IN ITALIA & NEL MONDO

Redazionale

VILNIUS, LITUANIA

COLONIA ESTIVA

Il 15 luglio 2004, alla presenza dell’ambasciatore d'Italia in Lituania, del sindaco della città di Ignalina e di varie altre autorità locali civili e religiose, il nunzio apostolico per le tre repubbliche baltiche, monsignor Zurbriggen ha benedetto la nuova colonia estiva che i salesiani della Lituania hanno acquistato nella regione di Ignalina, a 150 km a nord di Vilnius, in una zona ricca di boschi e laghi. La casa è stata comprata grazie anche a una generosa donazione personale dell'ambasciatore italiano dott. Uguccioni che già in molte occasioni ha manifestato apprezzamento per l'attività educativa dei salesiani in Lituania. La casa, di 370 mq², è destinata a ospitare vari gruppi di bambini durante l'estate. Già quest'anno (effettuati i più urgenti lavori di ristrutturazione) ha ospitato otto gruppi di bambini bisognosi, provenienti dalle parrocchie salesieane di Kaunas e Vilnius, per un totale di più di 200 presenze.

ELLEDICI, TORINO

DON BOSCO INCONTRA I RAGAZZI

Originali i due libretti (72 e 80 pagine) di Claudio Russo, cooperatore salesiano, ed editi dalla ELLEDICI. Vi si narrano gli incontri di Don Bosco con una ventina di ragazzi alcuni noti alla storia salesiana, altri un po’ meno. Vi si scopre il Don Bosco vero, il prete sempre prete, l’educatore nato, quello che il metodo preventivo non lo scrive né lo predica, ma lo applica; quello che segue i suoi ragazzi perché li ama come se stesso; quello che sa creare clima di famiglia tra tanti caratteri difficili, che sa guadagnare il cuore, ridonare serenità a chi l’ha perduta, infondere fiducia a chi non ha più fiducia in nessuno, ammansire il ribelle, riconciliare il penitente. Un’ottima lettura, insomma, per chi si occupa dei ragazzi, insegnanti, genitori, animatori, educatori, allenatori... L’autore chiama sempre il lettore a confrontarsi con Don Bosco. I due volumetti ci sembrano decisamente attuali.

VASTO, ITALIA

UN’ALTRA INAUGURAZIONE

Grande festa a Vasto il 10 ottobre u.s. Presso l’istituto salesiano è stato inaugurato il campo di calcio, novità assoluta, perché non l’hanno mai avuto: si giocava in fazzoletti di terra, ovunque si scovassero. Ora finalmente il campo c’è ed è a disposizione di tutta la città, come la palestra, inaugurata nel 2003. C’erano tutti: oltre alla marea di ragazzi, ai genitori, ai dirigenti sportivi, erano presenti a testimoniare l’apprezzamento per l’opera il sindaco della città, i presidenti della Giunta e del Consiglio regionale, il presidente della provincia, vari assessori, il superiore dell’ispettoria. Il calcio d’inizio, dopo la benedizione impartita al complesso dal consigliere generale della Pastorale Giovanile della congregazione salesiana, è toccato al campione Dino Baggio, presente con i suoi due figli. Per l’occasione è stata anche inaugurata la statua di san Domenico Savio opera dello scultore Carlo Alberto Di Stefano, posta tra la palestra e il nuovo campo, quasi a protezione dei moltissimi ragazzi che circoleranno d’ora in poi nell’area.

UN LIBRO

DON BOSCO E L’EXALLIEVO UMBERTO ECO

Nell’ultimo romanzo, illustrato, di Umberto Eco – uno dei nomi più noti della cultura italiana – dal titolo La misteriosa fiamma della regina Loana (Bombiani 2004), compare anche Don Bosco. Né poteva essere diversamente: “Eco ha (infatti) riunito in questo libro, prestandoli allo smemorato protagonista, molti dei suoi ricordi personali”, tra i quali anche gli anni della sua esperienza di alunno dei salesiani. A pag. 376 il capitolo 17 è intitolato Il giovane provveduto, chiaro riferimento al famoso libro di consigli e preghiere di Don Bosco per i suoi giovani, utile per ben indirizzare gli adolescenti colti dai primi turbamenti, frutto dell’età. E l’intera pag. 441 è illustrata dalla figura di Don Bosco. A fronte (pag. 440) si può leggere: “il santo, con il volto ilare, la veste impillaccherata e i piedi impacciati dalle sue scarpe salesiane a ogni tap e tip che tenti di scalino in scalino, tiene teso davanti a sé, come fosse il cilindro di Mandrake, il Giovane provveduto, e a me pare che dica omnia munda mundis...” . Dell’Oratorio Eco disse in un’intervista: “La genialità dell’oratorio di Don Bosco è che esso prescrive ai suoi frequentatori un codice morale e religioso, ma poi accoglie tutti”. Una definizione che ci sembra pertinente, essendo l’oratorio casa che accoglie e cortile per fare amicizia. È ovvio perciò che proponga un codice morale, non per nulla esso è anche scuola che avvia alla vita e parrocchia che evangelizza.

BUENOS AIRES, ARGENTINA

NUOVO QUADRO DI DOMENICO E LAURA

Una versione moderna di Domenico Savio e Laura Vicuña è stata realizzata dal noto pittore argentino José Marchi, exallievo salesiano, per la basilica di Maria Ausiliatrice di Buenos Aires, la prima costruita nel mondo dopo quella di Torino. L’intento dei salesiani è quello di presentare ai ragazzi e alle ragazze di oggi una santità possibile. Domenico è rappresentato come uno studente della media superiore (stringe un libro in mano, simbolo dello studio e del dovere), mentre Laura è stata raffigurata addirittura in minigonna, seppur molto castigata. Transitano insieme attraverso un cortile salesiano, con un incedere tranquillo, il volto sereno, lo sguardo rivolto alla gente. Alle loro spalle sullo sfondo si staglia la sagoma della basilica dell’Ausiliatrice. L’impegno dei figli di Don bosco, ribadito con forza dal Superiore Generale della congregazione attraverso la Strenna dell’anno passato, è quello di presentare al mondo giovanile una santità giovanile perfettamente abbordabile, tanto che non pochi sono stati gli allievi che questa vetta l’hanno raggiunta con relativa facilità. Per un anno intero, infatti, don Chávez ha presentato dalle pagine di quasi tutti i Bollettini Salesiani del mondo, figure di giovani provenienti da scuole e/o oratori e/o parrocchie da loro gestite che sono stati altrettanti Domenico Savio o altrettante Laura Vicuña.

DILLA, ETIOPIA

LA POVERTÀ NON VA IN VACANZA

La povertà non ha le ferie... A Dilla, finito l’anno scolastico, è iniziato subito il lavoro estivo. Il Grest. Ma non è fatto di giochi, divertimento e spensieratezza (anche se non mancano), ma soprattutto di ripetizioni, musica, computer, taglio, cucito, teatro... e di un duro lavoro nel progetto zoo-agro-forestale di Walleme: semina, coltivazione, allevamento... Gli orfani della missione hanno bisogno, come tutti i ragazzi, di affetto e di divertimento, ma anche e soprattutto hanno l’assoluta e improrogabile urgenza di studiare, imparare un mestiere, prepararsi un futuro vivibile. Così anche i salesiani durante le cosiddette vacanze sono impegnati fino al collo, perché, oltre al fin qui detto, hanno anche da curare circa 6700 cattolici distribuiti in 15 stazioni missionarie periferiche. Insomma, se non sapete che fare per cacciare la noia, venite in Etiopia, qui da fare ce n’è a iosa. Per tutti. 24 ore su 24.

CENTO ANNI FA

Troviamo nel BS del 1905, a pagina 45, il ricordo di un giovane chierico, partito missionario per il Venezuela e morto appena arrivato. Ci è parso simpatico e ne riportiamo il trafiletto per i nostri lettori, aggiungendo anche la foto che illustra tutta la pagina.

Venezuela per noi Italiani ha qualche cosa di speciale. Non potevamo infatti ignorare che essa era una delle terre scoperte dell’immortale Cristoforo Colombo, che alle sue spiagge approdava il 1° agosto 1498, nel suo terzo viaggio. Ma per figli di Don Bosco s’aggiungeva ancora un’altra cara e mesta attrattiva. Su uno dei ridenti paeselli che circondano il maggior porto venezuelano giacciono le spoglie mortali del nostro caro confratello, chierico Giuseppe Eterno, che destinato per la Colombia colpito da malore durante l’attraversata ebbe appena tempo di scendere in terra, ove poche ore dopo spirava, vittima generosa della sua vocazione. Era il primo dei tanti missionari partiti in 15 anni che non raggiungeva il luogo di sua destinazione. I buoni Venezuelani, pure associandosi al nostro dolore se l’ebbero come un felice presagio e dissero che quello era seme di Salesiani nella loro terra e così fu, mercè lo zelo e l’operosità spiegata da alcuni ecclesiastici, che attualmente occupano le principali cariche nell’archidiocesi. I funerali riuscirono solenni quanto mai; dalla capitale vennero l’arcidiacono della cattedrale, il dottor Arteaga, e parecchi parroci dei paesi circonvicini, furono adibiti carri di prima classe, e le esequie e la tumulazione tutte a loro spese furono una testimonianza non dubbia della stima pei Salesiani che cominciavano appena a conoscere.

FILATELIA

a cura di Roberto Saccarello

ANCORA DOMENICO SAVIO

Anche Maglie, in provincia di Lecce – patria natale dello statista democristiano Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 –, paese dove san Domenico Savio ha compiuto il miracolo che l’ha fatto santo, guarendo la signora Maria Porcelli Gianfreda da una gravissima forma di anemia, ha onorato il ragazzo di Don Bosco con un annullo speciale concesso dalle Poste Italiane in occasione del 50° anniversario della sua canonizzazione, avvenuta il 12 giugno 1954 a opera del papa Pio XII, che in quell’occasione definì Domenico “gracile adolescente dal corpo debole, ma dall’anima tesa in una pura oblazione di sé all’amore sovranamente delicato ed esigente di Cristo”.

Nel ridente paese non poche sono state le manifestazioni in onore del ragazzo santo, soprattutto da parte dei ragazzi delle scuole.

Il comitato organizzatore della festa, ha fatto appositamente anche stampare cinque cartoline postali, una con l’illustrazione della nuova urna, capolavoro di Mauro Baldessari, una con l’illustrazione della statua esposta nella Chiesa Madre di Maglie, le altre due fotografano la celebrazione eucaristica in piazza Aldo Moro davanti al Palazzo Municipale, in occasione della Peregrinatio del corpo di Domenico Savio il 14 maggio 2004 nel paese del miracolo, l’ultima raccoglie cinque fotografie dei momenti salienti del pellegrinaggio: l’arrivo, l’accoglienza delle autorità, l’omaggio delle scuole e della gente.

Per i collezionisti: quando usciranno queste righe non sappiamo se lo stock di cartoline con annullo sia terminato. E’ necessario chiederlo al servizio commerciale filatelia della filiale di Lecce in via Cavallotti, (tel. 0832.27.40.99.