LETTERA AI GIOVANI
Carissimo,
Non ti ho mai visto con scarpe classiche ai piedi, sempre in jeans e zainetto sulle spalle. Una mano il più delle volte alle prese col telefonino.
Ho imparato a rispondere in gergo ai messaggini, che come una pioggerella primaverile fecondano la mia giornata e la nostra amicizia.
Domanda: chi deve cambiare?
Tento di rispondere. Non sei tu che devi cambiare, ma io stesso.
Non sono mai lo stesso. Non sarò mai lo stesso.
Mi sembra di avere l’andatura di un saggio orientale per come sto esprimendomi.
Crescere e cambiare sono alleati.
Quello che oggi sono, non lo sono mai stato prima.
Se vuoi conoscere il fiume, devi entrare nell’acqua.
Se vuoi avere la montagna come amica, devi prendere il sentiero che sale.
Se vuoi diventareil mare, il sole, l’albero, devi mettere nel torrente d’acqua impetuosa, nel fiore ubriaco di luce, nel seme avvolto dalla terra, la voglia di diventare grande.
Cambiare, diventare grande,
perché mi sento incompiuto, non finito, a mezza strada.
Vorrei toccare il cielo con un dito, se il cielo dovesse un giorno cadere sulla terra, non ci farebbe del male, ne avremmo un grande beneficio.
Il senso della vita è mettere insieme cielo e terra, sogni e realtà.
Essere uno pur essendo due, sentirci diversi in unità di vita.
Desiderare di cambiare è il sogno di ognuno.
Accettare di cambiare è la battaglia di tutti:
l’inverno mi dice: attendo la primavera
la notte mi sussurra: il giorno sta per arrivare
la pioggia mi consola: ti darò di nuovo il sole
la vita mi insegna: voglio diventare grande
Carlo Terraneo