FMA

di Graziella Curti

PER UNA ECONOMIA ALTERNATIVA

A Siviglia, Spagna, si è svolto, sul finire dell’estate scorsa,il 2° Seminario Internazionale di Economia solidale.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice, insieme a esperti di tutto il mondo,hanno fatto il punto sulla tragica situazione economica attuale, che penalizza i più poveri, e hanno preso decisioni nel segno della solidarietà.Presentazione delle esperienze

 

La Spagna richiama don Chisciotte, l’uomo che combatteva contro i mulini a vento secondo una logica che a molti poteva sembrare pazzia. Proprio a lui ci si è riferiti all’inizio del seminario, che ha avuto il coraggio di proporre un tema utopico e controcorrente. “Come essere presenti in questo mondo globalizzato dove le reti informatiche configurano nuovi spazi per gli scambi di mercato, dove aumentano le distanze tra ricchi e poveri? – chiedeva madre Antonia Colombo nel messaggio di apertura – Quali possibilità concrete abbiamo di far sentire la nostra voce per difendere i diritti della persona umana, particolarmente dei giovani?” Al Seminario non ci si è fermati alle prospettive di una improbabile utopia, ma il coraggio dell’iniziativa si è trasformato in passione. Come famiglia salesiana e comunità educanti che operano nei cinque continenti, è stato detto, i nostri confini sono quelli del mondo. Abbiamo perciò l’opportunità di realizzare una globalizzazione della solidarietà che metta al centro i bisogni della persona. E per attuare questo, nelle varie relazioni degli esperti, subito recepite da chi lavora sul campo, sono state sottolineate nuove parole, segnali di nuove pratiche: frugalità, opzione etica, spiritualità della sostenibilità, il sorgere di una coscienza diversa che vede nella povertà evangelica quella letizia e quell’armonia che stanno alla base di una nuova alleanza con i beni economici. L’ascolto attento dei progetti già in atto in varie parti del mondo, presentati dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e da alcuni collaboratori, ha rivelato come la lotta contro i mulini a vento si possa fare con semplici mezzi. Occorre però molta passione.

LA POVERTÀ È DONNA

C’è una crescente femminilizzazione della povertà: i due terzi dei più poveri del mondo sono donne. Per lo più capofamiglia. Secondo recenti ricerche della Caritas Internationalis, le donne lavorano il 70% delle ore complessive, ma ricevono il 10% del reddito prodotto e possiedono l’1% delle ricchezze del globo; rappresentano il 40% della produzione agricola, ma sono proprietarie della terra che lavorano solo per l’1%. Anche i dati sulla loro mancata alfabetizzazione sono allarmanti. Per questi e altri motivi altrettanto gravi, le FMA hanno scelto di guardare il mondo con occhi di donna, in particolare il mondo dell’economia che sta alla base di tante opportunità di umanizzazione. Si dice che chi finanzia l’attività di una donna finanzia una famiglia, addirittura favorisce una comunità, un intero Paese. Tuttavia le donne possono raggiungere un’adeguata fonte di sostentamento solo se viene data loro la possibilità di accedere almeno a un minimo di autonomia economica. Le esperienze di microcredito e microfinanza, già in atto in alcune zone del mondo dove operano le suore salesiane, dimostrano il valore della microeconomia, tipicamente femminile. Tali esperienze, infatti, sono centrate sulla persona, restituiscono sicurezza, autostima, protagonismo. Valgono sia per le donne degli slum asiatici e africani, sia per i barrio latinoamericani e le baraccopoli dell’occidente. A seguito dei racconti ascoltati al Seminario, circa le realizzazioni esistenti in Angola, Brasile, India, Mozambico, Colombia, Argentina, Rwanda, Kenya, Kosovo, sono nate nuove proposte concrete che partono da una vita sobria e solidale. Le frontiere della povertà devono essere sostenute da chi, pur vivendo nei luoghi del benessere, si lascia interpellare dall’invito evangelico del farsi prossimo con chi soffre.

LA BANCA SOLIDALE

Un’esperienza che dura già da qualche anno è quella realizzata tra le comunità dell’ispettoria FMA di Siviglia. Si chiama BEIS (Banca Elettronica Inspectorial Solidaria) e risulta la messa in atto effettiva della solidarietà nella gestione economica. È nata dalla collaborazione di esperti del mondo finanziario, che per lungo tempo hanno fatto con le sorelle un processo di discernimento per adottare metodi e strumenti più avanzati di gestione economica. Agilizzando le operazioni bancarie delle varie case, in rete con la sede ispettoriale, si sono avuti risultati mai riscontrati nel passato. La concentrazione dei fondi ha potenziato la comunione e la condivisione a livello ispettoriale e ha permesso un aumento degli interessi, che vanno a beneficio di tutte le case, senza discriminazioni. In questi ultimi anni, attraverso la BEIS, sono stati pure finanziati alcuni progetti di sviluppo delle nostre missioni. Oltre a una migliore gestione del denaro, infatti, si è prodotto un cambio di “cultura economica” ispirato alla solidarietà. Tale cambio si è fatto gesto concreto nel seminario stesso in cui è stata offerta gratuitamente l’ospitalità a un’ottantina di partecipanti per lo più provenienti da zone povere. Proprio per questo, Marco Ragaini, collaboratore dell’editrice EMI (Editrice Missionaria Italiana) e redattore degli Atti, ha potuto scrivere, tra l’altro, ringraziando le organizzatrici: “… ho avuto davanti agli occhi l’esempio concreto della promozione della donna. Non credo che in molte realtà dell’economia normale si trovi un tale concentrato di intelligenza, responsabilità, investimento in mani e cervelli e cuore femminili. Mi è venuto da pensare che magari tra le partecipanti (e sicuramente tra le vostre suore) ce ne saranno state alcune che, da ragazze, erano nelle condizioni di povertà, emarginazione, ignoranza, contro le quali vogliamo impegnarci. Poi il cammino della vita religiosa ha permesso loro di dare il meglio e di crescere. È una bellissima testimonianza di realizzazione umana”.

 

Il logo del seminario contiene diversi riferimenti: i colori dell’arcobaleno richiamano la diversità nell’armonia e nella diversità.

Lo sguardo significa la passione di attraversare la realtà globale con prospettiva di futuro.

In sintesi, il logo evoca la realtà mondiale e l’educazione alla solidarietà.