MISSIONI
di Sergio Todeschini
Un’importante scuola agricola salesiana a Catemu in Cile, la “Fondazione Hidobro”.
A Catemu, in Cile, i salesiani gestiscono una grande scuola agricola per interni che è un gioiello di organizzazione sia dal punto di vista didattico sia educativo, ma anche dal punto di vista produttivo.
Arrivarono
a Catemu nel 1949 per fondare una scuola di agraria. Chi? I salesiani
naturalmente. Furono chiamati anche in questo luogo prevalentemente di economia
agricola, per dare concretezza a una forte esigenza: quella di formare i
giovani come tecnici per la conduzione dei campi e la cura del bestiame.
Contadini specializzati insomma! Si legge nel diario della casa: “Il giorno 25
Marzo 1949 arrivarono a questa abitazione per prendere l'incarico della futura
scuola i Rev. Padri Crisostono Gavirati e Lino Cuberti...” La
vera anima di questa fondazione fu proprio don Lino, veneto di origine, che
partì missionario nel 1934 destinato all’ispettoria "S. Miguel Arcàngel",
nel sud del Cile. Poco dopo venne inviato nella città di Pto. Natales e, in
seguito, a Santiago per gli studi teologici. Nel 1946, ordinato prete, fu
destinato a Pto. Natales, e dopo tre anni a Catemu. Qui si adoperò con
entusiasmo per l'avvio della scuola di agraria. Ma nel vigore dell'età si
ammalò di leucemia e morì nel 1958 a 43 anni.
In origine la scuola era in una casa colonica acquistata alla fine del 1700 dal Marchese don Vicente Guarcia Hidobro. In seguito l'edificio venne destinato a luogo assistenziale e si chiamò "Fundación Hidobro". Nel 1949 venne affidata ai salesiani. Non mancarono le difficoltà. L'edificio, ubicato lungo la strada polverosa, che controllava un vasto podere agricolo, necessitava di ampie ristrutturazioni. Tre stanze vennero trasformate in aule, il capannone degli animali venne rifatto dalle fondamenta. Per la ricreazione si costruì un piccolo campo di calcio con appositi servizi. Tutto questo fu, annota la cronaca, frutto di molto sforzo e di gran entusiasmo da parte non solo dei Superiori, ma anche degli alunni e amici dell'opera. Gli alunni passarono da 25 a un numero sempre maggiore che aumentava di anno in anno. Da una lettera documentaria inviata all'Ispettore si conosce il numero degli alunni immatricolati al 30 giugno del 1950, cioè 91. Si legge nella cronaca che si creò tra gli alunni e Salesiani un ambiente di familiarità e sicurezza, molto adatto per l’educazione. La frequenza, considerata la povertà della gente, era gratuita. Garantiva un programma educativo di tutto riguardo, secondo la tradizione salesiana, e un’alimentazione frutto di ciò che gli stessi alunni producevano: latticini, carne e cereali. Una produzione perciò – nei primi anni – destinata totalmente al consumo interno. Accanto alla formazione tecnica si andava via via potenziando il programma culturale e quello sportivo. A questo fine rientrava anche il progetto, allora innovativo, di cinecultura, con un’ottima raccolta di pellicole educative e scientifiche. Non mancava tra gli impegni anche l'attività di piantumazione lungo le zone limitrofe all'Istituto.
Parallelamente ai programmi tecnico-didattici si andavano formulando anche quelli educativi e formativi. Nel 1959 vennero regolarizzati i corsi: uno di avviamento e tre regolari di agricoltura. Non mancarono i momenti difficili e, considerando il territorio cileno assai sismico, i terremoti. Quello del 1965 danneggiò tutta la struttura, dalle camerate al refettorio, sino alla cappellina. Un altro, devastante, nell’85 distrusse sciaguratamente tutti gli stabili, che tuttavia con coraggio e tenacia vennero ricostruiti e l’attività poté continuare. In una relazione scritta dall'allora direttore della casa don Cesar Porta emergono preoccupazioni varie legate al futuro di tanti giovani che non avevano altra opportunità di imparare un mestiere e/o prepararsi a una professione. Novanta alunni per i quali – scrive con non poco timore l'allora direttore – esiste un’impossibilità concreta che siano assorbiti in un'altra scuola agricola. Proprio per questo, essi furono accettati gratuitamente in collegio e ammessi a frequentare le lezioni. Egli auspicava tuttavia una ristrutturazione dell'edificio, indispensabile perché questi alunni non cadano nel pericolo di perdere la formazione di cui hanno bisogno. L'orario era così distribuito: alle ore 6.30 la sveglia, poi preghiere del mattino e messa; alle 8 la colazione quindi la scuola, intervallata da brevi ricreazioni; alle 12,40 il pranzo. A seguire, la ricreazione, lo studio intenso e accompagnato. Alle 20 cena, quindi breve ricreazione, preghiere della sera, tradizionale buona notte e riposo. L’orario tipico dei collegi salesiani di tutto il mondo che, più o meno, è durato sino ai nostri giorni.
Attualmente, circa 400 alunni frequentano la Escuela Agrícola Salesiana di Catemu, per lo più ragazzi campesini, anche se non mancano giovani provenienti da Santiago e da Valparaiso. Data l’indigenza di molti, l'istituto mantiene ancor oggi la quasi gratuità, sia per il vitto sia per l'alloggio degli studenti. Le attività teoriche dei corsi si alternano con quelle pratiche, indirizzate sia alla conduzione dei campi secondo i cicli stagionali, sia all'allevamento del bestiame, assai diversificato. Tra le coltivazioni è rilevante l’avogado. Una produzione cospicua sostiene gran parte delle spese per il mantenimento dell’opera. Ovviamente, l'istituto promuove, secondo lo stile salesiano, una serie di attività come il teatro, il gruppo folcloristico, la banda, il complessino, ma anche il "Club Domenico Savio", la Catechesi per cresima e prima comunione, ritiri, corsi per animatori, ecc. Né manca l'attività sportiva: calcio, basket, ping-pong, nuoto, e quella di laboratorio. Corsi di informatica, di pittura, di agropecuaria, e ancora il giornalino e molte altre attività completano la vasta gamma di proposte extrascolastiche. In tempi recenti ai salesiani è stata affidata la parrocchia San José, situata al centro della cittadina. Completa la struttura un piccolo ma efficiente osservatorio meteorologico. I salesiani si sono guadagnati la stima e il rispetto di tutto il comprensorio.