SFIDE ETICHE x RAGAZZI, GENITORI, EDUCATORI
di Giovanni Russo bioeticalab@itst.it
A
venticinque anni dalla “Familiaris Consortio”, l’Esortazione Apostolica scritta
da Giovanni Paolo II circa i compiti della famiglia cristiana, proponiamo ai
lettori alcune riflessioni su questa realtà che appare in crisi in tutto il
mondo ma sulla quale si fonda ogni tipo di società.
A partire dal Vaticano II, è forte la consapevolezza che ogni cristiano, proprio perché membro di una società - la Chiesa - nata per evangelizzare, è un predicatore, un annunciatore, un propagatore, insomma un missionario. Se è vero per il singolo, non può non esser vero per la famiglia, immagine viva e storica ripresentazione del mistero stesso della Chiesa, tant’è che viene definita “Chiesa domestica”, sua “cellula vivente”. È naturale perciò che essa sia chiamata a partecipare alla medesima missione che è stata affidata alla “Chiesa ufficiale”, quella di essere al servizio dell'edificazione del Regno di Dio nella storia. La famiglia dunque se è cristiana, è anche missionaria, non può tacere la bellezza del suo volersi bene, del suo operare per amore, anzi per l’Amore. Ogni compito particolare della famiglia è espressione e attuazione concreta di questa missione fondamentale.
A questo punto incalza l’urgenza di “saperne di più” sulla famiglia, sulla sua bellezza, sulla sua insondabile ricchezza, sulla sua forza propositiva. La famiglia cristiana ha un ruolo profetico. Occorre perciò che sia presente e viva nella società e nella Chiesa divenendo, ogni giorno di più, comunità credente ed evangelizzante (F. C. 51).
L'universalità è l'orizzonte dell'evangelizzazione. Animata dallo slancio missionario, l’evangelizzazione è destinata a vincere ogni ostacolo, ad abbattere ogni frontiera, a superare ogni timore. C’è un’esortazione perentoria di Cristo che spinge inequivocabilmente su questo cammino: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15). Vale per il singolo, per il gruppo, per la comunità e anche per la famiglia. Il matrimonio suggella e convalida questo compito che inerisce come un vestito sui suoi membri. Difendere e diffondere la fede si configura allora come una necessità e un dovere e configura i coniugi come veri e propri “missionari” dell'amore e della vita (F.C. 54).
Il futuro dell’evangelizzazione è in mano alla famiglia e alle famiglie. Come dire che il futuro del cristianesimo dipende dalla solidità della famiglia. Questa missione apostolica riceve dal sacramento del matrimonio una nuova forza per trasmettere la fede, per santificare e trasformare società secondo il disegno di Dio (Giovanni Paolo II a Puebla, 28 Gennaio 1979). Perciò, non è azzardato dire che la famiglia è lo spazio attraverso il quale il Vangelo si diffonde nella società. Dunque in seno a una famiglia che sa di avere questa missione tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice di molte altre famiglie e dell'ambiente nel quale è inserita (Evangelii Nuntiandi, 71).
È utopia? Forse. E tuttavia la consapevolezza di essere chiamata da Dio a evangelizzare il mondo fa della famiglia un luogo di forte esperienza di fede e di incontro con la Parola, un luogo dove Dio si fa conoscere e rivela la sua identità di Amore. Così la famiglia scopre non solo la sua stessa identità, ciò che essa “è”, ma anche la sua missione, ciò che può e deve “fare”. I compiti, che la famiglia è chiamata a svolgere nella storia, scaturiscono dal suo stesso essere e ne rappresentano lo sviluppo dinamico ed esistenziale. Ogni famiglia scopre e trova in se stessa l'appello insopprimibile, che definisce a un tempo la sua dignità e la sua responsabilità: famiglia, “diventa” ciò che “sei”! (F. C. 17).
Essendo costituita, secondo il disegno divino, quale “intima comunità di vita e di amore” (G et S 48), la famiglia ha la missione di diventare sempre più quello che è, ossia comunità di vita e di amore. In una prospettiva, poi, che giunge alle radici stesse della natura della famiglia, della sua verità più profonda, si deve dire che la sua essenza e i suoi compiti sono ultimamente definiti dall'amore. Per questo la famiglia riceve la missione di custodire, rivelare e comunicare l'amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo per la Chiesa, da sempre definita sua sposa (Ibidem).
L’esempio viene da lontano: già nelle prime comunità cristiane i coniugi Aquila e Priscilla si presentavano come coppia missionaria (cfr. At 18; Rm 16,3s). Anche oggi, dunque, la famiglia è chiamata a essere un segno luminoso della presenza di Cristo e del suo amore anche per i “lontani”, per le famiglie che non credono ancora e per le stesse famiglie cristiane che non vivono più in coerenza con la fede ricevuta: è chiamata con il suo esempio e con la sua testimonianza a illuminare quelli che cercano la verità.
Ma la prima vera ed essenziale attività missionaria è quella svolta all’interno della famiglia nei confronti dei figli, attraverso l’educazione o il recupero. In questo caso, l’esempio e/o la personale e reciproca fedeltà dei coniugi tra loro e nei confronti dei valori professati, sono paradigmatici e consegnano la famiglia alla storia della Chiesa. Forse la crisi attuale della famiglia dipende anche dalla difficoltà di essere testimoni nella realtà di tutti i giorni dei valori che si credono a livello ideale.
Valori in questione
§ La famiglia, come la Chiesa, è lo spazio in cui il Vangelo è trasmesso nella società e da cui il Vangelo si irradia.
§ La famiglia cristiana, partecipe della vita e della missione della Chiesa, è anch’essa missionaria del Vangelo, non può tacere la bellezza dell’amore sponsale di Cristo.
§ Animata da spirito missionario, oggi la famiglia è chiamata a essere un segno profetico per i “lontani”, per le famiglie che non credono ancora e per le stesse famiglie cristiane in difficoltà.
§ Una forma di attività missionaria può essere svolta già all'interno della famiglia attraverso il compito educativo dei figli, quando la fede vacilla o non la si pratica con coerenza.
Confrontiamoci in Gruppo e in Famiglia
§ Come famiglia siamo consapevoli di essere “evangelizzatori”, portatori del Vangelo nella Chiesa e nella società?
§ Come giudichi le coppie che scelgono di essere missionarie, per un tempo determinato, in Paesi molto poveri e con particolari difficoltà?
§ Quanto forte è in noi il senso missionario di “evangelizzazione” con le coppie in difficoltà e bisognose di una relazione di aiuto?
§ In quali forme possiamo essere evangelizzatori a casa e con i nostri figli?