LETTERA AI GIOVANI

(S)VISTA

Carissimo,

E’ Emmanuel Lévinasa parlare del bar, del caffè come casa aperta, luogo della socialità facile, senza responsabilità reciproca. “Si entra senza necessità, ci si siede senza stanchezza, si beve senza sete”. Tutto vero, non fa una grinza. A volere, continuerei la citazione a modo mio: “si esce con un amico, si discute con animosità, si prendono sorsi di vitalità e buon senso”.

Ho condiviso una lunga chiacchierata con te e tante affermazioni.

Ci sono oggi più poveri al mondo di quanti ce ne siano mai stati in passato.

- Nel sud del mondo 100 milioni di bambini vivono in strada, 250 milioni lavorano, 300 mila sono bambini-soldato, oltre un milione le ragazze costrette alla prostituzione.

Saranno sempre tanti i problemi?

E’ triste constatare – anche se in una conversazione da bar – una società senza solidarietà, senza domani, senza impegni. Parlando di poveri, ci siamo ricordati dei Malavoglia di Verga e del buon senso di Lev Tolstoi. Siamo passati dal debito pubblico alla globalizzazione, alla mancanza d’acqua nel  mondo. Sorprende il fatto che per ogni dollaro in aiuti che il sud del mondo riceve dal Nord, ci sono tre dollari che rientrano al Nord col meccanismo del debito estero.

E’ vero che nel 2020 tre miliardi di persone resteranno senz’acqua soprattutto in Nord-Africa e Asia occidentale? Rispondo con due esclamativi. Oggi il 40% della popolazione mondiale non dispone di acqua a sufficienza! Due milioni e duecentomila persone muoiono ogni anno per aver bevuto acqua contaminata!

Sono stati i bambini il nostro punto di vista. Hanno una speranza di vita che non va oltre i 40 anni. Vivono con meno di un dollaro al giorno se sono nati in Etiopia, in Burundi, in Sierra Leone. Quello che più impressiona sono i loro occhi grandi, spalancati. Il loro sguardo è così misterioso e inquietante che qualunque parola risulta inadeguata. Sono occhioni, accentuati da nerissime sopracciglia. Non sono occhi severi, non giudicano, non parlano. Guardano; fissano. Sono occhi che vedono tutto. Sono tutto occhi. Vedono te. Lasciati scrutare.

Si può andare al bar, rilassarsi, a discutere del mondo come gioco, a stare tra la gente che non s’accorge di te. Collettivamente una (s)vista: parlare senza lasciarsi coinvolgere.

Se questo è il bar, quella sera noi due eravamo altrove.

Vedere un bambino che invoca aiuto è decidere di non esistere solo per se stessi.

Non farsi carico dei bambini del terzo millennio è una (s)vista imperdonabile.

Tuo aff.mo

Carlo Terraneo