VARIA
di Mauro Mantovani
Come affrontare oggi il tema dell’educazione alla pace?
Un contributo interessante per formarsi e formare alla pace e alla convivenza tra gli uomini e i popoli è senz’altro l’esperienza vissuta da un gruppo di venti docenti (metà israeliani e metà palestinesi) ospiti dal 26 settembre al 1° ottobre 2005 dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, in occasione del I Corso intensivo di qualificazione per operatori nel civile, nella pace e nella democrazia organizzato e sponsorizzato dalla Facoltà di Filosofia. Uno stage di 60 ore di lezione e varie visite culturali ha permesso di approfondire i valori della democrazia e della pace, con particolare attenzione alla psicologia, alla qualità della comunicazione, al valore della non-violenza, alla giustizia, alle religioni monoteiste e alle qualità umane indispensabili per i leader e per gli educatori. I temi: Dialogo interreligioso tra le religioni monoteiste; Approccio filosofico al dialogo interreligioso; Il tema della pace nei testi sacri; Psicologia ed educazione alla pace; Teatro ed educazione alla pace; Media ed educazione alla pace; I conflitti nel mondo; Musica e politica; Metodologia della coesistenza pacifica; Giovani, ecologia e pace; Gandhi e la non-violenza; Tolstoj e la non-violenza; Educare al perdono e alla riconciliazione.
I corsi accademici fanno parte di un vasto progetto elaborato dalle due organizzazioni culturali che hanno collaborato per la realizzazione di questa iniziativa, una israeliana (ESHED) e una palestinese (PCAS: Palestinian Center for Alternative Solutions). Scopo preciso del corso, già avviatosi con una settimana residenziale tenutasi a Gerusalemme presso il Centro Salesiano di studi teologici di Ratisbonne, “è la convivenza pacifica tra Ebrei e Palestinesi. Tale ideale è raggiungibile - come ha affermato il dr. Rami Degany, responsabile di Eshed - se la gioventù viene educata a una vita sociale attiva, consapevole dei valori democratici, nel pieno rispetto delle persone e delle nazioni di qualsiasi etnia e cultura. Il ruolo chiave di questo progetto consiste nell’educazione tramite la formazione di docenti e leader capaci di incarnare nelle istituzioni e trasmettere i valori sociali indispensabili alla pace”.
Tutti sappiamo che cosa ha significato, particolarmente in questi ultimi decenni, la trascuratezza di questi valori, a partire dalla situazione della terra cosiddetta “santa”, laddove si incontrano le tre principali religioni monoteiste. “Proprio per evitare pericolosi estremismi e fondamentalismi - sottolinea il dr. Nadal Jayousi, responsabile del Pcas - ci impegniamo in prima persona in un lungo e non facile processo educativo che coinvolge per primi gli insegnanti delle scuole e i responsabili delle comunità locali”.
I partecipanti al corso, accolti dal Rettore Magnifico dell’Ups, don Mario Toso, e dai suoi collaboratori, hanno potuto anche visitare diversi luoghi significativi di Roma e dintorni: il Centro Culturale Islamico, la Sinagoga romana e l’area circostante, gli scavi archeologici di Ostia Antica. Mercoledì 28 settembre l’intero gruppo ha partecipato in Vaticano all’Udienza generale del Santo Padre, che ha benedetto l’iniziativa augurando a tutti i partecipanti frutti abbondanti di pace e di gioia.