SFIDE ETICHE per ragazzi, genitori, educatori    

di Giovanni Russo bioeticalab@itst.it

L’autoerotismo è uno dei fenomeni più diffusi e più studiati non solo a livello giovanile.

AMOR SUI

Da Ovidio a Conone a Pausania, da Bacone a Rousseau a Freud… il mito di Narciso ha interessato più di due millenni di cultura occidentale ed è stato variamente associato all’autoerotismo.

Oggi entrano giornalmente in gioco fantasie erotiche intense, sollecitate da trasmissioni audio/video, pornografia, Internet... Il fenomeno dell’autoerotismo non corrisponde più alle vecchie definizioni di eccitazione meccanica dei genitali (masturbazione). In ogni caso l'eccitazione sessuale è ricercata, esulando quindi dalla spontaneità di espressioni dell'emotività sessuale. In altre parole, quando parliamo di autoerotismo indichiamo un evento psicologico della persona che desidera appagare uno stimolo sessuale individualmente, sconnettendolo dall'espressione della sessualità come realtà di reciprocità e valore interpersonale. Se vogliamo approfondire l’argomento che sta interessando non solo gli adolescenti ma anche gli adulti, è necessario scoprire i motivi che portano alla diffusione della pratica, le conseguenze e le implicazioni etiche, e a quale livello sia possibile un intervento educativo.

NEI RAGAZZI

E’ tipico dell'età preadolescenziale scoprire sensazioni nuove a livello genitale. I ragazzi si accorgono che quanto raccontavano i compagni o gli amici più grandi non è più soltanto una descrizione, ma un’esperienza che li coinvolge e fa percepire un piacere particolare. La sessualità, infatti, è fonte di piacere ed è realizzazione della personalità che però non si manifesta solo attraverso i genitali, ma coinvolge tutto l’essere, e produce dei valori, quelli del “progetto” della loro vita. Il piacere sessuale da solo può diventare violenza – come nel caso della pedofilia o dello stupro – o anche commercio e “vendita” del proprio corpo, come nella prostituzione. Ma se è un’esperienza di comunione profonda e dono di sé a una persona con cui si è legati da una relazione stabile e riconosciuta come il matrimonio, può rendere davvero felici.L’autoerotismo è un fenomeno presente nella vita dei ragazzi, non solo perché si scoprono sensazioni nuove e piacevoli, ma anche perché in questa età della vita le pulsioni sessuali si vanno strutturando sempre più con la pubertà, che è il ciclo di maturazione della sessualità secondo la mascolinità o femminilità inscritta nei cromosomi. Se da una parte è normale sentire le pulsioni sessuali, dall’altra non è moralmente corretto per il cristiano assecondare il piacere sessuale attraverso la masturbazione, perché equivale a usare la sessualità come un surrogato, mentre essa è qualcosa che ci realizza veramente se inserita in un progetto di dono di sé a una persona che si ama e a cui ci si dona totalmente fino a formare “una sola carne”, come dice la Bibbia. L’autoerotismo spinge la persona a chiudersi in se stessa e ad appagare uno stimolo sconnettendolo dall'intima espressione della sessualità come valore interpersonale e matrimoniale. E questo, a volte, fino a togliere alla persona la libertà di non farlo.

Occorre far vivere con serenità e senza eccessivi sensi di colpa l'esperienza autoerotica adolescenziale, anche perché potrebbe incentivarsi il fenomeno, proprio a causa della tensione del senso di colpa, che verrebbe scaricata con nuovi atti masturbativi. Bisogna invece essere attenti alle conseguenze, perché il gioco solitario mentre da una parte costruisce nel giovane un'immagine fantasiosa "interpersonale" della sessualità, dall'altra può favorire dinamismi omo ed eterosessuali, come anche vere e proprie perversioni e manie. Il fenomeno autoerotico non educato è all'origine di molte turbe affettive della personalità adulta. Il giovane deve essere guidato a vivere la propria sessualità come un'apertura agli altri, luogo di comunicazione di sé e di donazione reciproca, non una merce di scambio o luogo solitario di soddisfazione del piacere.

NELL’ADULTO

L'autoerotismo è presente fra gli adulti, anche sposati. Le cause potrebbero ricercarsi nel fatto che la maturazione del giovane è ritardata da fattori sociali che lo legano più a lungo alla famiglia (prolungamento degli studi, mancanza o incertezza del lavoro...). Ma nel soggetto adulto non si tratta tanto di un semplice gesto, quanto di un'abitudine acquisita, sintomo di un problema irrisolto, di una sessualità alla ricerca di compensazioni e di surrogati, o di difficoltà relazionali nella coppia. Per formulare un giudizio sulla responsabilità etica occorrerà distinguere la singola azione dal comportamento radicato e abitudinario. La psicologia aiuta a vedere come alcune difficoltà affettive siano sempre presenti e, in certi casi,  l'immaturità affettiva possa prolungarsi oltre l'età giovanile, per cui le abitudini contratte influiscono sul comportamento, attenuando il carattere deliberato dell'atto, e far sì che, soggettivamente, non ci sia sempre una responsabilità diretta. Tuttavia, in generale, l'assenza di responsabilità non deve essere presunta, ciò significherebbe misconoscere la capacità morale delle persone.

PREVENTIVITÀ

Pensata, convinta, efficace deve essere l'azione preventiva. Essa aiuta a evitare carenze affettive profonde. Negli oratori e centri giovanili così come nei gruppi, il clima indotto dalla passione forte e controllata degli educatori verso i giovani favorisce la formazione alla dignità e al rispetto della vita, del corpo, del sesso come valori portanti della persona. L’obiettivo è quello di creare comunità di vita cristiana, dove accogliere i giovani sbandati, soli, insicuri, aiutandoli a inserirsi nello studio e nel lavoro, a occupare il tempo libero offrendo esperienze di incontro, di gioia, di impegni attivi, fornendo loro occasioni per nuove relazioni affettive e di solidarietà. E' un fattore non trascurabile che si affianca all'azione della famiglia e della scuola, e influenza la formazione della persona. Infine, la pedagogia sacramentale: la riconciliazione rende più forti grazie al dono dello Spirito invocato su di noi; e l’eucaristia edifica il nostro corpo secondo il progetto del Padre, per una gioia piena che viene riversata da Dio nei nostri cuori.

 

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