I NOSTRI MORTI

 

SANGALLI sr. Luigia, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Lecco, il 18/06/2005, a 84 anni

Nata in una semplice famiglia di artigiani, nella quale l’unione di pensieri e di affetti permetteva a tutti di godere delle semplici gioie della vita, Luigia ha imparato molto presto l’arte della sarta nella quale ha impegnato tutta la sua vita. Entrata nell’Istituto già adulta, dopo la professione religiosa passò in diverse comunità dei salesiani prestando, in mezzo a loro e ai numerosi ragazzi, il proprio servizio di sarta: Milano, Missagliola, Como. La sua caratteristica era quella di accompagnare il suo lavoro con la preghiera. Pregava a voce alta, scandendo lentamente le Ave Maria e altre preghiere devozionali. Con il declinare delle forze, ha dovuto lasciare a poco a poco la sua attività, ma non ha mai abbandonato la preghiera.

 

TERENZI sr. Ciavanna, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Alassio (SV), il 22/06/2005, a 78 anni

All’età di 21 anni, Giovannina decide di consacrarsi al Signore nel nostro Istituto. Visse i primi anni a Vallecrosia (IM) dove svolse il lavoro di guardarobiera e altre preziose mansioni domestiche presso i salesiani. Oltre cinquant’anni di generoso e ininterrotto servizio che fa dire ai confratelli dell’Ispettoria: “Dobbiamo elevare un monumento di gratitudine a suor Giovannina per la dedizione incondizionata, le premure materne, i notevoli sacrifici fatti per noi”. E lei: “Li ho amati come fratelli e figli”. La vita di suor Giovannina è stata intessuta di lavoro e preghiera. Una vita semplice e serena, pur nelle tribolazioni, soprattutto quelle causate da un forte diabete giovanile che l’ha consumata giorno dopo giorno. “Nell’unione con il Signore ho trovato la forza per andare avanti con fiducia e generosità”, confidava a chiunque le chiedesse il segreto della sua gioia.

 

GIOVAGNOLI sig. Valentino, coadiutore,

Civitanova Marche (MC), il 1°/07/2005, a 75 anni

“Il ‘sagrestano’ è il mio mestiere”. Lo è stato a Civitanova, a Terni e per più di trent’anni ad Ancona. Attorno all’altare si sentiva a casa sua. Non ci stava da solo. Era animatore della preghiera dei fedeli. Guidava il rosario della comunità parrocchiale e nelle sere del mese di maggio imbracciava l’icona di Maria Ausiliatrice e la portava in punti strategici della parrocchia. La sua corona più bella sono però stati i “ministranti”. Ne ha curati schiere. Per loro organizzava concorsi e gare. Con loro ha vissuto storiche gite premio. Intesseva con i singoli ragazzi un dialogo educativo di piccolo, ma efficace cabotaggio. Ha collaborato a tenere i contatti con le famiglie della parrocchia e si è reso disponibile anche come “ministro straordinario dell’eucaristia”. Finché il morbo di Parkinson glielo ha permesso, anche con sforzo e sacrificio, appoggiandosi come poteva e strisciando i piedi a piccoli passettini, ci ha tenuto a essere lui a tenere in ordine la chiesa. In vicinanza del Natale il suo retro/sagrestia diventava laboratorio di costruzione di originali mini/presepi da donare a tutti. Si è fatto voler bene da tutti (N. Centioni).

 

PECORARO sr. Teresa, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Palermo, il 13/02/2005, a 83 anni

Terza di sei figli, respira in famiglia un clima ricco di valori umani e cristiani. Dopo la seconda guerra mondiale, Teresa decide di donare la sua vita a Cristo nell'Istituto delle FMA e intraprende l'itinerario formativo che il 5 agosto 1948 trova il suo compimento nella professione religiosa. Di temperamento sereno e mite, suor Teresa si è caratterizzata per la bontà che ha saputo esprimere attraverso la dolcezza e la fermezza. Pienamente matura dal punto di vista umano e cristiano, ha irradiato con la sua vita l'amore che aveva per Cristo. Ha trascorso quasi tutta la vita religiosa con i bambini della scuola materna, esprimendo la sua maternità spirituale e realizzando la missione di educatrice salesiana, non solo con i piccoli che l’amavano teneramente, ma anche con i genitori con i quali sapeva instaurare un dialogo educativo che si trasformava in stima e rispetto.

 

DONADON sr. Maria, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Rosà (VI), il 15/02/2005, a 91 anni

Rimasta presto orfana del padre, morto in guerra, la mamma non le fece mancare né affetto, né possibilità di formazione culturale; per quel tempo non era davvero poco ottenere il diploma di maestra di scuola elementare! Dopo la professione religiosa, è già insegnante di lettere a Conegliano poi a Padova. Insegnerà per 35 anni. Sempre puntuale nel suo lavoro, si preoccupava eccessivamente perché era convinta di non essere sufficientemente preparata per un compito tanto importante come l’insegnamento. Dalle alunne esigeva precisione nei compiti, diligenza nello studio, senso di responsabilità, e sapeva amarle e aiutarle con costante dedizione, perché tutte potessero raggiungere le opportunità sufficienti per un impiego dignitoso nella vita. Lasciato l’insegnamento, suor Maria accettò con sollievo il servizio di portinaia. Accoglieva i bambini e i genitori con affabilità e pregava per tutti quelli che aveva incontrato e che incontrava lungo la giornata.

 

CURTO sac. Faustino, salesiano,

Pedara (CT), il 13/04/2005, a 92 anni

75 anni di vita religiosa, 68 di sacerdozio: tre quarti di secolo spesi per fare il bene, predicare, insegnare, confessare, consigliare, dirigere. Migliaia di suoi ex alunni lo ricordano come un insegnante eccellente e un uomo inimitabile. Per le sue doti di mente e di cuore gli sono stati assegnati sempre incarichi e attività di tipo culturale, artistico, turistico. Fu parroco, direttore, preside. Brioso, attento, completo come conferenziere, fu anche poeta, giornalista, storico. Tra l’altro, dettò ricerche storiche provenienti dai documenti di un inesplorato archivio comunale. Il 31 ottobre 1981 assieme al fratello generale Giuseppe Curto fu insignito a Bologna del riconoscimento internazionale per le lettere e le arti visive. Aveva scritto: “Quando verrai, Dio, non dovrai bussare, sarò sui gradini di casa ad aspettare!”.


PAROTTI sr. Battistina, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Torino, il 31/01/2005, a 93 anni

Oratorio, Azione Cattolica, messa quotidiana, grande devozione alla Madonna e a Gesù Sacramentato, uno zio salesiano sono i tanti e preziosi elementi che hanno suscitato e sostenuto la sua vocazione e la sua missione. Divenuta FMA a Milano, venne a Torino per diplomarsi come infermiera professionale. Nel 1961, non più giovanissima, ma ricca di esperienza e di interiorità, entusiasta della sua vocazione, parte per l’Argentina. Per quarant’anni lavorerà in terra di missione prestando la sua competenza infermieristica in luoghi diversi e con tante categorie di persone. Il suo segreto sta nella sintesi serena ed equilibrata tra attenzione umana, annuncio della Parola e sostegno spirituale. Ricorda con tenerezza il contatto con molte giovani di condizione disagiata e l’incarico specifico di “prepararle ad affrontare una vita onesta, mediante una formazione cristiana e umana secondo il nostro metodo educativo”. Suor Battistina aveva ben presenti nella mente e nel cuore il significato e l’efficacia del carisma salesiano.

 

FENAROLI sr. Adele Maria,Figlia di Maria Ausiliatrice,

Sant’Ambrogio Olona (VA), il 02/02/2005, a 91 anni

L’anelito missionario ha caratterizzato la sua vita fin dai primi anni della formazione. Infatti, due mesi prima della professione religiosa, dal Noviziato di Casanova passò in Inghilterra dove fece professione e qui rimase per 13 anni occupandosi dell’insegnamento della scuola elementare a Londra e poi del guardaroba. Nel 1948, per problemi di salute, ritornò in Italia, nella Casa generalizia di Torino, dove lavorò nella stamperia. Passò poi nella casa “Madre Mazzarello” dove curò per quasi dieci anni il Museo Missionario e in seguito passò a Bessolo in Piemonte e in case della Lombardia (Brescia e Varese), con piccoli incarichi di insegnamento della lingua inglese a bambini e ragazzi. Suor Adele è stata un’anima semplice, devota di Maria Ausiliatrice, amante della preghiera cui ricorreva sovente, anche nei momenti più cupi e faticosi dei suoi anni di vita religiosa.

 

ARDENGHI sac. Mario, salesiano,

Ferrara, il 07/08/2004, a 74 anni

Don Mario se n’è andato senza disturbare, dopo molta sofferenza cristianamente sopportata. L’adenoma ipofisario e i conseguenti interventi al cervello ne avevano da tempo debilitato l’organismo. Dotato di grande intelligenza, di fine senso dell’umorismo e di profonda fede, sapeva sorridere anche della sua malattia. Aveva passato 27 anni in Rwanda come missionario e quel periodo era rimasto nella memoria e nel cuore. Avrebbe voluto tornare a morire laggiù, dov’era “diventato africano”: “Mon coeur est en Rwanda”, scriveva a un confratello. La terribile guerra civile tra Hutu e Tutsi, poi trasformatasi in orrendo genocidio, lo riportò definitivamente in patria, ma non gli cancellò dalla mente le tragedie della sua missione, specie Musha, nella cui chiesa, dov’era stato vicario parrocchiale, vennero massacrati 1200 Tutsi. Era convinto che i contrapposti interessi delle grandi potenze avessero favorito quel massacro. Da salesiano convinto e coerente, stava volentieri con i giovani, con loro scherzava, cantava, suonava la chitarra, chiacchierava… Finché ha potuto è rimasto sulla breccia. Scompare con lui una esemplare figura di salesiano.

 

DE RENZIS sac. Nicolino,cooperatore salesiano,

Roseto Valfortore (FG), il 27/12/2004, a 93 anni

Ricordo e gratitudine per don Nicolino resteranno in eterno nella memoria e nel cuore dei suoi cittadini e in quanti l’hanno conosciuto. Per la sua poliedrica attività a favore della gioventù, durata per più di 70 anni, ha meritato l’appellativo di “Padre e maestro dei giovani”, come Don Bosco. E come del santo dei giovani egli seguì le orme sia mettendo in pratica il sistema preventivo, sia spendendosi per i ragazzi, con una disponibilità esemplare. E’ morto carico di anni e di meriti. Nella Chiesa Madre, presente l’intero paese, ne ha celebrato i funerali il vescovo di Lucera. Tutti i canti che hanno animato la toccante funzione religiosa sono stati scritti e musicati dallo stesso don Nicolino.

 

CICCARELLI sac. Nicola,salesiano,

Roma, il 15/06/2005, a 81 anni

Crebbe in una famiglia di gente semplice e laboriosa, ricca di fede e di virtù cristiane che Nicola assorbì e mise a frutto. Sesto di otto figli, presto dalla sua indole buona e generosa fu portato a scegliere la via del sacerdozio, entrando nel seminario di Sulmona. Ma non molto più tardi passò ai salesiani dove, ordinato sacerdote, lavorò in varie case dell’ispettoria romana, tra i ragazzi come insegnante di musica e di educazione fisica, o come direttore dell’oratorio e/o dell’opera. Fu sempre apprezzato dalla gente, dai giovani e dai gruppi della Famiglia Salesiana cui si dedicò sempre con amore e dedizione. Il BS del gennaio 1986 presenta un ampio articolo sul Centro di accoglienza di Roma-Sacro Cuore proprio al tempo in cui don Nicola ne era il responsabile.

 

SZELIGA KOSIK sac. Edmundo, salesiano,

Lima, il 03/09/2005, a 94 anni

Polacco di nascita, il padre Szeliga si è talmente integrato nella realtà peruviana da essere considerato “un nativo”. In Perú trovò dunque la sua nuova patria e l’amò con tutto se stesso. Fu il fondatore dell’Istituto Peruviano di Ricerca Fitoterapica Andina (IPIFA). Quaranta anni della sua lunga vita li dedicò allo studio delle erbe e piante medicinali, raggiungendo una vasta conoscenza e divenendo famoso nel mondo, meritando non pochi riconoscimenti. Anche i tentativi di sfruttarlo furono numerosi, ma seppe opporsi con oculatezza e fermezza. Il BS ne ha parlato nella rubrica ON LINE nell’ottobre 2001, a proposito delle notevoli proprietà curative di una pianta chiamata “Unghia di gatto”, fattagli conoscere dagli sciamani degli Indios, presso i quali visse qualche tempo come missionario. Fu un grande scienziato e un grande salesiano di cui la congregazione non può non andar fiera.