OSSERVATORIO
Filippo Manoni
Credevamo che bastassero i 10 comandamenti biblici, ma nell’era informatica…
I comandamenti raccolgono, in dieci brevi enunciati, ogni possibile etica, costituiscono il concentrato dell’intera moralità umana. Li scorro veloce – li so a memoria dai tempi del catechismo – più volte. Li ho un po’ bistrattati nella mia vita. Ma adesso sono preoccupato per i miei due figli Celine e Luca, 12 e 13 anni e mezzo. I quali hanno una grande passione: chattare. Già l’orribile neologismo mi fa ribollire il sangue, ma oggi il brutto fa tendenza, e quindi trangugiamo anche questo veleno. Tuttavia, il giorno in cui mi capitò di sbirciare una pagina, naturalmente virtuale, di questo spettegolare informatico dei miei due rampolli, per poco non mi prende un accidente. Preoccupatissimo, ho telefonato dall’ufficio a mia moglie.
“Gli angioletti – le ho detto – hanno imparato un linguaggio da trivio che se l’avessero sentito da noi i nostri vecchi ci avrebbero riempito di schiaffoni. Oggi non si può fare, perché il telefono azzurro vigila 24 ore su 24, ma qualcosa dobbiamo escogitare. Cara moglie, è il peggior linguaggio che si possa immaginare, fatto di anacoluti, anadiplosi, iperboli, ossimori, zeugmi, allitterazioni mescolati al peggiore slang”. “D’accordo, ne parliamo quando torni”. Stavo per riattaccare, quando attraverso la cornetta mi giunge la voce di Céline: “Ciao mamy. Vado da Lory a chattare un po!”. “Hai sentito?”. “Come no? Lena, bisogna controllarli questi nostri fiori, per non farli appassire anzitempo!”. “Hai ragione. Stasera studieremo insieme qualche strategia antichat. Non pensavo che queste conversazioni virtuali…”. La interruppi: “Lena, la conversazione sarà pure virtuale, ma le parolacce che scrivono, i concetti che esprimono sono realissimi. A dopo!”.
La strategia l’abbiamo enucleata in 10 comandamenti antichat. Ci siamo aiutati leggendo qua e là articoli e riflessioni. La socializziamo. 1. Non chattate mai da soli. 2. Non fidatevi dell’interlocutore: può avere 60 anni e farti credere che ne abbia 14. 3. Non fornite indirizzo, telefono, e-mail, password. 4. Non accettate di incontrarvi con chi chatta se non accompagnati. 5. Controllate costantemente il linguaggio scritto o parlato. 6. Non aprite gli allegati inviati dai “chattoni” (questo neologismo ci piace!): può esserci di tutto, virus compresi. 7. Non seguite link o dialer che vi portano non si sa dove e alleggeriscono il portafogli di papà. 8. Non spacciatevi mai per chi non siete. 9. Non usate “nickname” volgari. 10. Avvertite i responsabili delle chat se contenuti e vocaboli sono… da postribolo! Funzionerà? Saremo capaci di mettere e far mettere in pratica questi “comandamenti?”.