OSSERVATORIO
Redazionale
Ne parlammo in “OSSERVATORIO” dell’aprile 2005, in questa stessa rubrica. Da allora sono state molte le vicende che l’hanno interessata. Maseray è in Italia, dove ha subìto quattro difficili operazioni per “ricostruirsi”. Ma non è finita, deve sconfiggere anche la sieropositività, e la burocrazia…
Ha una gran voglia di vivere Maseray. L’aiuto di chi le ha voluto bene e di tanti sconosciuti l’ha portata nel nostro Paese. Gli specialisti del Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina di Roma hanno fatto miracoli… Ma devono farne ancora: il calvario della ragazza della Sierra Leone, trovata in condizioni fisiche e igieniche pietose, è destinato a continuare: non è semplice ricostruire ciò che l’imperizia, l’approssimazione, la superstizione, l’abbandono hanno distrutto. E, purtroppo, un altro mostro è in agguato e deve essere debellato: la sua sieropositività, scoperta proprio qui in Italia.
Maseray ha gli occhi spalancati sul mondo occidentale per lei meraviglioso e sorprendente. Guarda le strade di Roma prive delle voragini che nel suo Paese letteralmente le mangiano; contempla i ragazzi scorazzare all’aperto, pieni di tutto ciò che lei non ha mai avuto, anzi mai neppure immaginato che esistesse; guarda i bambini che si divertono con i loro cani ben pasciuti, lavati e trattati come se fossero persone; contempla le mamme che spingono il passeggino del figlioletto che a lei, ragazza madre, un destino crudele ha tolto per sempre; scorge stupita i nonni, la mano nella mano dei nipotini… e gli scivoli, le altalene, i pattini. Ma soprattutto l’attirano e le fanno tenerezza i loro strilli gioiosi… Scenari nuovi, quasi da favola, per i suoi occhi abituati a panorami che vuole dimenticare. “Maseray, vuoi tornare in Sierra Leone?”. “No!”, è la risposta breve e decisa.
La sua semplice bontà e la sua triste vicenda hanno conquistato medici e infermieri, volontari e degenti. Una maestra, sua vicina di letto nella stanzetta d’ospedale l’ha iniziata all’italiano. Ora Maseray capisce quel che le dicono e sorride, rispondendo nella nostra lingua. I suoi occhi continuano a riempirsi di stupore: non ha mai avuto tanti che s’interessano a lei. E sogna… Sogna un futuro: ha deciso che, se tutto finalmente andrà per il verso giusto, diventerà infermiera, perché è il mestiere che aiuta le persone a guarire, che ridona speranza a chi non l’ha più, che lenisce il dolore di chi soffre, che ridisegna il sorriso su volti dai quali era scomparso, che offre parole di incoraggiamento a chi è disperato… Attende pazientemente la guarigione, e per la prima volta comincia a credere di poter realizzare qualche brandello dei suoi desideri di ragazza. E’ intelligente, Maseray. Sa che il cammino è ancora lungo, che quattro interventi non sono bastati, però adesso spera e questo è il regalo più bello che il dottor Putti, Simona, Marina e tanti altri le hanno fatto.