VIAGGI

di  Giancarlo Manieri

Sono ormai passati 75 anni dalla prima pubblicazione del BS in lingua lituana.

OLTRE LA TEMPESTA

Anno 1927: esce dalla tipografia di Valdocco il primo numero del Bollettino Salesiano in lingua lituana. Un evento. Sono passati 75 anni. Tre quarti di secolo festeggiati con grande risonanza al Centro Italiano di cultura di Vilnius.

Un curioso pensiero mi ha attraversato la mente in quella fredda mattina del 24 febbraio quando a Vilnius una coltre di neve imbiancava la capitale della Lituania trasformando il panorama abituale. A 75 anni in genere si hanno i capelli bianchi. Saggezza e vecchiezza… La saggezza corregge la vecchiezza e la vecchiezza non è più una malattia quando è informata dalla saggezza… Beh, voglio proprio vedere se questa giornata di “compleanno” assumerà il tono della vecchiezza o quello della saggezza, se è la celebrazione nostalgica dei fasti di un tempo, o la programmazione di un balzo verso un futuro da costruire; insomma, se è mero amarcord o punto di partenza per più ambiziosi traguardi. Confesso che spontaneamente propendevo per la prima delle ipotesi, avendo in mente certe rievocazioni di casa nostra. L’impatto con la bella sala della commemorazione al Centro Italiano di Cultura fu sorprendente: zeppa di gente. Ma non c’erano solo vecchioni. Tutt’altro. “Vuoi vedere che non ci ho proprio azzeccato?”, mi sono subito detto. E quando ho ascoltato la storia della cara rivista lituana, ogni sospetto si è disciolto come neve al sole. Del BS lituano parlò una signora, a me ovviamente sconosciuta, ma si chiamava Aldona: di buon auspicio, dunque, il nome anche se legato a un cognome impossibile. Interessante l’incipit, con le parole di Don Bosco che stabiliva il senso della stampa del BS: “Uno strumento per far conoscere la nostra attività e per riunire dei cristiani autentici a lavorare con il medesimo spirito e per un unico fine… Il mondo si è impregnato di materialismo, e per questo dobbiamo far vedere che cosa di buono facciamo… Se ci nascondessimo a pregare giorno e notte… se la gente non lo vedesse non ci crederebbe. La gente vuol vedere fin quasi a toccare”. Verissimo. Sembrano parole di oggi e sono del 1877.

NASCE IL BS…

Fu merito di don AntonioSkeltys, il primo salesiano lituano che un caso del tutto fortuito portò a studiare dai salesiani a Torino. Fu lui che patrocinò prima la costruzione di un collegio apposito per i ragazzi lituani a Perosa Argentina, poi la fondazione di un periodico, il BS appunto o Salezieciu zinios – Voce Salesiana – che raccontasse di Don Bosco e delle sue meravigliose intraprese, delle sue scuole e delle sue missioni… Tutta manna per gente abituataprima della guerra mondiale a essere tenuta sotto scacco dalla occhiuta polizia zarista. Quelle prime fortunatissime copie ebbero tanto successo che il flusso migratorio dalla Lituania alla Torino salesiana ebbe un’impennata, nel contempo saliva il livello del flusso di notizie e informazioni dal montagnoso Regno Sabaudo alla nazione senza montagne. Ma la vera meraviglia fu che dal 1927, anno di fondazione della rivista, al 1940, anno dell’occupazione sovietica - 13 anni alla faccia della cabala, - uscirono ben 77 numeri del BS, anzi dell’SZ. Faceva colpo quel periodico che veniva da lontano ma parlava la lingua dei padri, perché a scriverlo erano dei giovani, i chierici teologi lituani, i quali poi, appena ordinati sacerdoti, partivano per le missionilasciando ovviamente subentrare altri compagni nell’incarico. Questo spiega sia la vivacità della rivista sempre zeppa di notizie, relazioni, e foto in bianco e nero, sia l’incidenza tra le giovani generazioni lituane. L’ultimo numero di questa prima fortunata tournée editoriale uscì nel maggio/giugno 1940. Poi l’eclissi: i salesiani piombarono di colpo nell’illegalità. L’occupazione sovietica congelò ogni attività in entrata e in uscita. A Vytenai, casa piena di vita e di opere, i salesiani ricevettero l’ultimatum di andarsene nel giro di sei ore! Da allora il paese del santo principe Casimiro divenne un “oltre cortina”.

… E RINASCE

Giusto dieci anni dopo, nel 1950, la Voce Salesiana, tornò a far capolino sul proscenio della storia lituana. Molto più flebile di prima, a dir la verità. La forzata ibernazione l’aveva inaridita. Le 21 mila copie di un tempo erano solo un sogno. Ora arrivavano a stento a 5000, sufficienti tuttavia a riaccendere la speranza. Il rimpianto maggiore era che al rinato SZ veniva interdetto l’ingresso in patria, la “cortina di ferro” non faceva passare nemmeno uno spillo, ma all’estero presso profughi ed emigrati, “l’indimenticata lingua madre fece versare lacrime di commozione”. Non c’erano più i chierici a vivacizzarlo, l’invecchiamento si faceva sentire, tanto che negli anni ‘80 le copie calarono a poco più di 3000. Ma non affondò. Toccò a don Mecislao Burba prima e adon Francesco Gavenas poi, il quale già l’aveva diretto per qualche tempo nel 1971, prima di partire per il Brasile, riprenderlo in mano e rivitalizzarlo. Don Gavenas iniziò col raccontare la storia e le storie degli anni bui del comunismo, le peripezie di don Skeltys patriarca dei salesiani lituani che fabbricava scope, pascolava mucche e celebrava la Messa di notte al lume di candela nelle casette dei contadini; e le avventure di don Sileika, don Burba e tanti altri in patria e all’estero.

La caduta del muro di Berlino segnò anche la caduta della cortina di ferro, e il BS poté tornare in patria  e continuare a vivere… “di elemosine”, ma aveva la grinta del suo redattore. Don Gavenas non si sognò di mollare nemmeno per un minuto: cercò, chiese, forzò, girò, scrisse, implorò… fino alla fine, quando il 7 febbraio dell’anno giubilare se ne andò da questo mondo carico di anni, di fatiche e di meriti, con l’orgoglio di non aver mai gettato la spugna. Quando nel novembre1998 venne a Roma per la riunione dei direttori dei Bollettini Salesiani del mondo, era il più vecchio ma aveva la vis operandi di un giovanotto e nessuna intenzione di lasciar perdere. Un giovane sacerdote, venuto dall’Italia, ha raccolto la sua eredità e ha continuato a far risalire la fama del BS lituano. I personaggi che si ritrovarono alla “festa di compleanno”, l’ambasciatore italiano, il nunzio apostolico e giornalisti, professori, manager, scuole, giovani testimoniano la buona salute del rinnovato Salezieciu zinios che ha cominciato la corsa verso i 100, e già pubblica 4000 copie per numero (5000 nel 2004).