SFIDE ETICHE x RAGAZZI, GENITORI, EDUCATORI
di Giovanni Russo bioeticalab@itst.it
Dalla pianificazione familiare alla contraccezione, alcune problematiche che pesano.
La famiglia cristiana vive in una condizione culturale dove il legame
sessualità-procreazione non è più colto nel suo significato profondo. Cerchiamo
di enucleare alcune problematiche attinenti, accennando a soluzioni secondo
l’etica cristiana.
Nell'attuale contesto culturale, la frantumazione affettiva e reale del legame sessualità-procreazione è sempre di più un dato di fatto per la famiglia. Il dibattito sull'omosessualità ha portato alla scissione sessualità-eterosessualità, mentre quello sulla procreazione assistita ha sottolineato la non-necessità della sessualità ai fini della procreazione (vedi la procreazione in vitro). Così anche il confronto sulla clonazione vorrebbe portarci alla non-necessità della coppia uomo/donna ai fini della procreazione, dal momento che un soggetto da solo potrebbe procreare clonando se stesso. Nella visione della fede è il legame sessualità-procreazione che assicura un rapporto di rilevante significato per la coppia e per la stessa società. La procreazione di un bambino è un fatto d'amore, è espressione dell'essere “una sola carne” che dà origine alla nuova carne del nascituro. La nascita di un essere umano, se vuole mantenere il suo significato antropologico e non ridursi a un significato meramente zoologico (con tutto il rispetto per gli animali), non può evitare l'atto fisico sessuale tra i coniugi. Il nascere umano non è semplicemente nella linea del “prolungamento della specie”, ma ha una rilevanza antropologica legata al valore più sublime della vita, l'amore. Da qui, l'insegnamento della Chiesa che ogni atto sessuale deve essere aperto alla vita, e quindi che nella pianificazione familiare i mezzi che separano l'atto unitivo da quello procreativo sono illeciti.
La procreazione umana per essere veramente tale deve essere "responsabile". Una responsabilità nei confronti di se stessi (la coppia), della società (contribuire allo sviluppo della popolazione) e di Dio (collaborare all'opera del Creatore). Nel contesto della fede procreazione e sessualità, pur essendo aspetti naturali (come per gli animali), sono carichi di significato spirituale, sono il luogo profetico della stessa vita trinitaria (reciprocità, amore, fecondità). L'amore coniugale per essere responsabile deve essere pienamente umano e personale, cioè ricco di tutti i valori della reciprocità e spiritualità tipici della persona umana; deve essere totale, cioè senza riserve, che si consegna totalmente all’amato; fedele, che imita la fedeltà di Cristo per la Chiesa, fedele per sempre, un amore indissolubile; fecondo, cioè chiamato a partecipare alla fecondità di Dio, alla sua paternità e maternità. Perciò la scissione con mezzi contraccettivi della sessualità dalla procreazione è un atto non iscritto nel significato della legge naturale, né nel progetto di Dio creatore.
La contraccezione è l'atto posto a impedire l'unione dello spermatozoo con l'ovulo durante un rapporto sessuale completo, l'atto cioè predisposto per evitare la fecondazione e quindi la gravidanza. Si tratta più propriamente di mezzi che evitando la fecondità operano per il controllo delle nascite. Le moderne tecnologie contraccettive sono molteplici e di varia natura, ma fondamentalmente si possono dividere in tecnologie meccaniche e chimiche. Sono meccaniche, ad esempio, il preservativo, il diaframma, il tampone vaginale e la spirale ("abortiva" più che contraccettiva). Sono chimiche i contraccettivi orali come la pillola estroprogestinica, le supposte intrauterine e altri sofisticati prodotti come la pillola del giorno dopo (un farmaco abortivo più che contraccettivo). L'intelligenza della fertilità avviene attraverso i cosiddetti metodi naturali che non possono considerarsi metodi contraccettivi, in quanto non viene posto l'atto di impedire il naturale corso delle cose, cioè l'unione dei gameti. Più propriamente indicano un criterio dove la coppia è provocata e condotta a stabilire un’intesa fatta di conoscenza reciproca, di ritmi vitali e di esigenze biologiche, di scelte comuni e armonizzate, nonché di rinunce decise in comunione e senza imposizioni. I metodi naturali costituiscono un’intelligenza della propria fertilità in rapporto ai processi biologici e al rispetto delle loro funzioni, nella dinamica di uno stile di vita che ha tutta una sua dinamica e un suo ordine.
Per la Chiesa, dal punto di vista etico è lecito il ricorso all'intelligenza della propria fertilità, sia con metodi naturali classici, sia attraverso il monitoraggio tecnologico (esistono ormai diversi computerini che consentono il controllo dei periodi infecondi). Non sono lecite le metodiche contraccettive che separano l'atto unitivo da quello procreativo. Queste sono le indicazioni dell'etica oggettiva. Dal punto di vista soggettivo, può essere che la donna o la coppia non siano pienamente responsabili dell'atto contraccettivo per le condizioni o le pressioni in cui agiscono. Questa distinzione tra moralità oggettiva e soggettiva è fondamentale per il discernimento etico.
Circa la responsabilità soggettiva, occorre considerare anche il "cammino" pedagogico della coppia verso la piena adesione all'insegnamento della Chiesa. Ma ciò che è fondamentale è distinguere la natura particolare di alcuni contraccettivi: sono tutti illeciti dal punto di vista oggettivo, ma alcuni lo sono maggiormente. Ad esempio il preservativo non comporta particolari problemi per la salute, se non una qualche limitazione alla naturalezza dell'atto sessuale, mentre le pillole hanno conseguenze sulla salute, che per alcune donne possono essere anche notevoli.