I NOSTRI MORTI

 

TOFANI sac. Ilario, salesiano,

Civitanova Marche, il 1°/07/2005, a 83 anni

Nomen omen: ha incarnato un’ilarità benevola e costruttiva. Piccolo di statura, stracolmo di humour toscano, scherzoso e stimolante. Ha coltivato il gusto del contatto, dell’accoglienza, dello scherzo, della facezia. Ha sorriso tanto anche quando non poteva più parlare. Lo rendeva simpatico il suo giocare a “fare il vescovo” con tanto di fascia e zucchetto. Mostrava con compiacimento il diploma di “matto”, assegnatogli dalla spiritosa tradizione di Gubbio. Un’umanità sorridente, messa a servizio dell’educatore salesiano sempre presente in mezzo ai ragazzi. Uno stuolo di ex-allievi lo ricordano con simpatia e affetto. La sua presenza in comunità lo metteva naturalmente al centro del tono della fraternità. Salesiano contento, sacerdote pastoralmente disponibile sapeva risolvere anche momenti di tensione o di difficoltà. Non è difficile pensare che abbia tenuto anche con il Signore lo stesso tono gioviale e che ora rallegri un angolo di paradiso salesiano (N. Centioni).

 

MONFERRINO sr. Giovanna, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Damasco (Siria), il 15/06/2005 a 91 anni.

Avverte la chiamata del Signore frequentando l’oratorio delle FMA del suo paese, decide la sua vocazione. Dopo la professione a un corso di infermiera nel 1938 parte missionaria destinata all'ospedale Italiano di Damasco, gestito dalle FMA. Dal 1941 al 1945, durante la seconda guerra mondiale, insieme ad altre sorelle è internata a Betlemme. Qui nella preghiera e nella generosità si dà a tanti piccoli servizi. Terminata la guerra, nel 1946 ritorna a Damasco per riprendere l'assistenza notturna dei malati, lavoro che svolgerà per ben 39 anni, tanto da essere chiamata dai malati stessi: "l'angelo della notte". La sua bontà d'animo e la sua delicatezza hanno sempre donato sollievo e incoraggiamento a tutti, senza distinzione, e senza prendersi mai un po' di riposo. Siamo unanimi nel riconoscere che, attraverso il suo generoso donarsi, ha raggiunto la santità del feriale. Nel 1985 deve lasciare il lavoro a causa di una forte e progressiva scoliosi che la porta a curvarsi e negli ultimi tempi a restare a letto accudita con amore dalle sorelle dell'ospedale.

 

BOFFI sr. Emilia, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Triuggio (MI), il 24/06/2005 a 88 anni.

«La mia vocazione è un grazie alla mia famiglia e alle mie suore che, non con le parole, ma con la loro vita sempre serena e disponibile, mi hanno innamorata di Gesù». Così ha lasciato scritto di sé; suor Emilia che, come Giovanni Battista, ha preparato la via dell’incontro e della risposta sponsale al Signore a tante giovani in formazione, negli anni della sua donazione come assistente delle Novizie a Contra di Missaglia. Da qui i tratti del suo carattere che l’hanno fatta amare per la sua rettitudine, acutezza di discernimento, attenzione del cuore per ogni necessità, dettagli di finezza che arrivavano a tutto, spesso in modo schivo e sbrigativo, ma sempre buono e schietto. Ci lascia il ricordo della donna forte, semplice, saggia, fedele perché immersa in Dio.

 

SANGALLI suor Luigia, Figlia di Maria Ausiliatrice,

Lecco, il 18/06/2005, a 84 anni

Nata in una semplice famiglia di artigiani, nella quale l’unione di pensieri e di affetti permetteva a tutti di godere delle semplici gioie della vita, Luigia ha imparato molto presto l’arte della sarta nella quale ha impegnato tutta la sua vita. Entrata nell’Istituto già adulta, dopo la professione religiosa passò in diverse comunità dei salesiani prestando, in mezzo a loro e ai numerosi ragazzi, il proprio servizio di sarta: Milano, Missagliola, Como. La sua caratteristica era quella di accompagnare il suo lavoro con la preghiera. Pregava a voce alta, scandendo lentamente le Ave Maria e altre preghiere devozionali. Con il declinare delle forze, ha dovuto lasciare a poco a poco la sua attività, ma non ha mai abbandonato la preghiera.

 

GIOVAGNOLI sig. Valentino, coadiutore,

Civitanova Marche (MC), il 1°/07/2005 a 75 anni

Il “sagrestano” è il mio mestiere. Lo è stato a Civitanova, a Terni e per più di trent’anni ad Ancona. Attorno all’altare si sentiva a casa sua. Non ci stava da solo. Era animatore della preghiera dei fedeli. Guidava il rosario della comunità parrocchiale e nelle sere del mese di maggio imbracciava l’icona di Maria Ausiliatrice e la portava in punti strategici della parrocchia. La sua corona più bella sono però stati i “ministranti”. Ne ha curati schiere. Per loro organizzava concorsi e gare. Con loro ha vissuto storiche gite premio. Intesseva con i singoli ragazzi un dialogo educativo di piccolo, ma efficace cabotaggio. Ha collaborato a tenere i contatti con le famiglie della parrocchia e si è reso disponibile anche come “ministro straordinario dell’eucaristia”. Finché il morbo di Parkinson glielo ha permesso, anche con sforzo e sacrificio, appoggiandosi come poteva e strisciando i piedi a piccoli passettini, ci ha tenuto a essere lui a tenere in ordine la chiesa. In vicinanza del Natale il suo retro/sagrestia diventava laboratorio di costruzione di originali mini/presepi da donare a tutti. Si è fatto voler bene da tutti (N. Centioni).