MOVIMENTO SALESIANO
Julio Olarte
L’Opera dei Tabernacoli Viventi si ispira Alla cooperatrice salesiana Vera Grita, che è in linea spirituale con un’altra cooperatrice, la portoghese Alexandrina Da Costa, la cui beatificazione è vicina.
Sono pochissimi i gruppi che, come questo, mettono in risalto la linea contemplativa e mistica invece che quella attiva e dinamica del carisma. Ed è proprio questa peculiarità che suscita qualche perplessità e resistenza. Vera Grita fu insegnante di scuola elementare. Da quando a Savona, il 4 luglio 1944, venne calpestata dalla folla che fuggiva per un bombardamento, le lesioni riportate la segnarono irreparabilmente. Aveva 21 anni.Nel 1940si trasferì a Savona dove, nella parrocchia salesiana di Maria Ausiliatrice, partecipava alla messa e frequentava la confessione. Nonostante la malattia, accettò di insegnare in scuole periferiche: Rialto, Erli, Alpicella, Deserto di Varazze. Dal 1963 fu suo confessore il salesiano don Giovanni Bocchi; quando divenne cooperatrice salesiana (1967),si affidò a don Gabriello Zucconi.
Il 19 settembre 1967 iniziò l’esperienza mistica. Mentre pregava davanti al Tabernacolo, risentì la “Voce” che già una volta aveva sentito ad Alpicella, otto anni prima e che la invitava a vivere a fondo la gioia e la dignità di figlia di Dio, nella comunione con la Trinità e nell’intimità eucaristica del Tabernacolo. “Il vino e l’acqua siamo noi: io e tu, tu e Io. Siamo una cosa sola […] lasciami lavorare, non pormi ostacoli […] la volontà del Padre mio è questa: che Io rimanga in te, e tu in Me. Insieme porteremo gran frutto”.Fu il primo di 186 messaggi che costituiscono l’OperadeiTabernacoli Viventi che Vera, lottando con il timore di essere vittima di un inganno, scrisse in obbedienza a don Zucconi.
Vera morì a due anni dall’inizio della sua esperienza mistica. Nei messaggi sono espliciti i riferimenti a Don Bosco e al suo “da mihi animas” che tendono a rinnovare nei salesiani il senso dell’unione con Dio e la fiducia in Maria Ausiliatrice, per donare Dio attraverso un apostolato instancabile che cooperi alla salvezza dell’umanità.L’Opera, secondo i Messaggi, viene affidata per la sua realizzazione e diffusione ai figli di Don Bosco: “Ho scelto i Salesiani poiché essi vivono con i giovani, ma la loro vita di apostolato dovrà essere più intensa, più attiva, più sentita”.
(L’11 febbraio 2001, dedicato a Vera e a don Zucconi, si è dato inizio al Centro Studi “Opera dei Tabernacoli Viventi” Milano, via Copernico 9, tel. 02.67.07.40.57).