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Quando Povertà, Ingiustizia e Miseria battono alla porta della vita di qualcuno, e quel qualcuno gli apre per conoscerle, dopo, la sua vita non è più la stessa. Claudia Koll, attrice di cinema e di teatro, ragazza immagine, modella, personaggio da copertina, ha aperto la sua porta a quella visita, ha potuto gettare uno sguardo nel vasto mondo dei meno fortunati, dei diseredati, dei senza voce… e ha dato una sterzata violenta al suo percorso. Col VIS (Volontariato Internazionale Salesiano) ha fatto esperienze in Kosovo e in Etiopia, ed è riapparsa sul piccolo schermo e sui media cartacei per socializzare un’altra immagine di sé, o meglio per diffondere l’immagine di coloro che aveva incontrato. Così ha gettato un po’ di scompiglio nei media, ha portato lo sconcerto tra gli agenti che ne curano gli interessi e l’immagine, e ha disorientato i suoi fan. Anche nel nuovo look Claudia ha “forato lo schermo”. Troppo nota, troppo bella e troppo brava per non sfondare anche così. I due premi che ha ricevuto lo testimoniano. Montalcino il paese del famoso Brunello, le ha conferito il Premio Internazionale La rosa di Montalcino, che richiama il fiore che si pianta tra i filari delle viti a guardia della qualità del vino: se la rosa appassisce – è uno dei fiori più sensibili ai parassiti – vuol dire che la vite è minacciata, e bisogna intervenire per salvare la qualità del vino. Montalcino mette per tre anni a disposizione uno stock di vini in un’asta il cui ricavato (dai 15 ai 20 mila €) andrà alle ragazze kosovare del centro pilota “Qendra sociale Educative don Bosko” di Pristina. Rapolano Terme (Siena) da parte sua le ha conferito il Premio Nazionale Goccia d’Oro per aver fatto conoscere il dramma della popolazione etiope”, l’estrema povertà e abbandono di tanta gente, soprattutto giovani e ragazze. Il “Goccia d’Oro” è una specie di nobel del volontariato, istituito in un paese, Rapolano appunto, in cui quasi il 70% della popolazione è, in un modo o nell’altro, legata al volontariato.
C’è un insegnamento da trarre in tutto questo. Dal bene nasce per osmosi altro bene. Insomma, “bonum est diffusivum sui”il bene è contagioso, per dirla col grande filosofo san Tommaso d’Aquino. Và tenuto presente.
La stele di Axum, 24 metri di basalto durissimo e 160 tonnellate di peso, collocata presso il Circo Massimo, in Piazza di Porta Capena, è praticamente smantellata, per essere restituita all’Etiopia da cui era stata fatta prelevare nel 1937 dallo stesso Mussolini, come spoglia della guerra d’Abissinia, ai tempi della campagna coloniale italiana. Al suo posto sorgerà un monumento in ricordo dei militari periti nell’attacco terroristico di Nassirija, in Iraq il 12 novembre 2003.
Dopo la serie di gravissimi attentati di novembre, ancora una volta il Papa ha segnalato il dialogo come l’unico mezzo idoneo e l’unico cammino sicuro per vincere il terrorismo. La violenza omicida significa il disprezzo delle persone e dell’umanità e non è degna dell’uomo.
Il Consiglio Pontificio Con Unum è il braccio operativo della carità del Papa. Ai membri riuniti nella XXV assemblea plenaria Giovanni Paolo II ha ricordato che “la Chiesa non si limita a soddisfare le aspettative materiali di chi è in difficoltà”, la vera carità è quella che si occupa anche delle necessità spirituali delle persone. “Più che costruire strutture occorre annunciare Cristo”. E’ questo il suo compito primario.
La Chiesa sta prendendo posizione sugli OGM (gli organismi geneticamente modificati), prendendo atto delle opinioni della maggior parte degli studiosi, che cioè gli OGM né sono immorali, né fanno male alla salute, né ingenerano effetti collaterali… E potrebbe essere anche un dovere morale favorirne la diffusione.
Globalizzare la solidarietà è uno dei “cavalli di battaglia” del Vaticano e dell’intera Chiesa. Il che, tra le altre cose, comporta di vedere nel migrante il Cristo. E’ stata una delle conclusioni del V Congresso Mondiale per la Pastorale dei migranti e dei Rifugiati, tenutosi a novembre in Vaticano.