I NOSTRI SANTI
a cura di Enrico dal Covolo postulatore generale
TUMORE CURABILE
A seguito di ripetuti esami, a mia moglie venne diagnosticato un tumore al seno. La cosa sembrava seria, per cui venne anche fissata la data dell’intervento chirurgico per asportarlo, il 25 marzo. I giorni cominciarono da allora a scorrere densi di ansia e trepidazione, poiché erano ignoti sia il tipo specifico di male, sia soprattutto la sua effettiva estensione e gravità. Non mi restava che affidarmi alla protezione del Cielo. E scelsi di pregare il Signore attraverso l’intercessione del beato don Michele Rua. Ebbene, la diagnosi definitiva fu molto migliore delle aspettative di tutti. L’intervento fu eseguito a regola d’arte, e mia moglie è tornata a vivere con la sua famiglia, e a fare quello che sempre faceva con l’unica attenzione di annuali controlli.
D. B., Torino
LA MAMMA CAMMINA
Nell’ottobre 2002 mia mamma fu colpita da una lieve forma influenzale che sembrava insignificante. Ma la diagnosi, praticata subito dopo il trasporto al Pronto Soccorso, rivelava l’infiammazione di una parte del midollo spinale. A dicembre una forte infiammazione al midollo osseo le causò il blocco totale degli arti inferiori e di altre funzioni fisiologiche. Seguì una cura cortisonica presso una struttura di riabilitazione, i cui risultati si sono fatti attendere. Frattanto noi familiari ci siamo affidati alle preghiere d’intercessione di Don Bosco e dei santi della Famiglia Salesiana. Dopo alcuni mesi possiamo riscontrare che la nostra mamma è tornata a casa, ha ricuperato l’utilizzo delle gambe, non ancora l’uso di altre funzioni fisiologiche. Permane in lei una leggera forma depressiva che ne limita la vitalità e la rende demotivata e triste. La sua guarigione, anche se parziale, resta motivo per noi di grande riconoscenza ai Santi invocati e a quanti l’hanno resa umanamente possibile.
Uglietti Domenico, Trecate NO
GRAVIDANZA FELICEMENTE CONCLUSA
Sono una mamma di 34 anni. Nel giugno 2004, in attesa del mio terzo figlio, mi sottoposi a una ecografia di controllo. L’esame mostrava che portavo in grembo una bambina, per la quale si sospettava la possibilità che fosse affetta da sindrome di Down ad altissimo rischio per una donna. Mi venne suggerito di sottopormi ad amniocentesi. Con l’ansia che derivava dall’invasività di questo esame e sperando in un esito favorevole, tentavo di scacciare dalla mente la possibilità che risultasse confermato il presunto rischio. Cercavo anche di allontanare il turbamento legato al futuro della bimba. In quei momenti così difficili, tra speranza e angoscia, costretta a letto, nei tre giorni successivi all’esame, in attesa di fare quella telefonata che mi avrebbe dato i primi fondamentali esiti, mi sono affidata a san Domenico Savio, recitando più volte al giorno la novena e la preghiera della mamma in attesa; ho letto la vita del santo e le sue mirabili gesta di dedizione al buon Dio. Tenevo accanto a me il suo abitino, già conosciuto nelle due precedenti gravidanze. Mi sembrava che il tempo non passasse mai, ma ecco che con la presenza accanto a me di mio marito, eseguimmo tremanti quella telefonata. Accogliemmo con gioia indescrivibile la notizia che l’esame dei tre cromosomi principali, compreso quello della sindrome di Down, era risultato negativo. Dopo tre settimane l’esame completo rivelò tutto nella norma e potemmo tirare un definitivo sospiro di sollievo. La gravidanza, sempre sotto la protezione del ragazzo santo, si è conclusa felicemente lo scorso dicembre, con la nascita di una bimba, a cui abbiamo dato il nome di Eleonora.
C.R., Villanova d’Asti AT
AUTODIFESA PER QUATTRO MESI
Dopo la perdita della prima bambina, a seguito di una grave infezione batterica, la mamma ha la conferma dell’arrivo di una seconda bimba. Già duramente colpita per la morte della nonna, non si sente di affrontare subito una seconda gravidanza, ma con fervore si affida a san Domenico Savio. Indossa l’abitino e con la mamma e i familiari ogni sera ne recita la novena. S’invocano anche altri santi, ma particolarmente san Domenico Savio, poiché la gravidanza si è annunciata difficoltosa. Dopo un’ecografia al quinto mese, il ginecologo fa notare che la nascitura tiene il braccio destro sempre alzato. Essa viene alla luce il 2 gennaio 2005 (giorno della nascita di santa Teresina del Bambino Gesù), anziché il 4 come previsto, mostrando d’aver difeso la sua gola con il braccino destro tenuto ben saldo da due giri di cordone ombelicale. A parto concluso viene liberata dalla stretta. Chi avrà tenuto ben saldo per più di 4 mesi il braccio legato da due giri di cordone, se non Domenico Savio?
Greco Anna, Catanzaro
MAMMA FORTUNATA
Mi chiamo Daniela. Otto mesi fa sono stata graziata dalla nascita di Miriam, la mia bambina nata dopo nove mesi di angoscia. Durante tutto questo tempo il mio medico continuava a dire che la piccola doveva essere operata allo stomaco dopo qualche tempo dalla nascita. Molto preoccupata da questa notizia, io e la mia famiglia ci siamo rivolti all’intercessione di san Domenico Savio. Un giorno mentre ero dal medico per un’ennesima ecografia di controllo, questi mi disse che la bambina stava proprio bene. In quel momento provai una gioia indescrivibile. Ancora un po’ incredula, mentre tornavo a casa pensando e ripensando all’accaduto, mi sovvenni che quello era il giorno della festa di san Domenico Savio. Allora mi resi conto di essere stata liberata per sempre dalla mia angoscia. Infatti, la mia piccola Miriam è nata con un parto bellissimo il 30 maggio 2004.
Piparo Daniela, Cesarò ME
SCOPERTA PROVVIDENZIALE
Sono venuto a conoscenza solo a fine aprile 2004 – leggendo sul BS la rubrica “I nostri Santi” – che san Domenico Savio era il protettore delle mamme in attesa. Scoperta un po’ tardiva, ma giusto in tempo per ottenere la protezione del piccolo santo per mia figlia Giovanna che stava per dare alla luce il suo secondogenito. Cominciai pregare intensamente san Domenico perché tutto procedesse per il meglio. Sapendo poi che il 16 maggio l’urna del santo sarebbe stata esposta a Lecce, in occasione del 50° della sua canonizzazione, non esitai a recarmi di persona a invocarne da vicino la protezione. Approfittai dei due pullman di pellegrini che quella domenica partivano dall’oratorio del mio paese per Lecce. Ricordo che fu per me una giornata d’intensa preghiera a san Domenico Savio. Rinunciai a consumare il pasto, proprio per non sottrarre tempo al mio raccoglimento davanti alle reliquie del santo. Poco tempo dopo, il 22 maggio 2004, nasceva senza alcuna difficoltà il mio nipotino di nome Pietro, grazioso come il fratellino Nicola. Esprimo la mia riconoscenza al santo delle culle, per averci concesso una così bella grazia.
Plantamura Pierino, Santeramo in Colle BA