OSSERVATORIO
Redazionale
PASQUA 2005
Ancora
un capolavoro del maestro Luigi E. Mattei, già insegnante nella scuola grafica
salesiana di Bologna, oggi scultore di fama, le cui opere figurano in più di
ottanta musei e gallerie pubbliche di tutto il mondo, oltre che in chiese e
basiliche con opere di rilievo.
Il 7 aprile prossimo verrà presentato ed esposto nel loggione monumentale della chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna, fino al 14 settembre, il Crocifisso realizzato dal professor Mattei, seguendo scrupolosamente i tratti della Sindone di Torino. Sono, infatti, rigorosamente riportati nell’opera “rivoli, grumi, colate di sangue, ferite e enfiagioni” di quel misterioso corpo che fu avvolto dal lenzuolo funerario di Torino, e che sulla tela sembra aver lasciato la firma della passione e morte di Gesù di Nazareth. Anche i chiodi delle mani sono “ficcati” nei polsi, nello spazio detto di Destot, con i pollici “in opposizione nella zona metacarpale, data la lesione del nervo mediano”.
Il maestro Mattei completa con quest’opera una originale trilogia ha avuto una successione non cronologica: il Cristo morto realizzato per l’anno 2000 cui il BS dedicò una pagina (Luglio/agosto 1999, pag. 47); il Cristo Risorto del 2001, “raffigurato nella bronzea Porta Santa di Santa Maria Maggiore a Roma; ora il Cristo Crocifisso, vero emblema di questi primi travagliati anni del III millennio. Passione, morte e risurrezione, dunque: il “Corpo dei corpi”, come ebbe a definirlo lo stesso autore, si staglia tragico nel tragico inizio del nuovo millennio, come a ribadire: Quando sarò innalzato attirerò a me gli sguardi del mondo, come l’antico serpente di bronzo innalzato da Mosè in cima a una pertica che guariva chi lo guardava (Gv 12,13; Num 21,9).
Dio sa quanto questo nostro mondo attuale abbia bisogno di guardare al “Cristo innalzato”, al Cristo crocifisso, per capire le proprie innumerevoli tragedie. Scrive lo stesso Mattei: “Ho atteso all’impresa, legittimata dal corpo contenuto nella sacra Sindone, per tentare una risposta all’affanno dell’uomo che cerca il Volto di Dio, per poterlo meglio scrutare sulla croce, avvalendomi di preziosi dati disponibili e di una volumetria corporea esistente”. La trilogia della passione di Mattei è un’opera che ancora una volta attesta anche la passione dell’uomo e dona la speranza dello stesso esito: la vittoria dopo la sconfitta, la risurrezione dopo la morte.