DIBATTITI
Severino Cagnin
La Giornata dell’ACQUA per capire che non è solo H2O
Questo mese DIBATTITI è provocatorio. Sono gocce d’acqua vitali o avvelenate. Sempre in rapporto alla nostra sete e alle mani di una bimba africana vuote d’acqua.
1. Acqua è vita? L’Associazione di Volontariato Internazionale cerca portatori d’acqua per assicurare la vita a 500 mila persone in Africa. www.acquaevita.it
2.Velocità di motoscafo su onde geometriche. Ci siamo sentiti padroni del mare per sfruttarne maree e correnti.
3.L’ONU ha dichiarato ogni 22 marzo Giornata Internazionale dell’Acqua, per ricordare che il 98 % di essa sul pianeta non è potabile; che 1,5 miliardi di persone non vi ha accesso; che 5 milioni, tra cui 3 di bambini con meno di 5 anni, muoiono ogni anno per inquinamento, e che 10 Paesi condividono il 60% delle riserve del pianeta, mentre 2 abitanti su 3 non ne avranno nei prossimi 25 anni.
4.A volte l’acqua non c’è per niente, o è troppa! I Verdi hanno finito di sognare di fronte a nubifragi, monsoni, alluvioni... Allora bisogna difendersi anche con una fila di taniche. Paolo Bedoni, presidente dei Coltivatori Diretti: “Per costruire il futuro servono interventi di manutenzione, nuove opere, uso corretto dell’acqua e razionalizzare le competenze”.
5. L’Effetto Serra, l’acqua alta a Venezia, i monsoni non sono fantasie. Ciascuno può bersi la minerale preferita, ma senza iniezioni di acido… E’ pensabile un governo mondiale? Dante 600 anni fa gli dedicò il trattato “De Monarchia“. “Oggi – dice Sergio Romano – il grado di interdipendenza fra Paesi è tale che nessuno può pensare di risolvere un problema da solo”.
6.Il mio dibattito personale è considerare l’acqua tra violenza e solidarietà, come un problema alla pari di quelli più importanti: denaro, sesso, TV, cultura, politica…“ L’acqua è – per usare un termine tratto dall’ecologia – un fattore limitante dello sviluppo umano. La scarsità o la mancanza d’acqua impediscono, infatti, una vita domestica e urbana dignitosa, l’agricoltura, le attività manifatturiere, il turismo“. (Giorgio Nebbia, Università di Bari)