INSERTO CULTURA
di Roberto Giannatelli
1996. Il rettor maggiore Don Egidio Viganò chiede al Rettore dell’Università Pontifica Salesiana un’iniziativa per attualizzare il carisma del santo “educatore”, così nacquero l’ISCOS (Istituto di Scienze della Comunicazione Sociale) e il MED (Media Education) per l’educazione ai media e alla comunicazione.
Il termine media education appare sullo scenario mondiale all’inizio
degli anni ’70 . L’Australia e l’Inghilterra sono tra le prime nazioni a
proporre l’educazione ai media come curricolo scolastico. L’Unesco era
intervenuta fin dagli inizi. “Storica” è la dichiarazione di Grunwald (1982): “Piuttosto
che condannare o esaltare l’indubbio potere dei media, noi dobbiamo accettare
il loro significativo impatto e la loro penetrazione nel mondo intero come un
fatto indiscutibile, e apprezzare la loro importanza come un elemento della
cultura del nostro tempo. I sistemi politici ed educativi dovranno essere
consapevoli del loro obbligo di promuovere una comprensione critica del
fenomeno della comunicazione moderna”. Il primo obiettivo della media
education è l’alfabetizzazione: apprendere a “leggere e scrivere” con i
media. Il secondo è l’autonomia critica di fronte ai messaggi dei media. Il
terzo è l’esercizio della cittadinanza e della responsabilità etica (dei
fruitori come dei produttori dei media). In breve si tratta di dare ai ragazzi
una nuova “competenza mediale”.
Il MED si è trovato nella felice situazione di interagire con i professionisti dei media (della RAI in modo particolare) e con le Università italiane, soprattutto con le Facoltà di scienze della formazione (come quella dell’Università cattolica di Milano) e con le Facoltà di scienze della comunicazione (come quella dell’Università salesiana e dell’Università La Sapienza di Roma). Con Milano, nell’anno accademico 1998-1999, il MED ha organizzato il primo Master/Corso di perfezionamento in media education in Italia, e da quel vivaio di media educator sono usciti i primi collaboratori della nostra associazione. Nelle scuole ha potuto introdurre i laboratori di media education e sperimentare un autentico curricolo di educazione ai media nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Perché, dunque, il MED è stato accolto così favorevolmente e perché il nuovo termine, media education, si è diffuso rapidamente nel nostro Paese? Ci sono alcune ragioni che spiegano il successo.
La media education si è rivelata non solo una chiave di lettura utile per decifrare la cultura moderna e porsi da protagonisti nel nostro tempo, ma anche un progetto e un metodo di lavoro da “esportare” in altri campi della vita sociale ed ecclesiale.
Il MED opera con iniziative di carattere nazionale (come la Summer School di Corvara) ed è presente nelle regioni con interventi legati alle domande e alle risorse presenti sul territorio. Ad esempio, opera a Torino all’interno del progetto “Telintendo” promosso dalla RAI, dal Comune di Torino e dalla Facoltà di scienze della formazione. A Milano ha inventato il progetto MENS e collabora con il Centro culturale della San Paolo di Cinisello Balsamo. Nel Veneto porta avanti una ricerca-azione per la sperimentazione di un curricolo di educazione ai media nella scuola elementare. In Umbria si è attuata una sinergia tra Università, IRRE e MED per la sperimentazione del progetto MENS. Nel Lazio si sono organizzati corsi per insegnanti a livello cittadino e nelle singole scuole. In Campania opera in collaborazione con l’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa e a Bari con l’Istituto Margherita. A Cosenza si è firmata una convenzione tra Università della Calabria, Comune di Cosenza e MED per attuare iniziative di formazione degli insegnanti della regione e tirocini per gli studenti universitari della Facoltà di scienze della formazione. In Sicilia prendono avvio iniziative di formazione e di sperimentazione che fanno riferimento alle Università di Palermo e Catania.
Ecco i referenti regionali del MED: Piemonte: Alberto Parola: alberto.parola@unito.it; Lombardia: Angela Bonomi Castelli: ioanni37@yahoo.it;Veneto: Rinalda Montani: rinaldamontani@virgilio.it; Umbria: Floriana Falcinelli: floriana@unipg.it; Lazio: Luciano Di Mele: ludimele@tin.it; Campania: Isabella Lucchese: lucchese@unisob.it; Calabria: Giovannella Greco: giovannellagreco@libero.it; Puglia: Lucio D’Abbicco: ldabbicco@tin.it; Sicilia: Gianna Cappello: giannacappello@libero.it