SFIDE ETICHE x RAGAZZI, GENITORI, EDUCATORI

di Giovanni Russo bioeticalab@itst.it

PARLIAMONE CON SERENITÀ

L'omosessualità è una condizione della personalità per cui un soggetto prova sentimenti erotici intensi per persone dello stesso sesso. Ha particolari connotazioni in relazione all'adolescenza e alle turbe che essa può manifestare nell'orientamento eterosessuale, anche se ciò non significa che tutti i giovani passino per questa esperienza.

Vanno ridimensionate certe affermazioni fondate sulla presunta “bisessualità” di ogni essere umano, per cui tutti conoscono fasi o cicli omosessuali. L'essere maschio o femmina, per quanto porti i tratti maschili e femminili dei genitori nella sua struttura psicofisica, non comporta una bisessualità strutturale. Freud ha ritenuto che è fuori dubbio la prevalenza del dato psicologico su quello genetico (omosessuali cioè non si nasce). Tra le cause dell'omosessualità hanno particolare importanza quelle psicologiche e quelle pedagogiche. Tra le prime ricordiamo l'assenza della figura paterna (il superamento del complesso di Edipo), oppure una presenza paterna psicologicamente rifiutata dal ragazzo (padre autoritario), o l'assenza della figura materna (manca la base dell’affetto), o la figura materna che sostituisce il padre. Tra le cause pedagogiche c'è un’educazione sbagliata, un’educazione in cui il ragazzo ha subito violenze sessuali. Né bisogna trascurare il ruolo dell’immaginario sessuale nella maturazione eterosessuale, per cui occorre dire che un comportamento masturbatorio concentrato su persone dello stesso sesso, o le proibizioni sessuali della società hanno un ruolo importante nell'orientare i sentimenti dei ragazzi. Il permissivismo sessuale e la ricerca di esperienze trasgressive contribuiscono anch'esse all'insorgere di personalità omosex. Sul superamento dell'omosessualità influiscono sia elementi psicologici sia etici, come le esperienze stravolgenti di una conversione religiosa o altre esperienze positive o negative che danno una svolta totalmente nuova alla vita e al pensiero. La reversibilità dell'omosessualità ha percorsi motivati nella volontà di costruirsi una personalità per “identificazione” con le figure parentali e per “disciplina”, mezzo educativo insostituibile nell'abilitazione delle sconnessioni dell'insicurezza psicologica.

CHE COSA DICE LA BIBBIA?

I dati delle scienze umane sono in sintonia con la descrizione biblica, ritenendo che l'essere umano personale è maschio e femmina, non solo nella differenziazione del proprio essere sessuato come tale, ma nella sua soggettività personale. Cioè, il maschio ha in sé delle dimensioni della femminilità che integra nella comunione interpersonale con la donna, di modo che “una sola carne” si scopre uomo e persona. Viceversa per la donna. L'uomo, generato da un maschio e da una femmina, infatti, ha nella sua struttura psicosomatica i tratti di entrambi. Ciò è anche vero se autentica è l'interpretazione biblica del fatto che la donna è stata “tratta” dall'uomo, nel senso che la natura dell'uomo deriva dalla dipendenza dell'altro. Non che ogni persona non sia completa in se stessa. Entrambi “dipendono” la loro identità dall'immagine divina. L’oscuramento del senso di Dio contribuisce anche all’insorgere o all’affermarsi di turbe omosessuali. La Scrittura rileva che l’omosessualità è una delle conseguenze del peccato, per cui allontanandosi da Dio l’uomo non sa più riconoscerne l’immagine in lui, cioè l’icona dell’amore intersoggettivo. “Il Creatore da principio li creò maschio e femmina” (Mt 19,3; Mc10,2). Secondo queste parole di Gesù, la ragione della differenziazione dell'uomo sessuato sta nel fatto che così “i due saranno una carne sola” (Mt 19,3; Gn 2,24), vale a dire a immagine del mistero stesso di Dio: “Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò” (Gn 1,27). Una mascolinità e femminilità che, fin dall'“inizio”, aiuta ambedue (“un aiuto che gli sia simile”) a ritrovarsi in comunione di persone. Immagine di Dio, in quanto maschio e femmina, non si accorgeranno quindi di “essere nudi” se non quando oscureranno quell'immagine. Il che significa che il peccato è, in qualche modo, l'”oscuramento” della mascolinità e della femminilità, ossia della propria identità. Ovvero, che l'identità è minacciata quando si oscura l'immagine.

DIMENSIONI ETICHE

Gli atti omosessuali come vanno valutati moralmente? Bisogna distinguere la persona omosessuale dagli atti omosessuali. La persona omosessuale è semplicemente una persona, per cui ogni azione contro le persone omosessuali è da considerarsi discriminazione e da condannare. Le azioni omosessuali vanno giudicate sia oggettivamente sia soggettivamente. In se stesso, cioè oggettivamente, l'atto è fuori dall'ordine della sessualità che è per sua natura eterosessuale. In questo caso non può che essere un comportamento eticamente disordinato. Soggettivamente, tuttavia, vanno aggiunte alcune considerazioni. Il giudizio della Bibbia non permette di concludere che tutti coloro che vivono questa condizione ne siano personalmente responsabili. Occorre distinguere tra gli omosessuali la cui tendenza, derivando da falsa educazione, da mancanza di evoluzione sessuale normale, da abitudine contratta, da cattivi esempi e da altre cause analoghe, è “transitoria”, o almeno non incurabile, e gli omosessuali che sono “definitivamente tali” per una specie di istinto innato o di una costituzione patologica, giudicata incurabile. In questi casi è validissimo il giudizio secondo cui la responsabilità morale sarà giudicata con prudenza (Persona humana, 8).

ASPETTI PEDAGOGICI

Giocano un ruolo centrale la famiglia e la comunità cristiana. L'educazione spetta alla famiglia. Essa è l'ambiente migliore per assolvere l'obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale; essa possiede una carica affettiva adatta a far accettare senza traumi anche le realtà più delicate e a integrarle armonicamente in una personalità ricca ed equilibrata. L'affetto e la fiducia reciproca che si vivono nella famiglia sono necessari allo sviluppo armonico del bambino, fin dalla sua nascita. Affinché i legami affettivi naturali che uniscono i genitori ai figli siano al massimo grado, i genitori, sulla base di un sereno equilibrio sessuale, instaurino una relazione di fiducia e di dialogo con i figli, adeguata all’età e allo sviluppo. Anche la comunità cristiana può fare molto attraverso la catechesi e l'educazione morale. Ciò deve camminare contemporaneamente con un invito chiaro e deciso all’amore “maturo”, cioè a un amore che sarà libero quanto più l’orientamento della volontà sarà efficace. In particolare, cercate e comprese le cause, la famiglia e l’educatore devono offrire un aiuto efficace nel processo di crescita integrale: accogliendo con comprensione, creando un clima di fiducia, incoraggiando la liberazione dell’individuo e il suo progresso nel dominio di sé.

 

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