CHIESA

di Silvano Stracca

I BENEDETTI PRIMA DI BENEDETTO (4)

1300: altri due papi Benedetto dopo 250 anni. Benedetto XI, l’unico papa sul quale Dante non espresse un giudizio negativo. Benedetto XII, il papa avignonese che tentò invano di riportare la sede pontificia a Roma.

 

Il primo papa, Pietro il pescatoreDopo Benedetto IX, che fu papa per tre volte fra il 1032 e il 1048, e Benedetto X, l’antipapa deposto a fine 1058, dovranno passare circa 250 anni perché un altro pontefice assuma questo nome. Siamo dunque agli inizi del 1300, all’indomani del primo Anno Santo della storia della Chiesa indetto da Bonifacio VIII, che vide l’afflusso a Roma di un numero enorme di pellegrini, “l’esercito molto” di cui parla Dante rievocando la continua processione di gente che entrava e usciva dalla città. L’11 ottobre del 1303 muore Bonifacio VIII, un mese dopo il celeberrimo “schiaffo di Anagni” infertogli con un guanto di ferro da Guglielmo di Nogaret, rappresentante del re di Francia Filippo il Bello, scomunicato dal Pontefice. Affronto che riempì di sdegno anche molti avversari della politica di questo Papa, compreso Dante che considerò l’offesa come rivolta a Cristo stesso: “Veggiolo un’altra volta esser deriso; veggio rinovelar l’aceto e ’l fele”.

BENEDETTO XI

In un clima di tumulti e scontri, i cardinali si riuniscono in conclave a San Pietro. E già il 22 ottobre trovano l’accordo per eleggere un nuovo vicario di Cristo nella persona di Niccolò di Boccassio (o Boccasini), il quale assume il nome di Benedetto XI. Nato a Treviso nel 1240, il futuro Papa entrò presto tra i domenicani, percorrendo la carriera ecclesiastica sino alla porpora cardinalizia concessagli da Bonifacio VIII, al cui fianco si trovava quando il Pontefice venne catturato dai congiurati di Anagni. Di carattere mite, Benedetto XI si adoperò subito per una pacificazione generale. Ma Filippo il Bello chiese la convocazione di un concilio per condannare l’operato di Bonifacio. Il re di Francia piegò così alla sua volontà il Papa che abrogò la scomunica del predecessore, pur mantenendo inflessibilmente quelle contro gli autori del nefando attentato di Anagni. Quel passo però, sostiene il Gregorovius, rappresentò “la sentenza di morte del papato come organismo politico, il suo ritiro dalla posizione di dominio che vantava nell’universo e il solstizio della sua storia”.

Essendo ancora caotica la situazione a Roma, Benedetto s’era già trasferito a Perugia, dove morì improvvisamente il 7 luglio 1304. Forse avvelenato. ”Stando egli a sua mensa a mangiare”, racconta il Villani, “gli venne uno giovane vestito e velato in abito di femmina, con uno bacino d’argento, iv’entro molti belli fichi fiori, e presentogli al papa da parte di badessa sua divota. Il papa gli ricevette a gran festa, e perché gli mangiava volentieri, e senza farne saggio, perché era presentato da femmina, ne mangiò assai, onde incontanente cadde malato, et in pochi dì moriò”. La morte sarebbe stata causata da polvere di diamanti iniettata nei fichi. Ed anche se per il Gregorovius “si tratta certamente di un’invenzione”, non sembrano esservi motivi concreti per escludere l’assassinio da parte degli attentatori di Anagni, scomunicati giusto un mese prima. Il successore di Benedetto, Clemente V, e i papi che lo seguirono furono, infatti, completamente sotto l’influenza dei re di Francia e addirittura trasferirono la sede pontificia da Roma ad Avignone. Venerato quasi subito dai fedeli, e beatificato nel 1736, Benedetto XI è l’unico papa dell’epoca sul quale Dante non espresse un giudizio negativo.

BENEDETTO XII

Trent’anni esatti ed ecco un altro Benedetto. Il conclave che lo sceglie il 20 dicembre 1334 è il primo a riunirsi ad Avignone. Un conclave breve, meno di una settimana, che elegge al soglio pontificio il figlio di un mugnaio, il francese Jacques Fournier, soprannominato il “cardinale bianco” perché aveva mantenuto la sua veste da monaco cistercense. Alieno da qualsiasi nepotismo, Benedetto XII si rivela subito un papa riformatore che amministra la Chiesa con zelo e disinteresse. Si prodiga energicamente per eliminare tutti gli abusi che funestavano la corte pontificia. Vieta il cumulo dei benefici ecclesiastici. Ordina accertamenti sul patrimonio del clero secolare. Riorganizza gli ordini religiosi, cercando di limitare il lusso di quelli monastici.

Fornito di notevole cultura teologica, avverso a ogni eresia, pone fine alla controversia dottrinale sulla visione beatifica, sostenendo che l’anima del giusto gode di questa visione subito dopo la morte. Sollecito dell’unità della Chiesa, cerca di richiamare all’unione i cristiani orientali, ma con spirito intransigente fa redigere un elenco degli “errori” degli Armeni. Appena eletto, Benedetto XII ricevette un’ambasceria dei Romani che lo pregavano di riportare la sede papale nell’Urbe. Tentò d’esaudire la richiesta, ma si scontrò con il collegio cardinalizio che, controllato dal re di Francia, si oppose al ritorno a Roma. Il Papa si rassegnò e diede allora inizio alla costruzione della parte più antica del palazzo pontificio di Avignone, la cui austerità architettonica ben riflette la personalità dell’ex monaco, che disprezzava il lusso mondano. In tal modo dette però l’impressione di voler fissare la residenza del papato nella piccola città provenzale, come gli venne rimproverato dal Petrarca.

POLITICA ESTERA

L’attenzione del Pontefice si rivolse anche alla Mongolia e alla Cina con l’invio di una missione presso il Gran Khan dei Tartari e l’Imperatore a Pechino. Le sue trattative con l’imperatore d’Oriente per un’azione contro i Turchi non ebbero successo. E nessun risultato sortì la sua azione per pacificare l’Italia. Invano si adoperò per indurre alla tregua inglesi e francesi impegnati nella guerra dei cent’anni. Riuscì invece a conciliare i re di Castiglia e Portogallo con il conseguente consolidamento degli stati cristiani contro il mondo arabo. La morte colse Benedetto XII il 25 aprile 1342 in Avignone. La massima a lui attribuita, “Il Papa deve essere come Melchisedec, che non aveva padre, né madre, né genealogia”, dà un’immagine precisa di questo Papa, schivo da ogni potere personale e votato all’esclusivo ripristino dell’autorità della Chiesa. (4 – continua)