DIBATTITI

di Severino Cagnin

DONNA SÌ / DONNA SE

Ci si sta avvicinando all’8 marzo, giornata della donna. Fingere come niente fosse, non si può e non si deve: che cosa pensare e che cosa fare ? Ecco alcuni segni che ci sfidano a una risposta critica.

 

Dai settimanali esclusivi al 60% delle colonne dei quotidiani, la donna occupa un terzo della stampa: incontri, defilé, presentazioni, cicli di film, ecc. All’università le ragazze sono più numerose dei maschi, nelle scuole e negli ospedali sono aumentate di un quarto. Registe, giornaliste, attrici, ginnaste si affermano rapidamente. Nell’arrampicata alla direzione di società e aziende, in parlamento, nelle amministrazioni locali sono in corsa. Attualmente, poche sono ministri, presidenti di banche, arbitri sportivi, ma presto molte di più svolgeranno questi ruoli. Alcune sono ormai a capo di Governi! C’è chi è ancora convinto che certi tipi di lavoro siano esclusivamente maschili. Probabilmente a torto. Ormai le pari opportunità si estendono a 360°.

 

Occorre riconoscere che i movimenti femminili e i gruppi femministi hanno ragione quando sostengono i diritti della donna, la pari opportunità di accedere a tutte le professioni e il loro contributo specifico di intuizione e sensibilità. La donna, infatti, è intimamente legata alla vita, in tutte le sue forme. Questi segni ci fanno pensare e ci sfidano a una risposta critica, sulla falsariga di recenti pubblicazioni. Mi fermo davanti alla vetrina di una libreria: quante copertine e titoli… Ne segnalo alcuni:

·        Mandami a dire di Pino Roveredo, indirizzato alla sua donna, serio e ironico.

·        Che animale sei ? di Paola Mastrocola che osserva, sorride, ha tenerezza per i deboli.

·        Evangelizzare l’amore di Adriano Celeghin, frutto di studio ed esperienze. Forte.

·        Chador, l’esperienza di Lilli Gruber tra donne diverse.

·        Il nuovo bon tondi Lina Sotis, ancora le buone maniere sono di marca femminile.Ma non finisce qui: il volontariato è sempre più femminile; la Giornata mondiale dell’Emigrante e del Rifugiato è dedicata dal Papa alla donna, che soffre di più il distacco da casa e deve affrontare maggiori difficoltà all’estero. Mi chiedo anche quale film potrà vincere l’Oscar 2006. L’opera italiana designata è La bestia nel cuore di Cristina Comencini.

 

Nella Chiesa poi, alcuni posti tradizionalmente riservati agli uomini, come cattedre di scienze religiose, di teologia, di Sacra Scrittura sono ormai appannaggio di competenti teologhe. Numerose le scrittrici che si cimentano nella ricerca del senso religioso dell’esistenza, tanto da far pensare che l’intelligenza femminile preferisca lo spirito alla materia, il sacro al profano. Nella Chiesa la presenza femminile è sempre più evidente. In Spagna la manifestazione popolare per fare abolire le leggi contro la famiglia vinse per merito delle donne. Il bonus-bebé fa discutere, ma è uno degli interventi nel disegno di legge a favore della famiglia italiana. Anche perché il 90% dei bambini vive con la nonna (la mamma deve lavorare!): da qui la Festa dei Nonni, angeli custodi senza aureola, il 2 ottobre. Nella prima Giornata Internazionale dell’Olocausto, indetta dall’ONU per il 26 gennaio di ogni anno e sostenuta dalla Santa Sede, si discute il film La Rosa Bianca sulla giovane Sophie Scholl, animatrice di universitari antinazisti a Monaco nel 1943. Per non restare indifferenti basterebbe guardare la foto delle donne afghane, che reclamano i loro diritti.