INSERTO CULTURA
di Natale Maffioli
Dedichiamo quest’ultima sezione della grande rassegna di musei salesiani ad alcuni musei “scolastici”. Perché tali sono, più che gabinetti scientifici, per la ricchezza e la varietà di pezzi esposti e per il modo di esposizione. Iniziamo con quello del liceo di Alassio.
I Salesiani, giunti ad Alassio nel 1870, si installarono nel convento di Santa Maria degli Angeli, un tempo dei Francescani Minori Osservanti. Fin dagli inizi la loro presenza si qualificò per una forte attenzione al mondo della scuola, e la loro attività fu caratterizzata da un grande interesse per il mondo scientifico.
È del 1881 la fondazione dell'osservatorio meteorologico fondato da don Luigi Rocca, con la collaborazione dello scienziato barnabita Francesco Denza; l’attenta osservazione del clima alassino si concretizzò in una importante pubblicazione: “Il clima di Alassio dal 1882 al 1941” curato da don Pietro Scotti; ed è al 1881 che si fa, idealmente, risalire la nascita del Museo Scientifico. Don Mario Orsini (insegnante nel collegio dal 1913 al 1926) creò un erbario di cui si conservano ancora diverse cartelle di vegetali essiccati. Don Roberto Bosco, ad Alassio dal 1945, iniziò la raccolta e la sistemazione del materiale petrografico e paleontologico, allestendo un'esposizione vicino all'ingresso della chiesa di S. Maria degli Angeli.
Una prima organizzazione del materiale risale al 1950, a opera di don Giulio Mariti. Nell’elenco sono compresi 600 esemplari di conchiglie e animali marini del mar di Liguria, e una collezione di fossili di varie località d’Italia ed estere. La raccolta di minerali e rocce raggiunse i 1500 pezzi. Nel 1960 fu acquistata la collezione ornitologica, messa insieme dai fratelli Musso di Laigueglia. Molto materiale storico etnografico giunse dalle missioni salesiane d’America e d’Oriente. Un gruppo di giovani Amici della natura attese per diversi anni, a partire dal 1968, alla manutenzione ordinaria del Museo e delle sue appendici dislocate nel chiostro della casa. Vennerevisionato tutto il materiale dividendolo in cinque sezioni, rimaste, grossomodo, invariate fino a oggi.
La prima sezione riguarda il materiale geologico e malacologico conservato nelle vetrine del chiostro. È ripartita in varie sottosezioni. Una prima porzione mostra delle rocce sia vulcaniche sia sedimentarie e, successivamente, una rassegna dei marmi italiani e del mondo; la ripartizione terza illustra, con fossili guida, le ere della terra e la vita dell'uomo preistorico ligure nelle caverne della Liguria con resti, selci, graffiti ecc. Nella sezione malacologica è commentata la storia del mare, presentata con pannelli didattici e campioni di tutte le specie malacologiche spiegate dai pannelli scientifici. Nel settore dedicato ai fossili il maggior risalto è dato dai resti di un cinghiale fossile, proveniente dall’ossario di una caverna dell'Alta Val Bormida. Si possono ammirare una rassegna fossile dei resti eocenici del Torsero, pesci fossili, e resti dell'uomo primitivo.
Nella sezione zoologica, la parte predominante è occupata dalla fauna avicola (grazie alla collezione ornitologica dei fratelli Musso), ma presenta anche esemplari imbalsamati di mammiferi e rettili. È la sezione più ammirata per i colori dei pezzi, dai colibrì a un quetzal, all'aquila reale, gufi, gabbiani, istrici, pinguini, bradipi, cinghiali, serpi, nidi e mostruosità (come gli agnelli siamesi). Non manca una raccolta entomologica, con l’esposizione d'insetti e farfalle di tutto il mondo. Al materiale ittico e, in genere, alla fauna marina è dedicata un’ampia rassegna delle forme marine più significative, con due vetrine di pesci del mar Ligure, approntate con il supporto di studenti, da istruttori subacquei, da pescatori, da competenti ittici per insegnare ai visitatori tutti i segreti del mare.
La sezione storico-etnografica comprendente oggetti provenienti dalle missioni salesiane di ogni parte del mondo. I pezzi facevano parte del più antico nucleo museale. Ultimamente la raccolta si è arricchita delle maschere provenienti dal Camerun offerte dalla signora Ivaldi. Si possono così ammirare oggetti di artigianato vario, locale ed esotico (Giappone, Sudamerica, Africa), armi esotiche (giapponesi e africane), oggetti fittili di varia provenienza e una raccolta di monete e di medaglie.
La sezione erboristica e fioristica è stata riordinata nel 1968-69. Fu presa in esame la gran mole dell’erbario allestito da don Giacomo Gresino, salesiano, noto amatore e studioso ligure, ancora in buono stato di conservazione. Accanto a questa vi è il primo erbario Orsini che accoglie un’ampia rassegna della Flora dei Giardini. La raccolta è in costante aumento grazie all'interessamento di diversi appassionati e contiene un ampio campionario di piante medicinali. L’importanza di questo materiale sta nel contributo che può dare a una storia floristica locale, anche per quanto riguarda la flora esotica la cui introduzione ad Alassio è documentata da Orsini. La sezione micologica annovera un validissimo laboratorio di microscopia micologica e una sede per lo studio, il riconoscimento e la classificazione dei funghi.
Anche l’osservatorio meteorologico ha il suo spazio nell’economia del Museo: col paziente lavoro del salesiano don Natale Tedoldi vengono rilevati ogni giorno gli elaborati della pressione, delle precipitazioni, della temperatura, dell'umidità, del vento e dell’eliofania, e inviati a Genova e Roma. Quest'anno il Museo creerà un nuovo laboratorio digitalizzato per ricevere ed elaborare dati, per emanare le previsioni del tempo, rese pubbliche ad alassini e turisti con un'apposita bacheca su via Aurelia nel tratto dell’ingresso all'Istituto. Ultimamente la cura del Museo è stata affidata al signor Enzo Briozzo, exallievo del collegio che, con il sostegno del Gruppo Speleologico Alassino da lui fondato, ha curato una più efficiente esposizione; si sono risistemate, con una nuova metodologia espositiva, le vetrine del piano terra e del chiostro, arricchendole di nuovi campioni. L’attività del museo fiancheggia l’azione educativa e didattica (si tratta di un museo legato ad una scuola -media e liceo con annesso convitto) coordina e valorizza le ricerche personali degli allievi dell’Istituto e potrebbe costituire un motivo d’attrazione in un centro turistico come Alassio.