vanno restituiti “con gli interessi”; interessi che poi sono tutti a favore di chi questi stessi talenti ha saputo valorizzarli e porli a disposizione della gente. Ecco allora che il salesiano/artista con i suoi acquerelli onora un amico, fa festa a un parente, copertina un libro, impreziosisce una rivista, fa il soggetto per una cartolina…
Si è anche deciso ultimamente per una mostra che per quasi un mese la Libreria Leonina di Roma ha ospitato.
Sono interessanti le sue svettanti chiese, scure, quasi nere, come se intendesse dire che in realtà la costruzione, di mano umana, non è la cosa principe della fede: più importante è la testimonianza viva dei cristiani che per la stessa fede hanno dato la vita fino al sangue, e il rosso che pavimenta il sagrato e il terreno attorno ne dà la visione. Ancora una volta il giallo dello sfondo piegato a marrone dal sangue raffigura la Presenza viva ed efficace del Sole di giustizia cui tutto l’universo obbedisce e s’inchina.
Non poche le composizioni. Dal titolo di alcune si può facilmente evincere che il suo impegno di prete/artista è espresso in due direzioni: arte da fruire e arte da cui imparare. I suoi quadri, insomma, educano, insegnano, parlano, fanno meditare. Basti riflettere su alcuni titoli, oltre a quelli già accennati: La salvezza, La famiglia, Orientamento, Il coraggio della vita, Verso la Chiesa, La croce, Pane di vita, ecc.