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Maestro MASSIMO PALOMBELLA

Professore di Teologia DOGMATICA all’UPS
Direttore del coro interuniversitario di Roma,
costituito nel 1988, anno del centenario della nascita di Don Bosco
Direttore della rivista di musica “Armonia di Voci”

Maestro, com’è nata l’idea del coro interuniversitario?

Quasi per caso, offrendo ai giovani di cantare alle celebrazioni che il Papa fa in S. Pietro a dicembre. In pratica il coro opera da una quindicina di anni, perché ha cominciato la sua attività cantando per le celebrazioni di chiusura del centenario della morte di Don Bosco tenute all’UPS.

Quanti sono i componenti e come avviene la scelta dei coristi?

Il nucleo stabile va dalle 80 alle 100 persone, con le quali si fa un lavoro formativo di base: tecnica vocale, pratica polifonica, scuola d’opera lirica… Esistono momenti formativi specifici, incontri di formazione umana, oltre, naturalmente, alla celebrazione dell’Eucarestia domenicale nella basilica del sacro Cuore per il mondo universitario. La scelta dei coristi, mi diceva? Chi vuole si presenta, fa una prova di selezione vocale ed entra a far parte del coro. C’è chi fa parte del gruppo senza cantare nel coro. Si tratta dunque di un gruppo aperto a carattere formativo e culturale.

Per chi cantate? Dove vi esibite? Siete conosciuti e riconosciuti dagli altri studenti?

Cantiamo nelle più significative manifestazioni della cultura universitaria e della Chiesa. Coinvolgiamo tutta la cultura giovane musicale italiana, spesso unendoci ai cori delle altre università, dei conservatori e degli istituti musicali. Non solo italiani. Ci esibiamo dove e quando siamo richiesti e le richieste sono molte. Generalmente a dicembre facciamo il tour delle università europee, coinvolgendone una quindicina. Ormai ci conoscono e ci apprezzano.

Il mondo universitario, si sa, non è facilmente gestibile. Trovi difficoltà per le tue iniziative?

E’ mia opinione che il mondo universitario, che è il mondo della cultura, proprio con la cultura sia possibile avvicinarlo e “conquistarlo”. Voglio dire che ciò che si fa o è ad altissimo livello o non serve. Nel nostro caso la cultura musicale si chiama “Gregoriano”, si chiama polifonia del 500, si chiama opera classica… In questo senso la cultura è un veicolo dell’evangelizzazione.

Qual è il concerto che ti ha dato più soddisfazione? Quale il più prestigioso?

Senza dubbio, il primo che abbiamo fatto, quando abbiamo messo insieme per la prima volta coro e orchestra, durante la giornata giubilare universitaria. L’orchestra era stato un sogno accarezzato a lungo. Aver raggiunto questo traguardo è stato storico per il nostro coro. Quello più prestigioso, invece, è stato quello tenuto in Santa Maria Maggiore, per la risonanza culturale che ha avuto. E’ stato certamente un evento di livello internazionale. Indimenticabile anche per tutti i partecipanti. Reazioni positive si sono avute sui principali mezzi di comunicazione e valutazioni eccellenti da tantissime università italiane ed europee. E voglio dirti subito che il nostro cammino non si ferma qui.