GALEANI sac. Nello, salesiano,
Civitanova Marche (MC), il 24/06/2005, a 87 anni
Un piccolo “crisostomo” salesiano. La predicazione è stato il servizio che ha caratterizzato tutta la sua vita e ha svolto addirittura con gusto. Una predicazione curatissima nello stile e nei contenuti. Un porgere miratamene espressivo. Ma è stato anche un educatore esigente e spiritoso, insegnante qualificato e apprezzato, un uomo di governo come direttore e di servizio pastorale come parroco. Uomo dalla conversazione intelligente e stimolante che ha avuto sempre pronta la battuta e, a suo tempo, l’ultima barzelletta. Ha accettato la croce, su cui ha consumato la sua fedeltà al Signore e a Don Bosco (N. Centioni)
GIANCOLA sac. Amato, salesiano,
Ancona, il 03/08/2005, a 77 anni
Non tollerava che qualcuno si disturbasse per lui. Se andavi a visitarlo all’ospedale, ti potevi sentir rimproverare: “Perché sei venuto? Hai tante cose da fare. Io non ho bisogno di nulla”. Non ha mai accettato che la preoccupazione per la salute frenasse la sua dedizione, sempre disponibile e pronto a servire tutti. Con semplicità, sorridendo. Schivo, mite, buono “come il pane”, ha insistito l’Ispettore al suo funerale. Era attento a evitare ogni spreco fino a consumare... gli avanzi di tavola. Ha cercato sempre l’ultimo posto. Non c’è stato verso di affidargli un ruolo di prima responsabilità. Un educatore con poche parole e tanto esempio. Voleva bene ai ragazzi: ha voluto che il giorno del suo funerale fosse distribuito a loro un gelato!
DAMIANI sac. Gino, salesiano,
Civitanova Alta (MC), il 14/08/2005, a 94 anni
Era allenato e allettato dai grandi viaggi, ne ha organizzati per gli exallievi
in tutto il mondo... fino al polo. Era il nonno dell’Ispettoria. Quando le
gambe diventarono incerte per l’età, la mente e la memoria continuarono
lucidissime. Spirito sveglio, battuta sempre pronta, il sorriso costante e
accogliente. Aveva fatto tutt’uno con Macerata: comunità, istituto, città,
exallievi, coopex per quasi sessant’anni. Finché ha potuto ha insegnato
francese al liceo. Tra insegnamento e gite e pellegrinaggi era diventato
l’icona del salesiano/viaggiatore. Ma le sue gite mai erano senza catechesi,
senza messa, senza preghiera. La sua vera famiglia è stata però quella degli
exallievi. Li seguiva tutti e uno per uno. E loro lo hanno sentito e gli hanno
ricambiato riconoscenza, amicizia, affetto (N. Centioni).
CRUCCAS sac. Orlando,salesiano
Selargius (CA), il 07/08/2005, a 71 anni
Salesiano innamorato di Don Bosco, dotato di capacità comunicativa e di uno spirito gioviale a tutto campo, ha saputo infondere in tanti giovani la voglia di vivere e di operare da protagonisti all'interno della società e della Chiesa. Con affetto, così lo ricorderanno gli amici e gli exallievi di Cagliari - Istituto, Frascati, Latina e Lanusei. Ha dedicato gli ultimi anni della sua vita ai cooperatori ed exallievi della Sardegna, lasciando in loro un ricordo gradito e amicale. Il Signore lo ha richiamato per dargli il premio del servo buono e fedele (A. Sanna).
FOGNINI sr. Antonia,Figlia di Maria Ausiliatrice,
Triuggio (MI), il 29/06/2005, a 88 anni
Tutta la vita di sr. Antonia è stata segnata da un’intensa capacità di amare, di comunicare. Apparteneva a una famiglia ricca di fede e molto unita. La gioia di vivere in un ambiente dove ci si voleva bene durò poco: papà e mamma morirono presto e Antonietta, dall’età di 11 anni, visse a Torino in un Istituto, molto vicino a Valdocco, dove tutto parlava di Don Bosco. Ne restò affascinata, soprattutto per l’amore che aveva per i giovani abbandonati. Spesso pregava: “Don Bosco prendimi con i tuoi giovani, io ti voglio bene e tu fa’ altrettanto con me”. A vent’anni fu accolta nelle FMA. Desiderando partire per la missione, nel 1947 fu destinata al Cile dove visse ben trentadue anni come assistente, infermiera, educatrice nella Scuola e nell’Oratorio. Laureatasi in disegno nella Facoltà di Belle Arti, trasmise nella scuola il gusto del bello, del vero, del buono. Nel 1978 ritornò in Italia per una vacanza, ma si dovette fermare per assistere la sorella vedova e molto ammalata. L’età, dopo la morte della sorella, non le permise di tornare in missione.
ARESI sr. Adelaide,Figlia di Maria Ausiliatrice,
Rimini (RN), il 30/06/2005, a 74 anni
Sr. Adelaide, ripetendo la frase di Don Bosco “Basta che siate giovani perché io vi ami assai”, è sempre pronta a stare in mezzo ai giovani, a fare il catechismo, a raggiungere con la parolina all’orecchio anche i più sbarazzini. Ama il bello nella natura e nelle persone. La sua pietà è semplice e profonda; essere presente alla preghiera comunitaria per lei è una gioia più che un dovere. Partecipa volentieri alle riunioni diocesane delle religiose così come a ogni espressione di Chiesa. La malattia la coglie di sorpresa e fatica a misurarne la gravità, ma Dio, Padre buono, la prepara pian piano al grande momento. Durante il Rosario di suffragio in Parrocchia con grande commozione, giovani e adulti esprimono il loro grazie a sr. Adelaide per aver trovato in lei accoglienza, bontà, conforto, sostegno.