CHIESA
di Silvano Stracca
Papi e antipapi di nome Benedetto nel turbolento secolo undicesimo. Benedetto VIII, che sconfisse i Saraceni per terra e per mare. Benedetto IX, che fu Papa per tre volte. E Benedetto X, antipapa per un anno.

Il secondo millennio dell’era cristiana è incominciato appena da un decennio quando sale sul trono pontificio un nuovo Benedetto, l’ottavo, al secolo Teofilatto. Il nuovo Papa appartiene, come il predecessore Benedetto VII, alla potente famiglia dei conti di Tuscolo. Al momento della sua elezione nel maggio dell’anno 1012 era ancora un laico. Assurto alla cattedra di Pietro, Benedetto VIII si trovò subito a dover lottare contro un antipapa, Gregorio, fatto eleggere e sostenuto dalla famiglia dei Crescenzi, rivale dei Tuscolo. La contrapposizione fu violenta e armata. La cruenta contesa si risolse a favore di Benedetto. E quando i rivali, recatisi in Germania alla corte di Enrico II, chiesero il suo aiuto, l’imperatore, contrariamente alle aspettative, si affrettò a riconoscere Benedetto che dava garanzie politiche più solide. Gregorio venne spodestato e il Papa legittimo, che aveva promesso di incoronare Enrico in San Pietro, procedette come da accordi. Per l’occasione l’imperatore gli consegnò una “regola”, nella quale veniva ribadito il diritto imperiale di controllare che l’elezione pontificia avvenisse secondo le norme canoniche. Era una misura rivolta contro lo strapotere e la conflittualità della nobiltà romana, in particolare i Crescenzi e i Tuscolo, dalle cui fila usciva lo stesso Benedetto VIII. Misure che resteranno però lettera morta.
Un pericolo esterno per lo Stato della Chiesa era rappresentato dai Saraceni che, sbarcati in Toscana, mettevano a ferro e fuoco Pisa. Benedetto VIII si adoperò per organizzare una flotta capeggiata dal padre, ed equipaggiare un esercito che, al suo comando, sconfisse gli infedeli nel 1016. I Saraceni tentarono di rifugiarsi in Sardegna, ma la flotta pontificia, alleata con quelle di Genova e Pisa, se ne liberò definitivamente. Benedetto VIII s’impegnò anche a contrastare l’avanzata dei Greci nell’Italia meridionale. Si recò, per questo, a Bamberga per convincere Enrico II a scendere nella penisola con il suo esercito per fermarla. Missione riuscita: nel 1022, l’imperatore sbaragliava nelle Marche gli avversari con l’aiuto dei Normanni. Con gli stessi Normanni il pontefice s’affrettò a stringere un’alleanza importante per lo Stato della Chiesa. Nonostante i successi militari, il papa guerriero accarezzò pure un grandioso progetto di pace universale coinvolgendo l’imperatore e altri potenti del tempo. Ma la morte lo colse nel 1024. Sul piano ecclesiastico, Benedetto VIII s’era dedicato con energia alla riforma della Chiesa. Tramontato il “sogno” di un concilio ecumenico, ne organizzò uno provinciale per promulgare norme atte a ristabilire la disciplina, molto compromessa nei costumi del clero. Soprattutto, per l’osservanza del celibato e la condanna della simonia. Ma in barba alla lotta contro la simonia e alla difesa della santità delle istituzioni ecclesiastiche, da parte di Benedetto VIII, alla sua morte divenne papa il fratello Romano, un laico che, ricevuti in fretta gli ordini sacri, fu consacrato con il nome di Giovanni XIX.
Alla scomparsa di Giovanni XIX (1032), il papato si presentava come una questione di famiglia dei conti di Tuscolo. Al capofamiglia Alberico non fu, perciò, difficile corrompere un gruppo di ecclesiastici e far ascendere al pontificato il figlio Teofilatto II, che assunse il nome di Benedetto IX. Si trattava chiaramente di un giovanissimo, forse attorno ai vent’anni, certo non di un dodicenne come sostenuto da qualcuno. La sua elezione fu un clamoroso atto nepotistico che dimostrava come ormai la Cattedra di Pietro fosse come un qualsiasi altro trono che si poteva comprare o vendere. Non solo gli storici, ma addirittura i suoi successori al Soglio pontificio stigmatizzarono il comportamento di questo Papa. Secondo Vittore III, Benedetto IX fu ladro e assassino, giungendo a dire di vergognarsi nel riferire la vita laida e scellerata del predecessore. “Con Benedetto IX – nota lapidariamente lo storico Gregorovius – il papato toccò il fondo della decadenza morale. Le condizioni di Roma in quel periodo… forse superebbero in orrore quelle del periodo dei Borgia”. Pur coprendosi d’infamia, Benedetto IX riuscì a governare con relativa tranquillità sino alla fine del 1044, quando una rivolta popolare lo rimosse dal trono e fece eleggere al suo posto Silvestro III. Qui ha termine il primo pontificato di questo Papa considerato, come attesta l’Annuario Pontificio, eletto per ben tre volte. Infatti, Benedetto IX già nell’aprile 1045 rientrava a Roma, scacciando Silvestro. Di fatto, egli non fa che proseguire il proprio pontificato, non essendo stato deposto da nessun concilio. Ma il secondo periodo di regno durò soltanto 21 giorni: il tempo di vendere la tiara all’arciprete Graziano che assunse il nome di Gregorio VI, abdicando liberamente. Mentre Benedetto si ritirava nei possedimenti di famiglia, calò in Italia Enrico III, animato dalla ferma volontà di riformare la Chiesa romana. Nel dicembre del 1046 egli convocò un concilio che dichiarò deposti tutti e tre i papi in circolazione, ed elesse come nuovo pontefice Clemente II. Tuttavia, tornato Enrico in Germania e morto Clemente II nell’ottobre 1047, Benedetto IX si riappropriò ancora una volta del trono, e lo mantenne fino al luglio dell’anno seguente quando, scacciato dai legati imperiali, concludeva il suo terzo pontificato ritirandosi nel monastero di Grottaferrata, dove rimase sino alla morte.
L’uscita di scena di Benedetto IX segnò la fine del monopolio dei conti Tuscolo sulla Cattedra di Pietro. Anche se nell’aprile 1058, un fratello di Benedetto IX con altri nobili romani tentò di riprendere il controllo del pontificato. Di notte fecero entrare nella città una moltitudine di armati e acclamarono papa il vescovo di Velletri, Giovanni, che prese il nome di Benedetto X. Ma san Pier Damiani si rifiutò di riconoscerlo e consacrarlo. I nobili allora diedero l’incarico a un semplice sacerdote di Ostia. Si trattava chiaramente di un’elezione e di una consacrazione irregolari, per cui Benedetto X venne subito considerato un antipapa. Durò poco. Verso la fine dello stesso anno, i cardinali fuggiti a Siena elessero Niccolò II che convocò subito un Concilio per deporre e scomunicare Benedetto X. Costui l’estate successiva si sottomise a Niccolò, e venne rinchiuso nella basilica di S. Agnese fuori le mura, ove rimase sino alla morte.
(Continua)