INSERTO CULTURA
di Natale Maffioli
Presentiamo un altro splendido museo scolastico. Si tratta di quello dell’istituto salesiano di Lombriasco. Nel piccolo centro, a poco più di trenta chilometri a sud di Torino, sopravvive l’unica scuola a indirizzo agricolo (Istituto Tecnico Agrario) tenuta dalla congregazione salesiana in Italia. A Lombriasco i salesiani misero piede la prima volta 110 anni fa.
Un po’ di storia salesiana di Lombriasco. Scuola agricola da 90 anni. L’erbario Gresino prima vera raccolta dell’incipiente museo. La sistemazione definitiva risale al 1992. Il grande ambiente a tre anelli che custodisce le esposizioni. Gli “scherzi di natura”. Anche questo di Lombriasco è un museo didattico.
Stava finendo il secolo XIX quando i salesiani giunsero a Lombriasco, un piccolo paese della pianura cuneese, non lontano da Saluzzo e da Racconigi. La prima destinazione dell’opera, ospitata nel vecchio castello, fu per l’accoglienza dei giovani polacchi che desideravano diventare salesiani. Tra il 1905 e il 1908 l’opera si trasformò e dal 1913, con l’acquisto della cascina Macra con 30 giornate di terreno confinanti con il parco del castello, la casa diventò sede di una Scuola Teorico-Pratica di Agricoltura. La scuola divenne così il centro di tante iniziative finalizzate all’incremento dello spirito associativo e cooperativistico e alla diffusione delle più moderne tecniche di coltura e di allevamento. Dal 1937 la si modificò in Istituto Tecnico Agrario e, dopo la guerra, alla Scuola Agraria si affiancò l’Istituto Tecnico per Geometri.
Accanto alla scuola, e per schietti motivi didattici, si svilupparono le raccolte che formeranno il Museo Scientifico “Don Bosco”. A incrementare le raccolte provvidero anche i superiori salesiani che depositarono nell’incipiente museo l’“Erbario Gresino”, una delle più importanti collezioni crittogamiche, per numero di esemplari e località rappresentate, soprattutto per quanto concerne la Liguria e il Piemonte. Le intense campagne di raccolta, condotte dal salesiano don Giacomo Gresino (1859-1946) a partire da fine Ottocento, e i proficui scambi con istituzioni e specialisti, da cui era stimato sia per l'accuratezza delle determinazioni sia per il profondo senso critico, hanno permesso la costituzione di un erbario che, per la parte crittogamica, conta oltre 19000 esemplari. Nel 1992 l’insieme omogeneo del materiale zoologico, mineralogico, entomologico, fossile, ornitologico e botanico trovò, finalmente, una sede adeguata con l’istituzione del Museo Scientifico. Le raccolte sono custodite in un unico ambiente preceduto da un atrio. Qui ci sono tre anelli compenetrati che rappresentano nello spazio il legame che unisce tra loro i tre regni della natura: alle pareti, bassorilievi in legno esemplificano elementi appartenenti ai singoli regni. Nello stesso atrio, accoglie i visitatori una coppia di leoni imbalsamati.
Nella prima sezione del Museo sono rappresentati i mammiferi, sono esposti circa 200 esemplari. L’etichetta didattica riporta, per ogni esemplare, la classificazione, la diffusione, le abitudini, la riproduzione, il cibo. Lungo la parete di sinistra, sei vetrine ospitano circa 300 specie di uccelli; anche qui ogni esemplare è corredato di indicazioni circa la diffusione, le abitudini, il grido, la nidificazione, il cibo. Interessante è la coppia di Gallo cedrone. Notevole un Galletto peruviano, in via di estinzione, e una Palamedea fedele. Di seguito, in cinque vetrine, è esposta la collezione entomologica, con farfalle esotiche (150 specie) e italiane (300 specie), insetti esotici e italiani (600 specie). Interessanti alcune scatole dedicate al mimetismo degli insetti. Di rilievo entomologico raccolte complete di cerambicidi, carabidi e farfalle diurne italiane. Chiudono la parete sinistra quattro vetrine con rettili, anfibi e pesci. Anche qui, ogni esemplare è accompagnato dalla sua etichetta con indicazioni didattiche. La parete destra è riservata ai minerali e alle rocce. Aprono la serie due vetrine didattiche. Le seguenti otto vetrine contengono campioni di minerali, divisi nelle otto classi. Ogni campione è accompagnato da un cartellino riportante: nome, etimologia, formula chimica, composizione chimica, sistema cristallino, durezza, peso specifico, uso, provenienza.
Gli esemplari esposti sono circa un migliaio. Notevoli per dimensione, bellezza e importanza, un gruppo di cristalli di fluorite di Zogno (20 cm il lato dei cristalli), una drusa di Vanadinite del Marocco, fluorite di Cumberland, siderite & pirite e bismutinite di Brosso, quarzo di Cavallaria. Uno spettacolare cristallo di piropo di Martiniana Po (CN).
Chiudono la parete tre vetrine dedicate alle rocce. Sono esposti 200 esemplari didatticamente presentati (tipo, caratteristiche, formazione, provenienza, uso), distinti nei tre tipi: eruttive, metamorfiche, sedimentarie. La vetrina conclusiva riguarda la formazione del suolo (pedogenesi) con una presentazione indirizzata specificatamente agli scolari.
Nella zona centrale del Museo, ai due lati estremi, sono disposte sei vetrine riguardanti una collezione di conchiglie (tre vetrine con 600 specie), vita del mare (una vetrina), i fossili (due vetrine con 300 esemplari esposti); e, dalla parte opposta, sei vetrine contenenti esemplari vegetali provenienti della collezione Gresino (licheni, muschi, alghe, funghi, erbario morfologico). L’insieme più cospicuo dell’erbario è conservato in magazzino. Sulle pareti minori della sala giganteggiano due pannelli murali, rappresentanti rispettivamente le ere geologiche e l'evoluzione e i cinque regni dei viventi. Su colonne è collocata una serie di pannelli che illustrano le fasi principali della deriva dei continenti e della formazione geologica dell'Italia. È presente anche un pannello murale sull’evoluzione e sistematica degli invertebrati. Al centro del museo, in una vetrina cilindrica, divisa in due semicilindri da un camminamento, sono esposti i principali ecosistemi con esemplari di fauna e di flora. Gli ambienti ricostruiti sono la montagna e le valli, il bosco, la palude, il giardino. Tra gli esemplari presenti: aquila, biancone, marmotta, lepre, civetta, gufo, falco, gheppio, poiana, lodolaio, sparviero, pernice, gazza, gallo forcello, coturnice, palmipedi e diversi esemplari di trampolieri, cicogna, pavone, donnola, ermellino, camoscio, scoiattolo, faina, martora, volpe, tasso.
Le vetrine lungo le pareti sono intervallate da 7 vetrinette monotematiche che ospitano oggetti dell'era neolitica (dal Lago di Ledro) e incisioni rupestri camune di Capodiponte (BS), modellini in scala di dinosauri, l’apparato boccale degli insetti (perfetti modelli ingranditi, in resina), la dentatura mammiferi (modelli in resina), esempi di geodi (ametista), di minerali fluorescenti, di cristallo di Piropo di Martiniana. Sopra le vetrinette, grafici a torta didattici rappresentano la suddivisione del Regno animale, degli Invertebrati, degli Artropodi, dei Minerali, delle Rocce. La parte superiore di tutte le vetrine laterali è corredata da diafanìe didattiche con la presentazione dei reperti esposti nelle vetrine sottostanti. Non manca nel Museo una sezione con gli “scherzi di natura” un vitellino a sei zampe, di cinque giorni di razza pezzata, esempio di mostruosità morfologica e una doppia testa di vitello (nato con due teste: razza piemontese, 1940 circa), un pollo e un pulcino a tre zampe. Arricchisce il museo un completo scheletro di pitone perfettamente e minuziosamente ricostruito in tutte le sue 360 vertebre, e un bradipo portato in Italia dall’Amazzonia e tenuto in cattività qualche anno a Lombriasco. Nell’allestimento del Museo è stato curato in modo particolare l’aspetto didattico. È la raccolta di una scuola, e se anche sono ammessi visitatori esterni, è pur sempre finalizzata alla formazione scientifica degli allievi.