LETTERE AL DIRETTORE

 

EBREI DEICIDI… Caro direttore... in classe sto di banco con un compagno di religione ebraica, che è convinto che la Chiesa li disprezzi perché avrebbero ucciso il Figlio di Dio. Ho chiesto al prof di religione (lui non frequenta questa ora) e mi ha detto che stringi stringi è proprio così: sono deicidi. E il prof di storia è d’accordo con Isai (scusami ma non è il suo vero nome) e dice che la Chiesa in fondo non ha mai cessato di odiare gli Ebrei […]

Leo/a, Roma

Cara (o caro - non sono riuscito a capire se sei un lui o una lei) Leo/a, suggerisci al tuo prof di religione che porti in classe il documento conciliare intitolato “Nostra Aetate”, che lo legga e poi commentatelo insieme. Io ti scrivo qui la parte che può interessarti, e che forse può servirti a tener viva l’amicizia col tuo compagno Isai (che non si chiama Isai!): “Quanto è stato commesso durante la Passione (di Gesù) non può essere imputato né indistintamente a tutti gli ebrei allora viventi, né agli ebrei del nostro tempo […] Gli ebrei … non devono essere presentati come rigettati da Dio né come maledetti […] La Chiesa inoltre deplora gli odii, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli ebrei in ogni tempo e da chiunque”. Non ti pare che la cosa non abbia bisogno di ulteriori commenti? Quanto al tuo insegnante di storia… beh, mandagli un bigliettino con su la citazione di “Nostra Aetate”… e se non te la senti di firmarlo – dovresti! – inviaglielo “una tantum” anonimo! E questo è un consiglio che è la prima volta che do, perché aborrisco l’anonimato.

LA BIBBIA ALLA LETTERA. Carissimo direttore, il Levitico 26,1-3 ci vieta di collocare pietre scolpite […] a cominciare, dunque, da Padre Pio, la Madonna, ecc. […] Tu puoi gridare più forte che puoi, la statua non ti sente, perciò gridi al vento. Quando invochiamo le immagini scolpite offuschiamo il sacrificio di Cristo [...] Anche i dieci comandamenti le vietano… E impongono l’osservanza del sabato, non della domenica, anche se è il giorno della resurrezione […].

Santina, Teramo

Cara signora, Le avevo già risposto in privato, e mi sembrava di essere stato chiaro. La sua “risposta alla risposta” ha ripetuto quanto aveva già scritto precedentemente, pari pari, senza nemmeno fare un modesto tentativo di capire ciò che mi sono sforzato di scrivere, indicandole ad esempio che le “immagini” sono solo “rimandi”, “simboli”, “segni” non realtà. Cerco di spiegarglielo. Il sacro si può esprimere attraverso gesti, parole, segni, simboli, miti… cose che appartengono a tutte le religioni, perché fanno parte del modo di apprendere tipico dell’uomo. I segni sono parole e/o cose che indicano (segnalano) la via per arrivare ad altre parole e cose di diverso genere. Sono indicazioni di percorso per richiamare l'attenzione su realtà che in quel segno sono nascoste, o dal quel segno sono richiamate (come capita per i segnali stradali, turistici, di servizio, ecc.). Ma esistono anche dei segni di diverso genere che appartengono al linguaggio religioso o al linguaggio fortemente evocativo... Questo tipo di segni li chiamiamo simboli. II simbolo possiede la capacità di dire quanto dice il segno e... qualcosa in più: coinvolge anche affettivamente e spiritualmente. Fa un percorso che arriva fino all’ordine superiore, fino allo spirituale, e fino a Dio. Ad esempio, iI segno ci dà una semplice informazione, ci dice dell'esistenza di un ristorante attraverso una particolare figura... II simbolo invece evoca qualcosa di più, richiama non solo un'altra realtà, ma una realtà "altra", diversa, di natura superiore, una realtà non direttamente percepibile ma fortemente evocativa, e anche una realtà divina... il cerchio per le religioni è il simbolo della perfezione; il fuoco è il simbolo dell'amore, l'acqua il simbolo della purificazione, l’agnello è il simbolo di Cristo, il triangolo equilatero il simbolo di Dio… Tanto per chiarire: il triangolo non è Dio ne è solo il simbolo, lo richiama; e la statua di Cristo non è Cristo, quella della Madonna non è la Madonna, quella di Padre Pio non è Padre Pio, ne sono solo il rimando, sono un aiuto per la memoria, e non si adora la statua… una imbecillità del genere la possono pensare solo gli sprovveduti.

Ma allora perché Dio ha proibito di costruire simulacri? La risposta è intuitiva: il popolo eletto viveva tra popoli idolatri che adoravano per l’appunto idoli, statue di pietra, di bronzo, d’oro, ecc. Era fatale che se avessero costruito simulacri di JHVH sarebbero stati spinti ad adorare il simulacro come i popoli vicini… Dio voleva far capire che Egli non è fatto di materia… voleva distinguere il suo piccolo gregge da tutti gli altri… Oggi non siamo più un popolo del deserto, siamo figli della civiltà tecnotronica; non viviamo in mezzo a gente che adora statue, ma in mezzo a indifferenti o atei, che non adorano niente e nessuno, se non i propri comodi e/o i propri interessi. La legge data da Dio a Mosé va letta e capita per il nuovo popolo di Mosé che siamo noi. Oggi anche il più ignorante degli uomini sa che una statua è una statua e nulla più. Del resto, signora, Esodo e Deuteronomio sono zeppi di leggi date dal Signore, inerenti a quella civiltà tipica di un popolo errante. Secondo il suo credo dovrebbero essere messe rigorosamente in pratica, perché sono comandi divini sulle più diverse materie: come trattare gli schiavi, come procedere coi delitti che meritano la morte, coi prestiti, con gli abiti sacri… Ce ne sono centinaia che oggi appaiono del tutto improbabili quando non strampalate; allora però erano perfettamente centrate, e plausibili. Gli stessi comandamenti sono formulati in modo che oggi sarebbe un non senso praticare alla lettera. Prenda il comandamento del sabato, cui lei fa tanto spesso riferimento. Esso dice tra l’altro che di sabato “non farai nessun lavoro né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava…”. Ma dunque si può praticare ancora la schiavitù? Se Dio dice che di sabato il mio schiavo non deve lavorare, vuol dire che posso ridurre qualcuno in schiavitù, basta che non lo faccia lavorare il sabato! Le sembra logico? E più avanti, quando Dio riassume i comandamenti nel grande comandamento dell’amore in Deuter. 6 ss. (ma io non so che razza di Bibbia usa lei, quindi non so se le citazioni corrispondono) comanda che “queste parole le legherai come un segno nella tua mano, e le porterai come un pendaglio davanti agli occhi, le scriverai sugli stipiti della tua casa…”. Mi piacerebbe non poco controllare se lei porta un pendaglio davanti ai suoi occhi, ecc. E se vogliamo essere proprio pignoli, Esodo 20,23 dice “Non fabbricare idoli d’argento e d’oro per adorarli”, il che suppone che se li fabbrico non per adorarli, posso… Non le pare?

Mi fermo, signora, perché mi sento sommamente ridicolo a ragionare sulla Bibbia in questi termini di interpretazione letterale: mi sembra di far fare a Dio una figura meschina. La Bibbia è scritta per tutti i popoli di tutti i tempi; i popoli di oggi non sono quelli di allora e i tempi di oggi non sono quelli di allora. Il che vuol dire che ciò che conta della Parola di Dio è lo spirito e non la lettera, esattamente come diceva san Paolo che anche lei cita, ma non ho capito quale razza di interpretazione gli dà. Le ricorderò, come fanalino di coda, che il Signore Gesù impone di far fruttificare i talenti che uno ha ricevuto, pena la dannazione. La capacità artistica è un grande talento dell’uomo, uno dei più grandi. La Chiesa antica ha insegnato catechismo a quelli che non sapevano né leggere né scrivere (ed erano la maggior parte) proprio attraverso la pittura, la scultura, l’architetturaL’immagine aiuta la parola, la rende viva, comprensibile, interpretabile. L’arte porta a Dio. Ci fu un tale, come ricorderà (si tratta di Leone III Isaurico), che per obbedire alla Bibbia distrusse capolavori immortali e si è preso l’esecrazione del mondo intero; è stato uno che ha impoverito il mondo, che ha distrutto la Parola insegnata attraverso quel tipo di trasmissione particolare che si chiama, per l’appunto, pittura, o scultura, architettura… Generazioni di cristiani hanno imparato ad amare Dio e a conoscere Cristo attraverso l’arte. Se questo a lei non sta bene, poco importa. Non so che farci. Continui pure con la sua interpretazione letterale… sperando che Dio gliela mandi buona!

FEDE NEI SANTI?. Caro direttore, cattolico praticante, credo in Gesù unico mediatore […] e mi riesce difficile capire la tanta confusione che serpeggia tra i cristiani riguardo ai santi cui si attribuiscono appellativi e meriti che possono appartenere solo a Dio […] La gente comune non sempre percepisce con chiarezza la realtà della fede […] Cos’è la fede? Potrebbe scrivere qualcosa su questo argomento?

Francesco, via e-mail

Caro signore, non sempre, ne convengo, è facile capire alcune “manifestazioni” popolari che con la fede hanno ben poco da spartire, e anzi sconfinano non di rado nella superstizione, o, quanto meno, nel folclore. Ma, vede, la gente, “la gente comune”, intendo, che poi costituisce la stragrande maggioranza del campione, non ha bisogno dell’analisi critica per credere, proprio perché la fede rifugge per definizione da indagini scientifiche, filosofiche, psicologiche e perfino teologiche!…

La fede, diceva Gesù di Nazareth, è capace di spostare le montagne. Noi oggi crediamo che sia la scienza, tutt’al più, a spostare le montagne. C’è una notevole differenza tra le due posizioni: là dove la fede agisce, per così dire, “a mani nude”, la scienza arriva col carico sofisticato dei suoi strumenti, e … a spostare le montagne non c’è ancora riuscita. Per il momento è solo riuscita a distruggerle, e non solo quelle.

Il discorso sulla fede, meriterebbe altro che poche righe. “La fede è la certezza che i valori assoluti, orizzonte dell’esistenza umana e suo fondamento, non sono un’illusione, ma una realtà, non sono solo un futuro, ma un presente”. La fede prescinde da analisi critiche… il santo curato d’Ars ha fatto miracoli in nome di una santa che non esisteva. A riprova che chi fa miracoli è Dio, e per ottenerli quel che conta non è tanto il santo o la santa cui ci si rivolge (per essere aiutati a chiedere a Dio la grazia), ma il carico di fede che si ha dentro. La stessa Bibbia non contiene grandi analisi sulla fede, presenta invece figure di grandi credenti, primo fra tutti Abramo, che partì senza assolutamente sapere dove andava, affidandosi ciecamente alla promessa di Dio.

La fede, caro signore, nasce al di là della conoscenza e della percezione umana, e si riferisce a ciò che trascende la conoscenza; insomma è il giocarsi la vita sulla verità di una realtà invisibile. Quindi valutare la fede in termini di ragione sarebbe come comprendere la bellezza come un’equazione algebrica… perché la ragione, a dispetto di tanti razionalisti nostrani, non è la misura di tutte le cose, né l’origine di tutte le affermazioni, né l’energia che controlla tutto: il grido di dolore di un ferito non è il prodotto di un pensiero razionale, l’animale sa autogestirsi perfettamente senza che abbia alcunché che assomigli ragione umana, il fiore splende nei suoi colori e profuma di indescrivibili fragranze senza bisogno di alcuna logica umana…! Con ciò, so di aver balbettato sulla fede. Lascio a lei qualche altra indagine di approfondimento.

APPELLI

Colleziono e scambio immaginette sacre che raffigurano foto di statue di tutti i paesi d’Italia. Gugliotta Ignazio, via Aristodemo, 62 – 97016 Pozzallo (RG).

Sarò felice di ricevere immaginette di Gesù e Maria ed anche qualche foto di Romina Power. Paola Dragone, C.so Piemonte, 64 – 74100 Taranto.

Invitiamo salesiani e loro allievi a inviare mediante posta elettronica all’indirizzo pietates@libero.it preghiere e poesie religiose in italiano e/o in dialetto. Il materiale ricevuto sarà inserito nel sito www.pietates.it.

Sono un vecchio collezionista a cui piace tutto ciò che gli capita. Ringrazio tutti coloro che mi faranno la sorpresa di inviare qualunque cosa. Marino Antonio, via Vittorio Veneto, 247 – 80058 Torre Annunziata NA.