LETTERE AL DIRETTORE

 

HALLOWEEN. Egregio Direttore […], ho notato che lei è critico con Harry Potter. E allora halloween? E allora i pokemon? […]. (1)

Vilma, Modena

Sono altrettanto critico, cara prof. Halloween era una festa celtica, si celebrava la notte dal 30 ottobre al 1° novembre come omaggio al “Signore della morte” e ci si mascherava con pelli di animali uccisi per spaventare gli “spiriti cattivi”. Per l’occasione case, strade, piazze, vicoli erano illuminati da rape (gli americani le trasformeranno poi in zucche) intagliate, con dentro le braci del “fuoco sacro” regalate dal diavolo (?). Halloween ci riporta in pieno paganesimo, inutile nascondercelo. Secondo gli antichi celti la festa segna l’inizio del “cold, dark and dead”, un vero culto “nero”. Furono i coloni irlandesi a introdurla in America, dove impazzò con la sua lanterna a zucca e il codazzo di teschi, scheletri, streghe, démoni… Halloween è un gran carnevale ma ben peggiore del nostro, un carnevale satanico in cui suoni e danze sono indubbi richiami all’antico “sabba”, la macabra festa notturna dei demoni e delle streghe (ascolti “Una notte sul Monte Calvo” di Mussorgsky e “sentirà” che cos’è un sabba). Se ne accorse a suo tempo la Chiesa che questa festa non era niente di buono, e per tentare di stornare l’attenzione della gente da riti più o meno satanici, Gregorio IV spostò la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre. Nel secolo X, fu poi introdotta anche la festa dei defunti il 2 novembre. Ma, a quanto pare, Halloween sta riprendendo quota. E non è un bene, a mio parere! Per i bambini sarà pure un gioco, ma lo vedo pericoloso e per niente educativo. In certe zone per partecipare a questo strano divertimento gli organizzatori consegnano ai bambini una tessera. In quella di Halloween del 2000 c’era scritto: “Faccio parte dei démoni di Halloween e m’impegno a fare cose mostruose”, poi la firma. Bella pedagogia! E i pokemon? Beh… alla prossima puntata.

 

 

TORNATO ETERO.Caro Direttore, le scrivo dopo aver letto la lettera di Alex, che parla di omofilia (BS ottobre 2005). Non ho la pretesa di rispondergli. Voglio solo dare la mia testimonianza. Ho ora 35 anni. Per diversi motivi legati alla mia infanzia sono cresciuto con tendenze omosessuali. E sono andato avanti così […]. Dopo i 20 anni ho ritrovato la fede, dopo averla perduta a causa della mia condizione […]. Sono stato a colloquio con un sacerdote psicologo […]. Il problema del peccato è misterioso ma esiste, sarebbe lungo esprimere come ho compreso del progetto armonico di Dio, ecc. ecc., come il suo amore voglia un universo ordinato […]. Ebbene, sono tornato normale, eterosessuale. Vedetela come volete, ma è così. Non solo: sono fidanzato e a Dio piacendo presto mi sposerò.

Stefy@…, NN

Ti ringrazio della tua testimonianza che è davvero un balsamo per tanti che non credono alla possibilità di ripresa dell’uomo, alla sua perfettibilità, alla sua forza di direzionare le proprie tendenze. Fai parte di quella schiera di persone che hanno avuto fiducia in Dio e in se stessi. Sì, anche in se stessi perché il primo medico di te stesso sei proprio tu!

 

QUESTA SOCIETÀ. Gentile direttore, sono abbastanza schifato di una società che considero pessima. Sono già anziano, e solo. [...] Vedo attorno a me indifferenza ma anche ostilità, corsa ai soldi, ai divertimenti, allo scoop, alla parata, insomma all’esteriorità. [...] Si può sapere che cosa non va?

Antonio, Genova

Caro Signore, l’uomo moderno, a mio parere, ha smarrito lo spirito perché ha troppo cercato la materia. È facile fare qualche riflessione in proposito. Quello che l’uomo fa e quello che desidera denunciano la perdita della parte interiore di sé a vantaggio di ciò che è esteriore, ahimè! Abbiamo palazzi sempre più alti ma moralità sempre più bassa; appartamenti sempre più ampi e famiglie sempre più piccole. Possediamo sempre di più ma siamo sempre meno soddisfatti. Abbiamo sempre più comodità ma ci ritroviamo con sempre meno tempo per goderne. Abbiamo sempre più leggi, ma sempre meno cittadini che le rispettano; sempre più tempo libero a disposizione, ma ci lamentiamo di essere sempre più stressati. Sono idee espresse – più o meno – anche da un attore comico americano – George Carlin – abbastanza noto almeno nel suo paese, qualche decennio fa. In una trasmissione televisiva, scherzandoci su in modo clownesco, continuò a stigmatizzare i mali dell’uomo moderno: Abbiamo sempre più rimedi e… sempre più malattie; abbiamo moltiplicato le proprietà ma ridotto i valori; abbiamo imparato bene come guadagnarci da vivere ma non “come” vivere; abbiamo aggiunto anni alla vita ma non vita agli anni; siamo dei gran salutisti del corpo ma abbiamo inquinato l’anima; sappiamo ricavare ricchi profitti ma intrecciamo ben povere relazioni…

Credo che la litania potrebbe continuare ancora per molto e procedendo sempre per contrasti. Speri fortemente, come me, che i tifoni, gli tsunami, i terremoti, le alluvioni, le guerre, il terrorismo, le malattie (ne nasce sempre qualcuna nuova), le ribellioni, ecc… oltre a fare nascere rimedi, producano, tra tanti mali, anche qualche briciola di bene, come ad esempio far rinsavire un po’ l’uomo.

 

IL COMPENDIO. Caro Direttore, mi permetta un’osservazione all’articolo sul Compendio, (BS ottobre 2005) che ho trovato un po’ critico. Ma non le pare una buona cosa avere a disposizione un grande sunto della Dottrina Cattolica. Non c’è il rischio di mettersi in contestazione con il Papa e con la Chiesa?

Giampiero ( e anche Giorgio e Luigi)

Cari amici, l’articolo in oggetto non vuole essere una contestazione al Compendio. Men che meno alla Chiesa o al Papa. Vuole solo rendere accorti parroci e catechisti affinché il volume in questione non diventi un assoluto, l’unico riferimento dottrinale della Chiesa. “Il Libro” - per antonomasia - deve restare la Bibbia, e testi base della dottrina sono i catechismi che hanno richiesto un lavoro più che ventennale. Il “Compendio” (del catechismo del ’92 al quale in continuazione rinvia) è certamente un utilissimo “sussidiario”, adatto per spunti, meditazioni, discussioni, confronti, omelie, e quant’altro (certo anche per la catechesi); è una sintesi egregia, un vademecum (splendida cosa l’averlo regalato ai giovani della GMG di Colonia), quasi un “Bignami” della dottrina che stimola ad ampliare le ragioni della propria fede e ad approfondire quanto le sintetiche risposte annunciano. Insomma il “C” facilita l’approccio ai grandi temi della dottrina cattolica, ma non è il suo libro master. Sta avvenendo, invece, che molti parroci e catechisti lo considerino l’unico libro di riferimento. In alcune parrocchie hanno iniziato a fare il sunto del sunto, il compendio del “Compendio”. Altri pensano di “riscrivere“ le risposte, per i propri sacramentalizzandi, rendendole ancora più stringate e accessibili, in modo che si possano più facilmente mandare a memoria (un’altra versione del catechismo di Pio X?). Sono state queste eventualità - già in atto (conservo alcune lettere di catechisti e parroci al riguardo) - che ci hanno spinto a una recensione più meditata, con qualche puntualizzazione. Noi vogliamo fare un servizio positivo alla Chiesa della quale facciamo parte “toto corde et animo”, suscitando qualche interrogativo, come quello del linguaggio che per molti è oggi difficile da comprendere (anche in questo caso abbiamo fatto qualche verifica. Forse un giorno ne pubblicherò i risultati), usando categorie filosofiche che non si afferrano più, perché lontane dal pensiero e dalla terminologia attuali. La lettera di Carlo, prima liceo a Roma, pubblicata il mese scorso la dice lunga. Vi prego di rileggerla. La sua prof di filosofia se la prende con la patristica e la scolastica e le salta nel programma annuale, perché ormai superate. Ora le categorie usate nel “Compendio” fanno riferimento a patristica e scolastica. Credo che comprendiate il problema. Noi sogniamo una maggiore incidenza della Chiesa nella società, e una “presa” maggiore sui giovani che della Chiesa rappresentano il futuro. Prima di mandare in stampa l’articolo abbiamo interpellato più di un docente di catechetica e abbiamo riscontrato, pur nel generale consenso - cui ci associamo - alcune perplessità da noi espresse. Vi ringrazio tuttavia delle osservazioni.Sarà mio dovere essere ancora più attento alle parole e ai concettiespressi nella nostra rivista, perché risultino più chiari possibile, senza dar adito a interpretazioni che non corrispondono ai nostri intendimenti.

 

ATTENZIONE.Caro direttore, alcuni stranieri – non so nemmeno se appartengano alla stessa famiglia, vivono nel condominio dove abito e sono miei vicini (stesso pianerottolo). Parlano poco chiusi in se stessi, sono diversi da noi, nel parlare, nel vestire, nel “fare” […] Ma perché non se ne stanno a casa loro, nella loro terra, con quelli della loro razza […] Avrebbero meno problemi loro e meno noi […]

Ester, Torino

Cara Ester, un amico mi ha inviato tempo fa, via e-mail, una riflessione che le trascrivo. Ci faccia su qualche considerazione.

 

Attenzione prima di parlare di diversità,

di razze e di stranieri, attenzione, perché

il “tuo”Cristo è ebreo

la “tua” democrazia è greca

la “tua” scrittura è latina

i “tuoi” numeri sono arabi

la “tua” auto è giapponese

il “tuo” caffè è brasiliano

il “tuo” orologio è svizzero

il “tuo” walkman è coreano

la “tua” camicia è hawaiana…

Cittadino del mondo,non rimproverare il tuo vicino

di essere… uno straniero!


APPELLI

 

Sono una signora 56enne, pronipote di italiani. Mi piacerebbe corrispondere con persone che vivono a Roccaforte (CN) per fare scambi di foto. Tegaldo Santos Cladys, Calle 19 de Julio 1115 – V. Rodriguez, Dto. San José, Uruguay.

A scopo missionario cedo immaginette di santi poco noti a € cent. 0,10 cadauno. Chiedete l’elenco a Pascale Maria, Via Rodolfo Malorgio 10, 70013 Castellana Grotte BS.

Cerco amici che studiano teologia. Sono una ragazza di 20 anni. Colleziono libri religiosi e santini. Rispondo al 100%. Ceccarelli Claudia, Via Marco Minghetti 25, 04022 Fondi LT.

Ho 40 anni e vorrei corrispondere preferibilmente con ragazze di tutta italia per bella e sincera amicizia. Stefano Sanfilippo, Casella Postale 6, 55048 Torre del Lago Puccini LU.

Cerco qualcuno che sappia tradurre un libro dal giapponese del missionario salesiano don Stefano Dell’Angela. Ortolano Martin Antonietta, Via dell’Agnella 1, 33076 Pravisdomini (PN).