OSSERVATORIO

di Filippo Manoni

19 chiodi per NASSIRIYA

Lo scultore Fernando Bassani ha scolpito “LA CROCE DELLA MISERICORDIA”, nel ricordo del mercoledì di passione dei 19 carabinieri italiani uccisi in Iraq il 12/11/2003.

Una scultura fortemente evocativa quella del Bassani, dove 19 grandi chiodi fissano il ricordo doloroso di 19 vittime dell’insipienza umana che crede ancora di pacificare il mondo con la forza del terrore o con quella della guerra: forme di dissuasione che,  l’esperienza insegna, non dissuadono nessuno. “Abissus abissum invocat”, sentenzia l’antica sapienza salmica, come dire che odio invoca odio, violenza reclama violenza, terrore attira guerra e guerra attiva terrore… È uno degli insegnamenti in assoluto più dimenticati.

Per non dimenticare” – Nassiriya 12-11- 2003 è scritto sulla targhetta, allogata in cima al braccio verticale al posto dell’antica dicitura trilingue “Questo è il re dei Giudei”. Bassani ha composto una grande croce di 2,50 m di altezza e 1,70 di larghezza del braccio orizzontale; all’incrocio del braccio verticale con quello orizzontale ha incastonato il suo precedente capolavoro “Secundum Sindonem”, un sofferente e contemporaneamente nobile viso del Cristo sindonico, scolpito dopo l’inquietante foto tridimensionale eseguita al Volto dei volti nel 1977 nei laboratori americani, che evidenziarono sofferenze inedite. Sul legno dorato i segmenti delicati e leggeri delle braccia e delle gambe che danno compiutezza al volto sindonico in bronzo e alleggeriscono la composizione. Due raggi ricurvi, come lame di luce, nascono dalla base, rappresentante il mondo, in cui è incastonata la croce, e s’aprono invocanti verso l’alto. Incornicia l’opera uno sfondo ligneo ancora a forma di croce, colorato in blu. I due bracci assomigliano vagamente a due bare che il blu rende ancor più tragiche. Su queste tragiche bare sono piantati 19 grossi chiodi. Senza nome, perché i poveri cristi, crocifissi come il figlio di Maria, riempiono la storia.

E solo lui, quel volto tumefatto del Crocifisso dà senso ai milioni di chiodi piantati sulle innumerevoli croci disseminate in ogni angolo della terra. Quel volto luminoso e quella croce abbagliante sono il prototipo di ogni altra croce, l’invocazione forte, la supplica insistita per dire l’assurdità, per sottolineare l’inutilità della violenza ai fini della giustizia, per urlare la disperazione dell’inutilità degli schemi umani impastati di veleno e proditoriamente contrabbandati come giustizia.

Ancora un capolavoro nel capolavoro, frutto della ipersensibilità di un “poeta” della forma. Tale è Bassani  che trasferisce sul metallo e o sul legno – come stavolta – i suoi sentimenti , dà vita al manufatto, vi trasferisce la passione, il dolore, l’amore. Dà forza alla passione, all’amore che indaga i misteri del dolore umano di fronte al mistero del dolore divino “Mistero nascosto nei secoli”…

E’ meditazione da non mancare in questa Pasqua 2004.