FMA
di Maria Antonia Chinello
Le Figlie di Maria Ausiliatrice di Cerignola di Puglia hanno inaugurato il “Punto Giovane”
Il
Punto Giovane dell’Oratorio Centro Giovanile di Cerignola ha solo un anno di
vita.
La sua apertura la si deve alla tenacia degli stessi giovani, che
hanno restaurato da soli l’ex pista di pattinaggio in disuso da tempo.
Ora, è punto d’incontro, di attività ricreative e formative, aperto a
tutte le ore, soprattutto serali e notturne.
Era il 22 novembre 2004. Nell’aria l’entusiasmo era palpabile, sembrava di poterlo tagliare a fette.
Il Punto Giovane veniva inaugurato, dopo circa un mese e mezzo di duro lavoro da parte dei giovani del quartiere, che avevano rimesso a nuovo i locali. Alla cerimonia di apertura, c’erano il sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, il consigliere provinciale e alcuni consiglieri comunali.
Il sindaco, nel suo intervento, ha sottolineato e lodato più volte l’opera che da sempre le Figlie di Maria Ausiliatrice svolgono sul territorio e in particolare nel quartiere a rischio, dove è ubicato l’istituto. Anche suor Mariella D’Ippolito, animatrice della comunità, ha ringraziato le autorità presenti, soprattutto perché, ancora una volta, si sono mostrate sensibili ai problemi del disagio giovanile, evidenziato dalla mancanza di strutture idonee per il recupero dei giovani in questo quartiere.
Accanto ai ragazzi e alle ragazze del quartiere, si sono affiancati cooperatori, exallieve, genitori e animatori. Insieme con suor Maria Grazia Rizzo, responsabile dell’Oratorio Centro Giovanile, hanno contribuito anche con aiuti economici a lanciare e a far camminare questa scommessa e promessa di vita giovanile. La finalità è chiara, stampata sui fogli del progetto, ma ancora di più nella mente e nelle scelte educative che la reggono: costituire un luogo di riferimento, di accoglienza e di ritrovo per tutti i giovani che vivono senza modelli di vita, trovandosi molte volte in balia della delinquenza minorile. Tutta la comunità educante, perciò, si propone di aiutare ed educare tali giovani nello stile salesiano, continuando l’opera di Don Bosco e attuando gradualmente un progetto formativo su misura.
Cerignola è una cittadina in provincia di Foggia, ai margini del Tavoliere delle Puglie. È un importante nodo di comunicazioni stradali e uno dei maggiori centri agricoli della regione; alla sua attività intensa rurale sono collegate efficienti industrie alimentari. Nonostante queste premesse, è sempre risultata una città ad alto rischio giovanile. C’è da sottolineare, tra gli altri, il fenomeno preoccupante delle bande minorili, dedite ai furti di auto da destinare al mercato dei pezzi di ricambio o al traffico con i paesi dell'Est europeo. Il tasso di dispersione scolastica nell’intera città è molto alto, ma nel quartiere dove operano le Figlie di Maria Ausiliatrice raggiunge il picco maggiore. A questo si aggiunge la totale mancanza di punti di aggregazione giovanili e di centri per il recupero e la prevenzione.
Il progetto educativo del Punto Giovane è il risultato di un lavoro di studio e riflessione di una commissione appositamente formatasi tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, i cooperatori, le exallieve, gli insegnanti e animatori dell’Oratorio Centro Giovanile.
Scegliendo di aprire un tale spazio di aggregazione, ci si mette a disposizione del territorio e della Chiesa locale per un’azione preventiva a favore di adolescenti e giovani che vivono ai margini della legalità, per strapparli alla strada, attraverso azioni integrate con la scuola e con le famiglie, e per stimolare e sostenere la loro integrazione nel tessuto sociale e l’inserimento graduale nel mondo del lavoro.
Il grande orizzonte entro cui si situa, giorno dopo giorno, la risposta della comunità fma e dei giovani stessi, è la prevenzione della marginalità giovanile, attraverso una serie di azioni volte a promuovere competenze sociali di base quali l’autonomia, la collaborazione, la comunicazione, nonché la crescita personale, rafforzando l’autostima e promuovendo atteggiamenti positivi con le persone e con l’ambiente.
«L’idea del Punto Giovane - ricorda suor Maria Grazia Rizzo – è nata attorno a un tavolo di calcetto, in modo quasi casuale. Un gruppo di loro frequentava sporadicamente l’oratorio, e il punto di ritrovo era proprio un vecchio “calcio balilla”, che aveva come unico pregio il costo dei gettoni di molto inferiore a quello delle sale giochi. I ragazzi avevano tutti dai 14 ai 20 anni e ci siamo subito rese conto che poteva essere un’occasione d’oro per agganciare, attraverso di loro, anche gli altri del quartiere che non avevano e non hanno punti di riferimento adatti.
Pur con numerose difficoltà dal punto di vista organizzativo e di risorse, cominciammo ad accoglierli tutti i giorni dalle ore 18 alle 22. Non fu semplice all’inizio instaurare un qualsiasi tipo di dialogo, ma gradualmente cominciarono a sentire come loro quella stanzetta che ormai avevamo adibito a uso e consumo».
Ma non è tutto facile. Il chiasso dei “ragazzi del calcetto” disturbava gli incontri formativi di quelli che frequentavano il Centro Giovanile; e anche chi voleva intrattenersi qualche minuto in preghiera nella vicina cappella, non trovava facile il raccoglimento. Il loro girovagare, inoltre, per i corridoi della casa e tutto il resto fecero nascere la necessità di un luogo in cui potessero sentirsi di casa.
«Dopo aver riflettuto a lungo – continua suor Mariella D’Ippolito - l’attenzione cadde su una ex-pista di pattinaggio coperta, ormai in disuso da qualche anno. Il locale era spazioso e, a prima vista, adatto ma quasi fatiscente, e necessitava di una ristrutturazione. I ragazzi, messi al corrente della necessità di risistemare gli ambienti e, soprattutto, delle difficoltà a livello economico, con nostra grande sorpresa, ma con altrettanta gioia, si sono offerti spontaneamente di riordinarla. In fondo, sono del mestiere. Infatti, molti di loro sono apprendisti muratori o piastrellisti». La storia è poi quella di oggi: in due mesi i ragazzi hanno dato prova di grande disponibilità e tanto sacrificio. Appena terminato il loro lavoro, nel primo pomeriggio, li trovavi là, nella “loro” casa a lavorare… Instancabili. Oggi, come allora, i giovani sono i primi protagonisti del Punto Giovane: una risposta concreta al disagio e a chi scrolla la testa davanti ai giovani. Se si vuole, si può. Insieme, poi è ancora meglio!