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UZURI

Uzuri in swahili significa “bello”, ma la sua è una vita d’inferno. Uzuri è un “ragazzo/serpente” e ha 10/12 anni, non si sa bene. E’ uno di quelli che, abbandonata la scuola perché non aveva soldi per comprarsi l’uniforme, è finito nelle miniere di Ashura nel nord della Tanzania, a cercare la “tanzanite”, la pietra blu che in gioielleria costa un occhio della testa, ma che quando lui la trova, infilandosi negli strettissimi cunicoli delle miniere (per questo li chiamano “ragazzi/serpente) si becca, a seconda delle dimensioni, fino a 100 $, il che capita molto raramente; se no per il massacrante e inumano lavoro che è costretto a fare gli rifilano poco più di mezzo dollaro. Vive in una baracca tirata su alla meglio con altri sventurati come lui, ed è destinato, prima o poi, a prendersi la silicosi o la tubercolosi, e allora dovrà andarsene a cercare fortuna altrove. Ma dove e come, non lo sa nemmeno lui. Il nome scientifico di questa pietra, gioia dei ricchi occidentali e disgrazia dei “ragazzi/serpente” è zoisite. Se provate a pronunciarla in inglese vi accorgete che ha assonanza con la pronuncia di suicide. Proprio per questo mister Tiffany, il famoso gioielliere USA, gli diede il nome del Paese di provenienza. Se comprate una “tanzanite” ricordatevi da dove viene.