IL MESE

di Savina Jemina

GENNAIO

IL FRUTTO DEL MESE

ARANCIA

Dall’arabo na-rang e dal sanscrito na-garanja, gradito dagli elefanti. Originario dal Sud-est asiatico, l’albero arriva nell’Italia meridionale con gli arabi e in secondo momento dal Portogallo. L’arancia conquista subito le tavole dei nobili (simbolo di ricchezza e abbondanza), e nei primi decenni del Novecento si diffonde anche tra le classi popolari. Le principali varietà italiane sono: tarocco (siciliano, senza semi), moro (polpa rossa), sanguinella (più piccola e scura), navel, americana, con un secondo frutto nella parte alta. L’arancia è ricca di vitamina C (una è sufficiente per il bisogno giornaliero), calcio e potassio: cento grammi forniscono 34 calorie. È usata per preparare marmellate e cosmetici antirughe. La buccia serve per ottenere liquori e canditi. In infusione con il tè, aiuta a digerire e ha funzioni antisettiche; posta sui caloriferi, profuma l’ambiente. Quella amara è tipica per l’“anatra all’arancia”.

 

L’ITALIANO DEL GIORNO

IL “BESTIARIO” DELLA BIBBIA

IL CAMMELLO

Nella Bibbia sono nominati decine di animali. Ogni mese accenneremo a uno, citato in una Lettura festiva del mese. Nella prima lettura dell’Epifania (Is 60,6), si legge: “Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa”. Il cammello è nominato 65 volte nella Bibbia e si distingue dal dromedario perché questo ha una sola gobba. Nell’A.T. il cammello è descritto sia come cavalcatura, sia come bestia da soma. Pur apprezzato per la sua resistenza e adattabilità, è considerato impuro, “perché rumina, ma non ha l’unghia divisa” (Levitico 11,4). Nel N.T. - e nelle raffigurazioni artistiche delle chiese - simbolizza temperanza e saggezza, con riferimento alla parabola della cruna dell’ago (Mt 19,24) e alle “guide cieche” che filtrano il moscerino e ingoiano, appunto, il cammello (Mt 23,24).