PRIMO PIANO
Dal 1997è Direttore Responsabile della rivista IL CARABINIERE. L’abbiamo intervistato.
Colonnello, la rivista Il Carabiniere che lei dirige è scritta per tutti i cittadini o solo per i membri dell’arma e loro familiari?
Il Carabiniere è un periodico di antica tradizione - risale al 1872 - ed è nato, in origine, a uso interno dell’Istituzione. Dal 1983 per l’ampiezza del panorama informativo, la rivista è stata definita dall’Ordine dei Giornalisti “mensile di grande informazione e cultura professionale”. Al momento, l’80% dei nostri lettori non è militare.
Che cosa vuole trasmettere questa vostra pubblicazione?
Vuole essere uno strumento con cui l’Istituzione si propone non solo come garante di sicurezza pubblica e privata, ma anche come portatrice di cultura e di valori; tra questi figurano senz’altro la solidarietà, il senso della giustizia e lo spirito di servizio.
Abbiamo letto che a volte parte del ricavato della campagna abbonamenti va ad alcune associazioni (LumbeLumbe VIS VIDES Marchini) che si occupano di solidarietà.
Il carabiniere non è solo un professionista vicino alla gente per debito di servizio, ma anche e soprattutto un uomo che ha scelto di realizzarsi, anche nel credo di quei princìpi di solidarietà e di disponibilità che, da prima della scelta dell’uniforme, egli ha profondamente radicati nel suo bagaglio spirituale.
Probabilmente costituisce una sorpresa per molti la libertà con cui un ufficiale della Benemerita possa anche fondare una ONLUS per aiutare i più svantaggiati… E’ un’eccezione?
Molti ufficiali, marescialli, brigadieri e carabinieri si adoperano concretamente in quella che, con termine un po’ generico, si usa definire “beneficenza”, sia economicamente sia personalmente; si deve però dire che il Ten. Col. Governatori è stato il primo, con l’approvazione dell’Arma, a percorrere questa via della fondazione di una ONLUS.
Parliamo del calendario: ci può dire qual è la tiratura?
Il Calendario dell’Arma tira circa 1200000 copie; la sua storia inizia nel 1928 e le annate vanno a ruba, sia da parte degli estimatori, sia nel mercato dei collezionisti. C’è da rilevare che i cittadini ammirano l’Arma dei Carabinieri e considerano una dimostrazione d’affetto reciproco e un punto di orgoglio possederne il Calendario.