40 ANNI DAL CONCILIO

di Pascual Chávez Villanueva

RINGIOVANIRE IL VOLTO

I GRANDI PADRI ANTICHI

L’era post/apostolica è stata segnata dai Padri della Chiesa che hanno “stabilizzato” la dottrina sparsa a piene mani dagli apostoli del Signore e accolta da genti diverse per lingua, cultura, tradizioni, usi...

Gli Apostoli avevano fatto quanto il Signore Gesù aveva comandato loro. Fra i primi convertiti al cristianesimo c’era di tutto: gente semplice e di scarsa cultura, plebei, schiavi, ma anche uomini liberi, patrizi romani, uomini insigni nel campo delle lettere e delle scienze, magistrati... Le nuove comunità abbisognavano di pastori santi, saggi e prudenti, capaci di capire le sfide e risolvere i problemi che cominciavano a sorgere entro e fuori le comunità. La realtà diventava sempre più complessa, il che richiedeva una struttura più robusta che potesse sostenere, proteggere e promuovere la crescita del corpo sociale.

Vivi gli Apostoli, i problemi dell’autorità, dell’identità e dell’autenticità erano garantiti, come dimostrano la prima assemblea di Gerusalemme (At 15) e le lettere di Paolo. Il problema dell’inculturazione del Vangelo e il bisogno di rispondere alle necessità delle comunità in vista della sua organizzazione, dell’amministrazione dei sacramenti, dell’insegnamento dottrinale e dell’assistenza caritativa portarono alla creazione di uffici e ministeri, per i quali si cercarono uomini competenti e di integra reputazione: diaconi, annunciatori della Parola, catechisti. La diffusione delle comunità in contesti sempre diversi non intaccò il senso di unità, di comunione e di appartenenza all’unica Chiesa che Paolo aveva descritto come corpo mistico di Cristo. I primi cristiani celebravano e rafforzavano questa unità nella frazione del Pane, nella condivisione della stessa fede e nella loro comunione con il Vescovo. I fedeli a loro volta partecipavano alla vita della comunità, e fino al secolo V e VI i vescovi erano eletti dal popolo tra le persone che spiccavano per la conoscenza e l’interpretazione della Sacra Scrittura, dimostravano prudenza e saggezza nel governo, coerenza nella vita personale, capacità nel discernimento delle diverse correnti filosofiche e culturali che sorgevano nella società e all’interno della stessa Chiesa. Per la loro santità riconosciuta e per l’ortodossia e l’eccellenza della loro dottrina, un gruppo di questi pastori sono considerati come i Padri della Chiesa.

Dopo il Concilio di Nicea (325), spartiacque nella storia della Chiesa antica, Basilio rappresenta una figura esemplare del secolo IV. Sedotto da Cristo abbandona la carriera d’intellettuale e si mette alla ricerca di Dio nella solitudine. Nominato vescovo, diventa impareggiabile predicatore e scrittore proficuo che affronta i grandi problemi e le controversie della sua epoca. Ambrogio era governatore di Milano e catecumeno, quando fu eletto vescovo dalla folla. Accettò come volontà di Dio, e si presentò come uomo libero e coraggioso davanti ai poteri temporali, ai quali chiedeva coerenza e pubblica penitenza quando i loro errori erano pubblici. Arricchì la Chiesa con opere di esegesi e il primo trattato di morale cristiana: “De Officiis ministrorum”. Girolamo, appassionato studioso delle Sacre Scritture e della letteratura cristiana orientale, iniziò la traduzione di parecchie opere, perché fossero conosciute in Occidente. A lui si deve la “Vulgata”, traduzione latina della Bibbia. Agostinoè forse il più conosciuto. Dopo un’adolescenza travagliata e una prima giovinezza in ricerca, trovò quello che cercava, ascoltando un’omelia di Ambrogio. Le conversazioni con lui, la lettura della Bibbia, l’insistenza e l’instancabile preghiera di sua madre, Monica, lo condussero alla conversione definitiva nel 386. Dieci anni più tardi è vescovo di Ippona. Per 34 anni si votò all’istruzione del popolo di Dio attraverso un’inesauribile e ricchissima predicazione. Testimone e difensore della fede di fronte alle eresie della sua epoca, fu formatore e modello di pastori, chiamati a essere disponibili ad alimentare il proprio gregge e a dare la vita per esso.

Ho citato soltanto alcuni nomi illustri, ma se ne potrebbero aggiungere molti di più, come per esempio in Oriente Giovanni Crisostomo, Clemente Alessandrino, Origene, Atanasio, Gregorio di Nissa, Gregorio Nazianzeno. E ancora in Occidente Cipriano di Cartagine, Leone, Gregorio Magno… I loro scritti non cessano di essere nutrimento per il popolo di Dio.