LETTERA AI GIOVANI - PUNTO DI VISTA
Carissimo,
personalmente sono devoto all’Angelo custode.
Sapermi accompagnato da questa presenza misteriosa e suggestiva mi rende euforico, ottimista.
Ho l’abitudine di dire che ho non uno, ma due angeli. Le circostanze della vita me lo suggeriscono.
Hai mai visto un angelo? In carne e ossa?
Tante espressioni linguistiche ti fanno dire di sì. Basta una cortesia, un moto di condivisione, un gesto di bontà… e ti arriva un “sei un angelo”.
Lo incontri in ospedale, in ufficio, al mercato, in chiesa, un po’ ovunque, vicino o lontano. Apri gli occhi e lo vedi ogni giorno nella tua vita.
Se sei d’accordo,
tu apprezzerai tre categorie di persone: il missionario, il volontario, il medico;
tu detesterai tre difetti: l’ingratitudine, la gelosia, l’egoismo;
tu stimerai tre virtù: il coraggio, la sincerità, la generosità;
tu controllerai tre comportamenti: il tuo carattere, il tuo linguaggio, la tua condotta;
tu combatterai tre guerre: l’ingiustizia, la violenza, la povertà.
Se, viceversa, dovessi confidare di non credere, di non aver mai visto un angelo, sono sicuro di poter indovinare che cosa stai cercando, quali sono gli interrogativi che ti interpellano, dove stai andando.
Stai cercando tre cose: l’amicizia, la confidenza, l’amore;
stai chiedendo tre cose: perché vivere, perché donare, perché fare del bene?;
stai scegliendo tre strade: l’impegno, la solidarietà, il servizio.
C’è bisogno di purificare l’aria, di abbassare gli indici di inquinamento, di uscire dalle crisi profonde e ricorrenti della giustizia, della pace, della solidarietà.
Che cosa intendo per bontà, che ruolo gioca la solidarietà oggi, che ne sai dell’“angelo della situazione”?
A rispondere mi aiuta sant’Agostino: “Se nessuno me lo chiede, lo so, ma se qualcuno non me lo chiede, non lo so più”.
Ti confido con tutto il cuore:
sì, ho visto un angelo in carne e ossa: una suora. In terra di missione, in Togo.
E’ l’angelo di tanti bambini che in lei cercano una mamma, una maestra, un angelo, per l’appunto.
Carlo Terraneo