DIBATTITI
di Severino Cagnin
Anche la pagina mensile di dibattiti vi augura un 2006 ricco di idee di ottimismo e… di pace. All’inizio di un anno vale la pena parlare di pace.
1° gennaio Giornata Mondiale della Pace: nelle chiese, nelle piazze, nelle scuole si parla, si discute e si prega per questo bene, condizione prima per vivere insieme. Oggi è più difficile di ieri. Vicino a noi c’é gente di lingua diversa, di cultura e tradizioni altre, di religione e comportamenti morali propri. Rifiutare tutti non è possibile. Accogliere senza criteri e norme adeguate è pericoloso. La diversità impera ormai dovunque: nel lavoro, a scuola, nella musica, nella moda, in cucina, per la strada. Stiamo diventando società cosmopolite. La globalizzazione riduce le distanze e… aumenta le diversità. Ormai anche la letteratura conferma queste tendenze. Il SuperCampiello 2005 è stato assegnato inaspettatamente a un autore sconosciuto, Pino Roveredo. Ha esperienze multiple: ha lavorato in fabbrica, ha fatto l’operatore di strada, ha collaborato con organizzazioni umanitarie… Mandami a dire ha pagine strane e stupende su come accettare persone che vivono nell’ombra, nel disagio e nella minorazione fisica e mentale che lui stesso ha provato. Se non sentiamo questa debolezza e nello stesso tempo questa sacralità dell’esistenza – sembra dire Roveredo – non capiremo i problemi del mondo, della nazione, della famiglia e nemmeno della persona. Analogo e diverso è il diario-racconto a due mani James & Virginia la facevano complicata...,dove Emanuela e Lorenzo confessano pensieri, ansie, gioie e timori che nascono nella relazione madre/figlio. La pace si comincia a costruire in famiglia, vivendola tra le mura domestiche, esercitandola con i propri familiari…
Per un discorso globale sulla pace, tuttavia, oggi non si può prescindere dall’Islam che si presenta alla ribalta del mondo con una fede aperta, dichiarata e vissuta, ma anche con un’aggressività che arriva al terrorismo. E il mondo – per la prima volta “tutto”, senza eccezioni – è in allarme e sta conoscendo la paura. L’evento delle Due Torri, e le stragi recenti portate a termine con un’arma inconsueta, la bomba umana, lascia attoniti e con il fiato sospeso. Sul versante opposto, convegni, testimonianze, dichiarazioni di enti internazionali e di confessioni religiose parlano di accoglienza degli elementi positivi da qualsiasi parte provengano. Cito, su tutti, la parola e l’azione di papa Benedetto. Fortunatamente non è più solo. Magdi Allam propone la pacificazione tra Islam ed Europa. Il suo Vincere la paura ha un successo di lettori e di valutazioni critiche insperato. Efficace il sottotitolo, La mia vita contro il terrorismo islamico e l’incoscienza dell’occidente. Alla base di tutto sta il valore della “tolleranza”. Ciò esige autonomia da ogni concezione filosofica e religiosa, la quale faccia credere di dare la verità, in opposizione agli altri: si richiede cioè una “giusta laicità”, come ha sempre affermato papa Wojtyła. Su tali fondamenti teoretici il saggio di Giulio Giorello dal titolo: Di nessuna chiesa che si riferisce a Popper, Heidegger e Martin Buber, dove afferma: “C’è uno scopo per la specie umana: il nostro scopo è la creazione della pace. Il mondo dell’umanità è fatto per diventare una cosa sola”. Dibattito aperto e, ce ne rendiamo conto, non facile.