LETTERA AI GIOVANI
Carissimo,
so quanto sia difficile fare una domanda:
l’umiltà è ancora una virtù?
L’aquila appartiene alle alte vette. Il falco appartiene al vento.
L’umiltà non ha ali e non abita il cielo,
ma è il nido da cui si spicca il volo.
Può esibirsi e così cantare:
“È mio il canto degli uccelli, mio il cielo di primavera,
mio il verde dei prati.
Posso dire al giorno di sbrigarsi per dare spazio alla notte,
perché voglio sognare.
Posso dire alla notte di lasciarsi vincere dalla luce,
perché voglio vivere”.
L’umiltà impara da tutti.
Impara dal mare: tiene a galla imbarcazioni, piccole e grandi, immensi transatlantici, intere flotte.
Non c’è tragedia della vita che non sappia traghettare.
Impara dal vento: gonfia e spinge la vela in alto mare o verso l’approdo.
Non c’è progetto di vita che non sia pilotato da questo grande motore della vita.
Impara dalla conchiglia: se la porti all’orecchio ti fa sentire il mare, il vento.
Non c’è parola di vita e di amore che l’umiltà non ti faccia ascoltare.
L’umiltà ti fa il dono della tua inviolabilità
perché non c’è rumore capace di intaccare la vitalità del tuo silenzio.
L’umiltà non ti farà mai dire: non ho fede,
non sarò mai felice, Dio non è per me,
non possiedo la gioia di vivere.
Viceversa l’umiltà ti farà sentire il tempo non come un fardello,
ma come una boccata d’aria pura
che conferisce alla tua vita lo stupore
per l’impatto con la persona amata,
la carezza sul volto, il chiaro di luna, la gita in mare,
la gioia di un bambino, il brivido che ti trasmette un bacio.
Per avere una giusta opinione di se stessi bisogna fare i conti con questa virtù.
Che cosa succederebbe a me, a te se la sorvolassimo, la tenessimo in non calo?
Dall’orizzonte scomparirebbe Dio che si nasconde alla sua ombra.
Finirebbe l’eternità, perché non basta la vita all’umiltà.
Non ci sarebbe amore, perché senza ossigeno ogni fuoco muore.
Che fine farebbe l’albero, il fiore senza le radici?
Anche il cielo rimarrebbe eternamente vuoto
perché chi doveva salirvi non sapeva “come” arrivarci.
L’umiltà è la scala che ti fa toccare il cielo,
la chiave che apre il cuore dell’uomo.